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venerdì 31 luglio 2026

Renato Mariani Deportato in Germania. gli anni prima della guerra

 

Come, intimamente, egli era portato, per natura, alla semplicità, all'ordine ed alla precisione, amante come era di fare molte cose da sé, incline alla meditazione, sicuro di saper compiere una buona scelta o di sapere ben calzare e ben vestire, così, nell'esprimere un giudizio su uomini e cose, sapeva cogliere ben spesso nel segno, e sapeva esercitare tanto buon senso critico, ponderazione e misura che si restava sorpresi del suo sano equilibrio.

     Se ad un padre é dato cogliere qualche segreto di un figlio, dirò che in Lui non vedevo chi si affanna a proporsi molti problemi insieme, per la smania di profilarseli e di intravederne le possibili soluzioni, ma colui che affronta un problema alla volta, il problema del giorno, anzi quello dell'ora, e ciò per restare più nel concreto e nell'immediato. Lungi dal significare indifferenza, scarsa volontà o disinteresse, tutto questo rappresentava invece una manifestazione di equilibrio naturale e in fondo di saggezza. 

      Con tali auspici e con siffatte speranze, Egli varcò nel 1935 la soglia del Liceo.

      Ma questo anno scolastico fu per lui un anno di sbandamento e, perchè non dirlo, di pieno insuccesso. Studiò, invero, troppo poco e mancò anche a parecchie lezioni. Il risultato finale si risolse in una vera e propria bocciatura, la quale, se addolorò molto me e tutta la mia famiglia, bruciò più assai a lui ed al suo amor proprio. Per tacita ammissione, apparve subito che Egli si sarebbe riscattato e durante l'estate 1936, mentre si trovava a Falconara, restò stabilito che – per recuperare quello perduto – l'anno appresso avrebbe studiato privatamente a  Camerino, profittando della presenza colà di un ottimo insegnante di lettere e nostro congiunto il Prof. Donnini, in modo da presentarsi poi all'esame di terza liceale.

     Il 27 settembre la famiglia lasciò Falconara. Io stesso ero andato a rlevarla, perchè la Mamma lasciava alquanto a desiderare per la propria salute. Non posso dimenticare quel distacco, che Egli sentì per la prima volta, sia dalla Mamma, che non avrebbe più riveduto in vita, sia dal resto della famiglia. Mentre il treno delle 17,10 lasciò la stazione, imperversava un violento temporale e cadeva una fitta grandinata. Egli dovette ripararsi sotto la soglia di uno dei vari uffici per salutarci e nel lasciarci gli occhi addosso ci faceva una solenne promessa. L'indomani Egli raggiungeva Osimo e di là si trasferiva a Camerino.

     Con una prima lettera, naturalmente diretta alla Mamma, in data 5 ottobre, cercava di fare il disinvolto, parlava delle sue prime impressioni sulla nuova cittadina, di quel panorama «veramente stupendo chiuso nel fondo dai Sibillini candidi di neve», della sua cameretta, ma si faceva scappare questa nota nostalgica : «Ironia della sorte : ogni volta che torno al mio nuovo domicilio (Egli abitava verso Porta Romana) non posso fare a meno di scorgere una lunga freccia, sopra la quale il nome di Roma indica essere questa la via per arrivare alla Capitale». E chiudeva con queste frasi : «L'altra sera a letto, (Camerino è ben fredda) avvolto in una pesante imbottita, avevo ideato una lettera molto sentimentale, ma il freddo che avrei provato nello scendere per scriverla non te l'ha fatta pervenire. Del resto é inutile riassumertela : lascio alla tua fervida mente immaginare cosa vi era scritto. Spesso canticchio, di preferenza l'inno a Roma del Puccini. Ti bacio Renato». Tra le carte da Lui riportate da Camerino ho trovato la risposta della Mamma malata. Essa é scritta a lapis e dice : «con la benedizione e col pensiero della Mina (mammina) che ti ha sempre innanzi agli occhi, come quando ti ha salutato con tutta l'anima alla stazione di Falconara».

     In altra lettera, del 10 ottobre, chiedeva ansiosamente notizie della Mamma e la rassicurava così : «Per me puoi stare tranquillissima. Sto bene e faccio con passione il mio dovere». Ed infatti il Prof. Donnini mi scriveva il 13 nei suoi riguardi : «Ormai egli sa di costruire per il suo avvenire; in grazia di questa sua nuova coscienza per parte mia non mi spaventa se della sua prima liceale romana non mi ha presentato che scarse rovine. Assolutamente, avanti Natale, questa prima liceale deve essere fatta come si deve».

     Il suo carattere aperto, affettuoso e bonario rifulge anche da lontano. Egli non scrive soltanto alla «cara mamma» o al «caro babbo», ma si rivolge talvolta «al migliore offerente» per comprendere tutti; oppure, invece di usare la sua solita carta di Fabriano, alla quale teneva, si serviva di lunghe strisce tipo cartelle da giornalista, facendole precedere dalla frase : «dal nostro inviato speciale».

     Tornava, però, a battere spesso lo stesso chiodo, quello dello studio, e mi scriveva : «Passo  quasi tutte le mattine studiando e buona parte del pomeriggio faccio la medesima cosa». Ci si era messo proprio di impegno. Di buzzo buono. Oltre che nel Prof. Donnini per le materie letterarie, aveva trovato un altro ottimo insegnante per quelle scientifiche.

     Egli stesso scriveva di questi : «Alle ore 15,00 ho tutti i giorni lezione col Prof. Mammana, giovane siciliano, assai bravo e simpatico, il quale mi dice che non ha dubbi su e che tutto andrà benissimo. Facciamo quasi sempre un'ora e mezza, in modo che alle 17,00 sono pronto per la lezione con Donnini».

     Con tutto ciò non aveva però perduto il suo buon umore ed il non men buono appetito, perchè scriveva pure : «Le otto e mezza mi trovano, avido, sopra una tazza di caffè e latte se i tempi magri mi impediscono di sgranocchiare qualcosa in camera. Dopo questa colazione un'altra più abbondante, ma che meno sfama, di latino o di greco, fino a mezzogiorno, ora in cui pianto tutti e me ne vado a spasso. Subito dopo pranzo (che doveva svolgersi alle 13,00) vado per un'oretta al Circolo di cui sono divenuto socio, a leggere giornali italiani ed esteri ed a sentire la radio».

     Quanto ai tempi magri, che impedivano di sgranocchiare qualcosa in camera, credo che non fossero poi tanto magri, se in altre missive alla Mamma si parla di «scatolette di tonno che mi servono per farmi dei crostini e di tubetti di pasta d'acciughe, che spalmo senza economia con burro su biscotti della salute».

     Il 17 ottobre nasce a Roma la nipotina Donatella. Egli si affretta a rallegrarsene con la sorella e, quasi preoccupato di non aver partecipato abbastanza al lieto evento, scrive a noi il 23 : «A Maria sembrerà troppo fredda la cartolina che le ho indirizzato per la nascita di Donatella, ma non é che la rigidezza di questo clima che é penetrata in me».

     Per compensarlo del suo affetto e della passione che avevo messo nello studio, profittando di un lieve miglioramento nelle condizioni di salute della Mamma, corsi da lui apoena mi fu possibile, il primo ed il due novembre, ricorrenza dei Santi e dei Morti.

     Io ero stato a Camerino molti anni prima, ma sotto la sua guida ne apprezzai ancor meglio le naturali bellezze. Vivemmo insieme intensamente in quei due giorni, da fratello a fratello, ed il distacco fu nuovamente doloroso.

     Subito dopo egli mandava ancora una assicurazione alla Mamma nei riguardi dei suoi studi : «In questi giorni mi accorgo di studiare con passione realizzando assai più che per il passato».

     Quanto devono aver fatto bene queste sue parole al povero cuore della Mamma, che, da tempo sempre più sofferente ed infine scompensato, doveva improvvisamente cessare di battere la mattina del 22 novembre!

     Renato fu chiamato per telefono appena si notò il di lei aggravamento, ma Egli non potè giungere che la sera e trovò che la Mamma era già morta. Nelle lacrime che confondemmo in famiglia non ebbi più dubbio che la promessa che aveva fatto l'avrebbe   mantenuta sino alla fine. Con me e con lo zio Innocenzo, Egli divise la pena dell'accompagnamento della cara salma ad Osimo e della sua inumazione provvisoria in quel Cimitero. Tornò a Roma con noi per rivedere ancora le sorelle ed il fratello, ma il 30 novembre partiva di nuovo per Camerino. Lo attendeva colà un dovere assai sacro e vi andava mortificato dal dolore. Ne avevo conferma da una sua : «Spero che voi tutti stiate bene e vi siate sollevati di spirito. Io mi sono subito riambientato : data la rapidità dello spostamento mi sembra quasi impossibile di aver lasciato Roma».

     Intanto il 20 dicembre, poco prima che Egli facesse una breve scappata per passare in famiglia il Natale ed il Capodanno, ricevevo questa lettera del Prof. Donnini : «Con le prossime feste possiamo dire ultimata la tappa della nostra fatica. Posso sicuramente riferirle che si progredisce discretamente in tutte le materie, compreso il latino. Anche Mammana si dichiara molto soddisfatto. Renato disporrà in parte di una preparazione maggiore di quella dei cosiddetti interni. Specie nella cultura generale, su cui insisto ed ho modo di insistere, tanto che il giovane di questo comincia ad avere coscienza e legge molto».

     Salute e buonumore non risentivano affatto dello sforzo per lo studio alla quale si applicava, e mentre da lontano si divertiva a prendere in giro il fratello per la passione di questi per il gioco del calcio  -  a bella posta  Egli si dichiarava fautore di squadre diverse   -  scriveva ad  Anna : «Nevica abbondantemente, ma io ti scrivo pizzicando con la mano libera una opulenta pizza con i grasselli inviatami da Sestilia (una nostra vecchia domestica). Veramente più che pizzicarla, la sto voracemente divorando : é solo da poche ore in mio possesso e ne ho già ingoiata più della metà. Dì al babbo che subito dopo il mio arrivo ho ripreso a studiare con molta lena. Adesso (la lettera é del 21 gennaio) é andato in vigore un progetto di legge per cui la sera non ho più libera uscita».

     Sotto questa frase scherzosa, si celava una ferma risoluzione adottata tra i due bravi insegnanti e lui, quella di non puntare più ormai sull'esame di ammissione alla terza liceale, ma di tentare addirittura la prova finale della licenza liceale.

     Un bel colpo certamente quello di fare tutto il Liceo in un anno, sul quale però io nutrivo qualche dubbio, nonostante queste assicurazioni ricevute in febbraio dal Prof. Donnini : «Posso dirle con assoluta certezza di buoni ed efficaci progressi compiuti in gennaio. Suo figlio, in generale, si é applicato abbastanza in quest'ultimo periodo tanto da far sperare che il compito grave che ci siamo assunti verrà ultimato con successo. Io, per mia parte, insisto a forzare l'andatura, disposto anche a raddioppiare le ore di insegnamento. Il Prof. Mammana mi riferisce che anche la preparazione per le altre materie prosegue abbastanza bene. Dei giovani liceali  con cui ho un certo contatto, suo figlio é già tutt'altro che ultimo; e intendo di giovani che hanno studiato regolarmente. Lui questo lo sa, e deve quindi averne motivo di stimolo se non di orgoglio».

     «Procedendo con il tempo aumentano i giri del motore, cioè lo studio si va sempre  più intensificando», é Egli stesso che lo scrive, tanto che per non distrarlo con un viaggio a Roma per la Pasqua, tra il 25 e il 29 marzo, andammo noi ad Osimo, ove più facilmente fummo da Lui raggiunti.

     D'allora non lo rividi che il 7 giugno, in occasione di una mia visita a Macerata e Civitanova ed Egli si unì alla comitiva, accompagnandomi la sera in auto fino alla stazione di Foligno. Eravamo ormai vicini alla grande prova e dal 10 al 18 luglio Egli sostenne i suoi esami, quelli scritti a Camerino, quelli orali a Macerata, guadagnandosi la licenza liceale, quarto in graduatoria sopra 64 giovani candidati e 26 promossi in tutta la provincia.

     Grande merito indubbiamente fu quello degli insegnanti, ma non fu piccolo anche il suo, dimostrando di tenere fede all'impegno e non smentendo la forza del proprio carattere.

     Per me, la maggiore soddisfazione che ne ebbi fu di portare la lieta notizia al buon Nonno, che un tempo lo aveva fatto oggetto dei suoi versi pungenti. Questi, che si trovava purtroppo agli ultimi giorni della propria vita, si limitò a rispondere semplicemente : «Non ne dubitavo». E morì l'indomani 20 luglio.

     Dopo essersi un po' rinfrancato al mare e in campagna, in affettuosa compagnia dei nipotini, ai quali si sentiva tanto portato, e di quella degli zii e delle zie, da cui era riamato, il 22 ottobre 1937Renato si iscrisse all'Università di Roma. Egli scelse la facoltà di Giurisprudenza, al che io nulla trovai da obiettare, in considerazione che brutti tempi si avvicinavano per i giovani e che anche Egli, chissà a quali altri compiti chiamato, non avrebbe potuto frequentare i corsi con la dovuta costanza. Ma il 1938 filò ancora liscio, ed Egli potè seguire le lezioni e sostenere i suoi esami. Durante il secondoanno fece ancoara di più : poiché lo studio universitario non assorbiva che parte delle sue giornate, Egli pensò che si sarebbe potuto acquistare una buona preparazione giuridico-economica, frequentando la ben attrezzata Confederazione dell'Industria. Vi fu ammesso e venne collocato alle dipendenze di bravi e provetti dirigenti, per occuparsi dell'importante settore tessile. Con il modesto assegno che ne riceveva, da quel momento fu fiero di poter direttamente soddisfare i suoi minuti piaceri ed in particolare di poter provvedere al suo abbigliamento.

     Ma intanto il mostro della guerra si avvicinava a grandi passi. Il 17 luglio 1939, inquadrato nella Milizia Universitaria, anch'Egli dovette partire per il campo di addestramento in Formia, dal quale non ritornò che ai primi di settembre. Io ero andato a trovarlo colà per poche ore la domenica 30 luglio, ma lo trovai tutt'altro che soddisfatto di quel che faceva, perchè la vita del campo   -   così come si svolgeva   -   non era che una perdita di tempo.  


(segue post in data 20 agosto 2026)

giovedì 9 luglio 2026

Renato Mariani. Deportato in Germania L'Età della Ragione e la Vita scolastica

 

L'ETA' DELLA RAGIONE  E LA VITA SCOLASTICA

 

Aveva così superato il suo primo decennio in una oasi di pace e di fanciullesca serenità. Non altrettanto felice sarebbe stato purtroppo il secondo, con l'incubo della guerra sempre in atto per la gioventù, e tanto meno il terzo, violentemente troncato a metà, proprio a 25 anni.

Ma torniamo a noi. Con l'inizio del secondo decennio, il 5 settembre 1928, a Falconara, gli capitò un infortunio. Mentre, giocando con la sorella, si rincorrevano sulla spiaggia ancora bagnata dalla pioggia, egli scivolò e cadde, frantumandosi in malo modo il braccio destro. Seppi subito che era stato curato all'Ospedale di Ancona e  che gli era stato riscontrato lo schiacciamento delle ossa del gomito. Anche a Roma si ritenne di escludere più tardi un atto operativo, facendo affidamento sul miglioramento progressivo ed insistendo sulla ginnastica e sul massaggio. Ma, nonostante gli esercizi della scherma e del violino, intrapresi per la circostanza, il movimento di supinazione del braccio non tornò più alla normalità, tanto che in conseguenza del difetto fisico rimasto, nell'atto di lavarsi o di mangiare, si poteva notare che la sua mano destra non riusciva a contenere la stessa quantità di acqua della sinistra e che egli faceva uso della forchetta non in modo normale.

Di tale difetto, che era piuttosto evidente, per lo stesso consiglio dei medici, chissà come avrebbe potuto a suo tempo avvalersi, per evitare il servizio militare. Egli non volle mai sentir parlare di ciò, e, più tardi, il giorno della visita di leva, tornò a casa soddisfatto di essere stato dichiarato abile. Naturalmente, si era ben guardato dall'accennare alla sua minorazione.

Intanto i suoi studi si facevano più seri, frequentando come Ginnasio, l'Istituto Massimo prima e il Giulio Cesare poi. Le stesse doti di mitezza e di dolcezza di animo e l'innato buon senso, che aveva rivelato in famiglia, in modo particolare verso la Mamma, come cuore d'oro, le trasportò nella scuola, fra i compagni, dei quali rimase amico fedele e inseparabile, e tra gli insegnanti, che più seppero apprezzarlo. Alla scuola vera e propria, alternava, come ho detto, oltre che la scherma, lo studio del violino e del pianoforte. Non che vi si mettesse di grande impegno, ma tanto per soddisfare il suo orecchio musicale assai sviluppato e la passione per le canzoni che così spesso fiorivano sul tuo labbro.

Sapeva tanto vivere all'aria aperta tra i fratelli e gli amici, specialmente al mare, nuotando e remando, o inforcando la bicicletta, quanto facendo vita casalinga, rimanendo cioè nell'ambito domestico.

Gli bastava allora leggere un libro, o canticchiare qualche canzonetta, o smontare e rimontare qualche congegno, o collezionare francobolli, o (dicevo io) intrecciare magari qualche filo, per vederlo felice e beato.

L'appetito, la salute e il buon umore non gli mancavano. Cosicché a 15 anni era quel che si dice un bel ragazzo, allegro, solido e ben piantato, tanto sano e vigoroso di corpo, quanto buono e dolce di carattere.

Dalla scuola avrebbe potuto strappare i migliori risultati sol che lo avesse voluto un po' di più, ma egli era pago di riportare la promozione a  fine anno, alieno dal corteggiare insegnanti o dal compiere atti di virtuosismo.

All'innata fierezza d'animo, un'altra qualità, che doveva accompagnarlo per tutto il resto della breve vita, cominciava intanto a spiccare in lui: la dirittura, starei per dire, l'impeccabilità del giudizio.

 

sabato 20 giugno 2026

Renato Mariani. Deportato in Germania. L'Infanzia

 


Egli venne alla luce il 12 febbraio 1918, nella casa di Via Tevere 31, che allora abitavamo. Pochi bimbi credo che fossero attesi come lui. Casa nostra era già stata allietata dal sorriso di due figliole. Naturalmente era aspettato il maschietto.

Non sapevamo che nome dare al caro piccolo. La combinazione dei nomi del nostro casato, come Mario, Marino, Mariano, Manlio era stata già troppo sfruttata nel parentado. D'altra parte i quattro fratelli, più anziani di me, avevano già provveduto a rinnovare i nomi tradizionali di famiglia.

Il suo battesimo fu procrastinato al 14 marzo, affinché la  Mamma stesse già bene e potesse festeggiare l'avvenimento. Lo chiamammo Renato.

Era un bel piccino, ma più che tutto quieto e buono e che lasciava dormire la notte chi aveva lavorato tutto il giorno, Allevato al seno materno, cresceva normalmente in piena sanità, e a 18-20 mesi era già un folletto.

Una prima preoccupazione circa la sua salute, l'avemmo sul finire dell'anno 1919. Eravamo andati a passare il Natale da mia sorella, in provincia di Salerno, e là, tra il sorriso degli aranci e dei limoni, egli si buscò la prima malattia. Di ritorno a Roma, anch'io e la Mamma fummo subito colpiti da quella brutta influenza che prese il nome di “spagnola”, e in particolare la Mamma fu salva per miracolo. Ma tornò presto il sereno in famiglia, e alla scuola delle sorelline, già decenne la prima e quattrenne la seconda, Egli diventava il birichino di casa.

Le stagioni estive del 1920 e del 1921 le passò a Numana ove cominciò a prendere contatto e passione col mare, dal quale non si sarebbe poi distaccato durante le lunghe vacanze scolastiche, e che tanto influì a darli in seguito vigoria   e benessere fisico.

Si fece eccezione solo nel 1922, l'anno in cui nacque Aldo. Quella estate Egli la passò a Veroli, tra le apriche colline olivate della Ciociaria, mentre, dal 1923 in poi, fu sempre a Falconara e ad Osimo, tra il più bel mare e la più bella campagna delle nostre Marche originarie.

Là, in piena aria e in pieno sole, Egli visse i suoi giorni più felici, circondato dall'affetto della famiglia e dei parenti, e senza conoscere ancora i doveri della scuola e della vita.

Io non potevo essere colà che molto raramente e sempre per visite assai fugaci, ma con quanta serenità ritornavo al mio lavoro, dopo essermi sincerato che stavano tutti bene.

Col crescere degli anni, notavamo in Lui sempre più spiccati i segni della sua indole; la docilità e la bontà, a cui più tardi si aggiunsero la fermezza del carattere ed una invidiabile acutezza di giudizio sopra uomini e cose, Ma più che altro la bontà era la nota che lo distingueva. E' rimasto tradizionale in famiglia un suo stato d'animo, manifestato in occasione che il fratellino, il quale andava appena solo, gli ruppe un giocattolo tra i più cari, mentre era sul momento assente.

Noi eravamo nell'imbarazzo per dirglielo e immaginavamo già i suoi strepiti e i  suoi pianti. Egli invece non fiatò e alle nostre domande se la cosa gli avesse dispiaciuto, testualmente rispose: “quasi quasi gli dicio bravo”.

Credo che in questa frase si possa scolpire tutta la bontà e la dolcezza dell'animo suo e non soltanto di quello infantile.

Con la sorella Anna di età a lui più vicina, mentre considerava Maria come una seconda mammina, egli fece il sacramento della Cresima il 24 maggio 1924 e quello della Prima Comunione il 15 gennaio 1928.

Con questa data entrava già nel suo secondo decennio. Anche per lui erano da tempo cominciati i doveri della scuola, ai quali si era accinto se non con entusiasmo con sufficiente volontà.

Per il suo ottavo compleanno, il nonno materno, vecchio professore di Scuola Media, ingegnere-architetto, poeta dialettale, ma soprattutto fine umorista, gli aveva dedicato, perché li sentisse in tutto il suo frizzo, questi versi di sapore un po' pepato:

 

Sì, la festa al nipotino

Va pur fatta, e un regaluccio;

Ma prometta Renatino

D'esser buono e garbatuccio.

Presto impari a far di conto

Senza aiuto delle mani;

A' suoi compiti sia pronto,

Ubbidisca, e un Mariani

Potrà dirsi in verità.

E ancora:

Fior d'agerato.

E' ver ch'è un ragazzetto un po' stordito

Un Mariani di nome Renato?

Ma il ceppo ne promette ch'educato

Diverrà egli presto ed istruito.

E allora il nonno suo vedrà felice,

Fargli il buon nipotin bella cornice.

 

Nonno affettuoso e caro, il quale, nonostante gli acciacchi dell'età, veniva espressamente da Osimo per assistere ad ogni cerimonia familiare e che, da buon precettore, col verso voleva prenderlo per il verso.

(segue post in data 10 luglio 2026)

domenica 31 maggio 2026

Renato Mariani Internato in Germania. la Testimonianza I parte

 

Tra pochi giorni ricorre il primo anniversario della morte del mio Renato e mai come in questo momento -  mentre l'immane guerra perdura e si prolunga il distacco con gli altri cari di famiglia -  sento il bisogno di restargli spiritualmente vicino e confidarmi con Lui, come se lo avessi ancora accanto.

Quel che scriverò non mi interessa saperlo, perché desidero soltanto che questo soliloquio -  mantenuto nella forma più semplice, come semplice fu tutta la Sua vita -

possa sfiorare quella dolcissima Anima e possa rendermene più degno.

Se la sua morte è già lontana nel tempo, la sua memoria rimane in benedizione ed è viva in quanti lo conobbero ed amarono, non solo attraverso il caro ricordo che ha lasciato, ma in modo speciale per la fine che gli è toccata,

La più grande delle guerre, la più radicale delle crisi ha spezzato come festuche, turbinato in aria come pula di frumento sull'aia anime e cose, memorie e vite. Il vento del turbine ha travolto tanti innocenti, e tra questi anche il figliolo mio.

Sembra che un fatale destino abbia segnato i limiti della sua esistenza: Egli nacque con l’altra guerra e con questa è sparito.

Chissà che un qualche presentimento non vi sia  stato in  noi, divenuti negli ultimi tempi, reciprocamente, tanto più riservati. I suoi occhi avevano tante cose da dire le rare volte che ci rivedemmo nell’ultimo triennio, ma la bocca preferiva aprirsi a poche e misurate parole.

Parco di esse era anche nello scrivere, ma in compenso lo faceva più spesso e diventava sempre più affettuoso, più sollecito della famiglia, dei conoscenti, di quanto aveva a caro.

Da parte mia, mi ero abituato a pregare tanto per lui mentre era lontano,  mentre  era in pericolo; a pregare per la sua salvezza e per quella dei suoi compagni e della nostra Patria. Ma quale impressione, quale differenza pregare ora per Lui morto, e morto così tragicamente, lontano da tutti, in terra straniera, senza  una  parola, senza una carezza di persona cara.

Lo scrupolo di avere fatto così poco e di non potere fare più nulla per lui, distaccatosi da noi così in silenzio, privo di alcuna prestazione  da  parte  nostra,  senza  averci  tolto  neppure  un'ora  di  sonno o averci strappato una lacrima preventiva, accresce  oggi  la  mia  amarezza e mi pare di dovergli  tanto  da non  essere  più  sufficiente  il  poco di forze e di vita che ancora mi resta.

Nelle poche  pagine  che seguono, dirò - il più  possibile con  le sue stesse parole - qualcosa che ricordi la Sua breve esistenza. Parlerò della sua infanzia, della sua età della ragione, dei suoi sentimenti, e delle sue passioni, del suo equilibrato buon senso, dei suoi rapporti con parenti ed amici, dei suoi studi, della sua vita militare, della tormentosa sua deportazione, della Sua fine.

Nel dolce suo ricordo, intendo dedicare tutto ciò a coloro che gli vollero e gli vorranno bene, soprattutto ai suoi nipotini, che, fatti grandi, dovranno essere  orgogliosi di Lui. E benché con le lacrime agli occhi, sento di poter parlare serenamente, sia perché credo che la più bella opera di fede è quella della  sopportazione del dolore, sia perché, pur sotto il peso di una immane   ingiustizia,  ricordo   che  il  vero  cristiano  deve  essere  un  umile,  non  già  un   ribel1e, e anche in espiazione delle proprie colpe deve porre una sincera  confidenza nella infinita misericordia di Dio.

Renato, figlio caro, le vie del Signore sono imperscrutabili e noi dobbiamo accettarne la volontà  per il bene dell'anima nostra, per la pace d'Italia e dell’umanità, per la purificazione che ci guida al Cielo.

Cristo  muore  sulla  Croce,  vittima dell'ignoranza. E ai suoi carnefici, dice:

« Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno ».

 

(segure post in data 20 giugno 2026)

domenica 10 maggio 2026

Costruire la memoria delle Missioni di Pace

 

PROGETTO 2026/2

Partecipazione e Testimonianze alle missioni di pace

 Valore Militare e Contributo alla Memoria

Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle Missioni internazionali per la pace

 

L’Istituto del Nastro Azzurro (tramite il CESVAM - Centro Studi sul Valore Militare (contriostudicesvam@istitutonastroazzurro.org), intende raccogliere testimonianze di appartenenti  alle Forze Armate Italiane  e ai Corpi di Polizia che hanno partecipato a Missioni “Fuori Area” Umanitarie o di altro tipo. La Testimonianza consiste in un contributo di due facciate  (6000) caratteri (vds scheda) da pubblicare in  volumi che si prevede possa ognuno raccogliere circa un centinaio di testimonianze suddivise per Forza Armata, Corpi di Polizia ed entità civili . L’obiettivo è quello di fare memoria per un tratto di storia recente che sta passando dalla cronaca alla storia. La partecipazione a questa iniziativa è a titolo gratuito, secondo le consuetudini del CESVAM – Centro Studi sul valore Militare..

Tutte le testimonianze ricevute saranno pubblicate integralmente in rete, al momento del ricevimento,  su:

WWW.ISTITUTODELNASTROAZZURRO.ORG   Comparto CESVAM

WWW.CESVAM.ORG  Comparto Ricerca esterna

Attraverso il blog www.valoremilitare.blogspot.com e sul www.associazionismomilitare.blogspot.com si daranno costanti informazioni dello sviluppo del progetto PROGETTO 2026/2  Partecipazione e Testimonianze alle missioni di pace  Valore Militare e Contributo alla Memoria Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle Missioni internazionali per la pace

La email di contatto è la presente ricerrca.cesvam@istitutonastroazzurro.org

giovedì 30 aprile 2026

INFOCESVAM N. 2 del 2026 Marzo Aprile 2026

 

INFOCESVAM

BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

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ANNO XIII, 75/76/, N. 2, Marzo - Aprile 2026, 1 Maggio 2026

XIII/2/1126- La decodificazione di questi numeri è la seguente: XIII anno di edizione, 2 il Bimestre di edizione di INFOCESVAM, 1126 il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro Azzurro, in funzione del supporto scientifico alla offerta formativa dei Master. Inoltre dal gennaio 2023 ha assunto anche la funzione di aggiornamento delle attività di implementazione dell’Archivio Digitale Albo d’Oro Nazionale Dei Decorati al Valor Militare Italiani e Stranieri dal 1793 ad oggi, con la pubblicazione di un ANNESSO. L’ultima indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento

XIII/2/1127 – L’ultimo numero dedicato allo stato di avanzamento progetti, Questo numero allo stato di visibilità dei blog geografici e storici a sostegno dell’offerta formativa ed alle Chat di divulgazione alla data del 30 aprile 2026. Sono stati adottati i seguenti criteri di assegnazione visibilità Blog. Bassa, da 1 a 500; Mediocre, da 501 a 1000, Media, da 1001, a 2000, Medio Alta, da 2001, a 4000, Alta, da 4001 a 6000, Altissima oltre 6000 accessi al mese.

XIII/2/1128 – www.valoremilitare.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 8708, mese di aprile 56911 per un totale di 356900 dalla apertura del Blog. Visibilità: anomala. fuori dai criteri adottati. Oltre il 98% dei contatti proviene dagli Stati Uniti.

XIII/2/1129 -– www.studentiecultori.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 1572, mese di aprile 1624 per un totale di 91600 dalla apertura del Blog. Visibilità: Alta

XIII/2/1130 -– www.storiamilitare.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 2048, mese di aprile 2125 per un totale di 152082 dalla apertura del Blog. Visibilità: Medio alta.

XIII/2/1130 -– www.uniformologia.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 1736, mese di aprile 2142 per un totale di 140145 dalla apertura del Blog. Visibilità: Medio Medio Alta.

XIII/2/1131 -– www.seniores.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 1592, mese di aprile 1396 per un totale di 80143 dalla apertura del Blog. Visibilità: Media

XIII/2/1132 -– www.atlantegeostrategico.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 1019, mese di aprile 1049 per un totale di 61877 dalla apertura del Blog. Visibilità: Media

XIII/2/1133 -– www.atlanteeuropa.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 2022, mese di aprile 1305 per un totale di 54530 dalla apertura del Blog. Visibilità: Media, Medio Bassa

XIII/2/1134 - – www.atlanteitalia.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 4, mese di aprile 504 per un totale di 5701 dalla apertura del Blog. Visibilità: Bassa

XIII/2/1135 -– www.atlanteasia.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 1867, mese di aprile 1487 per un totale di 63303 dalla apertura del Blog. Visibilità: Media

XIII/2/1136 -– www.atlantemeedioriente.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 964, mese di aprile 1350 per un totale 34661 dalla apertura del Blog. . Visibilità: Media

XIII/2/1137 -– www.atlanteafrica.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 1079, mese di aprile 1452 per un totale di 48214 dalla apertura del Blog. . Visibilità: Media

XIII/2/1138 –– www.atlanteamerica.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 1002, mese di aprile 745 per un totale di 54469 dalla apertura del Blog. Visibilità: Mediocre

XIII/2/1139 –– www.atlanteoceania.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 580, mese di aprile 898 per un totale di 29001 dalla apertura del Blog. . Visibilità: Mediocre

XIII/2/1140 -– www.atlanteterrepolari.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 246, mese di aprile 248 per un totale di 13379 dalla apertura del Blog. . Visibilità: Bassa

XIII/2/1141 –– www.regnodelsud.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 306, mese di aprile 521 per un totale di 74398 dalla apertura del Blog. Visibilità: Bassa

XIII/2/1142 –– www.marche1944.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 525, mese di aprile 1002 per un totale di 55112 dalla apertura del Blog. . Visibilità: Mediocre

XIII/2/1143 –– www. Guerra di liberazione. La storia.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 1787, mese di aprile 791 per un totale di 38223 dalla apertura del Blog. Visibilità: Media.

XIII/2/1144 – – www.informazionieintelligence.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 406, mese di aprile 723 per un totale di 30573 dalla apertura del Blog. Visibilità: Mediocre

XIII/2/1145 – www.internamentoereticolati.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 1549, mese di aprile 1213 per un totale di 58007 dalla apertura del Blog. Visibilità: Media

XIII/2/1146 – www.prigioniadiguerra.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 1257, mese di aprile 1347 per un totale di 84662 dalla apertura del Blog. Visibilità: Media



XIII/2/1147 –– www.storiainlaboratorio.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 1542, mese di aprile 1503 per un totale di 76024 dalla apertura del Blog. Visibilità: Media

XIII/2/1148 – www.biblioteche.blospot.com. Aggiornato al 30 giugno 2026. Accessi mese di marzo 1082, mese di aprile 398, per un totale di 33740 dalla apertura del Blog. Visibilità: Mediocre

XIII/2/1149 – www.associazionismomilitare.blospot.com. Aggiornato al 30 giugno 2026. Accessi mese di marzo 559, mese di aprile 460, per un totale di 79964 dalla apertura del Blog. Visibilità: Mediocre

XIII/2/1150 - Prossimo INFOCESVAM (maggio - giugno 2026) sarà pubblicato il 1 luglio 2026. I precedenti numeri di INFOCESVAM (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM. e sui vari blog sia storici e che geografici.

(a cura di Massimo Coltrinari) info: centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org



sabato 28 febbraio 2026

INFOCESVAM N. 1 DEL 2026 Gennaio Febbraio 2026, 1 marzo 2026

 

INFOCESVAM

BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

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ANNO XIII, 73/74/, N. 1, Gennaio - Febbraio 2026, 1 Marzo 2026

XIII/1/1101-  La decodificazione di questi numeri è la seguente: XIII anno di edizione, 1 il Bimestre di edizione di INFOCESVAM, 1101 il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro Azzurro, in funzione del supporto scientifico alla offerta formativa dei Master. Inoltre dal gennaio 2023 ha assunto anche la funzione di aggiornamento delle attività di implementazione dell’Archivio Digitale Albo d’Oro Nazionale Dei Decorati al Valor Militare Italiani e Stranieri dal 1793 ad oggi, con la pubblicazione di un ANNESSO. L’ultima indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento

XIII/1/1102 – Il 23 febbraio u.s. si è tenuta la sessione invernale per i Master di Storia Militare Contemporanea, Politica Militare Comparata, Terrorismo ed Anti Terrorismo Internazionale. Anno Accademico 2024/2025. Si sono brillantemente laureati 21 Frequentatori.

XIII/1/1103 – Progetto 2026/1. Gli Ordinamenti dell’Esercito Italiano nel Secondo dopoguerra 1946 -1977 – 165° Anniversario dell’Esercito Italiano. Giovanni Riccardo Baldelli. Predisposto manoscritto 1 per Volume I, II, III, IV, V. Tutti i volumi editi di questo progetto, come degli altri progetti, sono finalizzati alla offerta formativa dei Master come incremento delle “Letture Consigliate” e “Materiali per Tesi”.

XIII/1/1104- Utilizzo dei Social per la Comunicazione. Attivata dal 2025 una CHAT intitolata PROGETTI NASTRO AZZURRO. Finalità: aggiornamento a cadenza quasi giornaliera sullo stato avanzamento Progetti. Possibilità di interloquire. Iscritti alla data odierna 18 Destinatari, inclusi tutti i partecipati alla realizzazione dei progetti.

XIII/1/1105 -  Progetto 2024/1 – I Martiri di Fiesole del 12 agosto 1944. La Resistenza, gli Eccidi in Toscana e la Memoria. (80° anniversario 1944 – 2024). Massimo Coltrinari. Manuel Vignola. . Predisposto il Manoscritto 4. Per il Volume I.

XIII/1/1106 - Progetto 2026/2. Partecipazione e testimonianze nelle Missioni di Pace Valore Militare e contributo alla memoria Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la Pace. Massimo Coltrinari Luigi Marsibilio Paola Bosio. Continua la raccolta delle testimonianze. Le testimonianze raccolte sono pubblicate sulle filiere del CESVAM.

XIII/1/1107 – Progetto 2025/1. La Fabbrica. Predisposta la Bozza 1 del Volumi I e del Volume II,. Inserimento della Iconografia. Predisposizione delle Copertine. E’ prevista la edizione a stampa per il mese di Marzo 2025

XIII/1/1108 – Progetto 2026/7. I Padri fondatori dell’Esercito Italiano. Il Valore Militare nel Risorgimento. 165° Anniversario della Costituzione dell’Esercito. Manuel Vignola. Predisposto schema per la edizione CESVAM PAPERS

XIII/1/1109 - Utilizzo dei Social per la Comunicazione. Attivata dal 2025 una CHAT intitolata “ALUMNI MASTER CUSANO”. Finalità: aggiornamento a cadenza quasi giornaliera su le materie attinenti i Master. Possibilità di interloquire. Iscritti alla data odierna 80 Destinatari. Questa CHAT si affianca ai Blog sia storici che geografici attivati per l’aggiornamento e l’approfondimento delle materie del Master.

XIII/1/1110 – Progetto 2026/3. Il Ruolo delle Nazioni Unite nel mantenimento della Pace. Dalla teoria alla pratica. L’Esperienza UNMIK (United Nation Interim Administration Mission in Kosovo. Antonio Vittiglio. Predisposto schema per edizione CESVAM PAPERS.

XIII/1/1111 - Progetto 2024/1 – I Martiri di Fiesole del 12 agosto 1944. La Resistenza, gli Eccidi in Toscana e la Memoria. (80° anniversario 1944 – 2024). Massimo Coltrinari. Stefano Mangiavacchi. . Predisposto il Manoscritto 3. Per il Volume II. Elenco delle Vittime con 1; da 2 a 9 ); da 10 a 49; da 50 a 99; oltre le 100 vittime. Individuazione di luogo e data.

XIII/1/1112- Progetto 2026/8. Tecnologia Aeronautica. La Formula Trimotore . Storia della Aeronautica Italiana. I Bombardieri strategici. Antonio Daniele. Predisposto lo schema per CESVAM PAOERS

XIII/1/1113- Progetto 2024/ Monte Marrone. Il Significato strategico presso gli Alleati. Massimo Coltrinari. Consegnato alla Casa Editrice manoscritto 5 per la predisposizione della 1a Bozza

XIII/1/1114 – Progetto 2026/5 – Cimitero Militare dell’Asinara. Storia e Memoria 1916 -2026. Studio funzionale finalizzato al recupero della memoria storica e fruizione del cimitero militare italiano dell’Asinara realizzato nel 2016. Giorgio Madeddu. Predisposto schema per edizione CESVAM PAPERS

XIII/1/1115 – Progetto 2019/2 La prigionia italiana in mano britannica. Africa. Africa Orientale Italiana. L’Organizzazione militare e la difesa dell’Impero. Memoria e Testimonianze. Giovanni Riccardo Baldelli Massimo Coltrinari. Predisposto il manoscritto 3. Iconografia.  

XIII/1/1116 – Progetto 2026/9. Sahel 3.0. Terrorismo digitale materie prime strategiche e nuove sfide per l’Europa e L’Italia. Massimo Dionisi. Predisposto schema per edizione CESVAM PAPERS

XIII/1/1117 - Utilizzo dei Social per la Comunicazione. Attivata dal 2025 una CHAT intitolata “RIVISTA QUADERNI CESVAM”. Finalità: aggiornamento a cadenza quasi giornaliera sulla edizione prossima della Rivista “QUADERNI”, che avendo cadenza trimestrale ha tempi di pubblicazione molto ampi. Possibilità di interloquire. Iscritti alla data odierna 27 Destinatari, Questa CHAT si affianca ai Blog sia storici che geografici attivati per l’aggiornamento e l’approfondimento delle materie trattate nella Rivista edizione a stampa

XIII/1/1118 – Progetto 2026/6 – Mariano Buratti. Medaglia d’Oro al Valore Militare. La Resistenza nel Viterbese. 1943 -1944. Osvaldo Biribicchi. Predisposto schema per edizione CESVAM PAOERS

XIII/1/1119 -  Progetto 2016/2. I Militari Italiani sulla testa di ponte di Anzio. Luigi Marsibilio Massimo Coltrinari Volume II. Predisposto Il Manoscritto 3

XIII/1/1120 – La Edizione dell’ANNESSO questo INFOCESVAM da questo numero riprende la edizione Bimestrale in quanto quella mensile si è rilevata nel 2025 ridondante e sovra esposta, anche in virtù della apertura di una apposita CHAT dedicata al progetto Albo d’Oro

XIII/1/1121 – Progetto 2026/12. Liberi e Valorosi. Breve storia della Bundeswehr. Luigi Di Santo. Predisposto lo schema per la Edizione CESVAM PAPERS.

XIII/1/1122 - Utilizzo dei Social per la Comunicazione. Attivata dal 2025 una CHAT intitolata “ALBO D’ORO DECORATI”. Finalità: aggiornamento a cadenza quasi giornaliera su le materie attinenti la creazione dell’albo d’Oro fra Decorati al Valore Militare. Possibilità di interloquire. Iscritti alla data odierna 15 Destinatari,

XIII/1/1123 - –“Progetto 2026/5”. Un Bosco per resistere. “La brigata partigiana “Ciro Menotti” tra le Provincie di Treviso Pordenone e Belluno. Dott.ssa Monica Apostoli. Prevista la predisposizione Cesvam Papers per la fine di marzo 2026

XIII/1/1124 – Progetto 2024/4. Dal Corpo Italiano di Liberazione ai Gruppi di Combattimento. Settembre – Dicembre 1944. 80° Anniversario della Guerra di Liberazione. Massimo Coltrinari. Articolazione in Volume 1°. Manoscritto n. 1. Volume 2°. Materiali sulla figura del generale Giorgio Morici, comandante della “Nembo” a Filottrano.

XIII/1/1125 - Prossimo INFOCESVAM (marzo-aprile 2026 ) sarà pubblicato il 1 maggio 2026. I precedenti numeri di INFOCESVAM (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM. e sui vari blog sia storici e che geografici.

 (a cura di Massimo Coltrinari) info: centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org