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"Non più reticolati nel mondo" Lo studio dell' Internamento come strumento per contrastare la violenza e la violenza bellica, in ogni tipo di società del secolo breve e del secolo in corso.. Come base di studio per affrontare il problema delle migrazioni e dello spostamento di massa delle popolazioni. E' spazio di ricerca su questi temi del CESVAM - Istituto Nastro Azzurro ( Massimo Coltrinari) info:centrostudicescam@istitutonastroazzurro.org
Traduzione
domenica 9 agosto 2026
venerdì 31 luglio 2026
Renato Mariani Deportato in Germania. gli anni prima della guerra
Come, intimamente, egli era portato, per natura, alla
semplicità, all'ordine ed alla precisione, amante come era di fare molte cose
da sé, incline alla meditazione, sicuro di saper compiere una buona scelta o di
sapere ben calzare e ben vestire, così, nell'esprimere un giudizio su uomini e
cose, sapeva cogliere ben spesso nel segno, e sapeva esercitare tanto buon
senso critico, ponderazione e misura che si restava sorpresi del suo sano
equilibrio.
Se ad un
padre é dato cogliere qualche segreto di un figlio, dirò che in Lui non vedevo
chi si affanna a proporsi molti problemi insieme, per la smania di profilarseli
e di intravederne le possibili soluzioni, ma colui che affronta un problema
alla volta, il problema del giorno, anzi quello dell'ora, e ciò per restare più
nel concreto e nell'immediato. Lungi dal significare indifferenza, scarsa
volontà o disinteresse, tutto questo rappresentava invece una manifestazione di
equilibrio naturale e in fondo di saggezza.
Con tali
auspici e con siffatte speranze, Egli varcò nel 1935 la soglia del Liceo.
Ma questo
anno scolastico fu per lui un anno di sbandamento e, perchè non dirlo, di pieno
insuccesso. Studiò, invero, troppo poco e mancò anche a parecchie lezioni. Il
risultato finale si risolse in una vera e propria bocciatura, la quale, se
addolorò molto me e tutta la mia famiglia, bruciò più assai a lui ed al suo
amor proprio. Per tacita ammissione, apparve subito che Egli si sarebbe
riscattato e durante l'estate 1936, mentre si trovava a Falconara, restò
stabilito che – per recuperare quello perduto – l'anno appresso avrebbe
studiato privatamente a Camerino,
profittando della presenza colà di un ottimo insegnante di lettere e nostro
congiunto il Prof. Donnini, in modo da presentarsi poi all'esame di terza
liceale.
Il 27
settembre la famiglia lasciò Falconara. Io stesso ero andato a rlevarla, perchè
la Mamma lasciava alquanto a desiderare per la propria salute. Non posso dimenticare
quel distacco, che Egli sentì per la prima volta, sia dalla Mamma, che non
avrebbe più riveduto in vita, sia dal resto della famiglia. Mentre il treno
delle 17,10 lasciò la stazione, imperversava un violento temporale e cadeva una
fitta grandinata. Egli dovette ripararsi sotto la soglia di uno dei vari uffici
per salutarci e nel lasciarci gli occhi addosso ci faceva una solenne promessa.
L'indomani Egli raggiungeva Osimo e di là si trasferiva a Camerino.
Con una
prima lettera, naturalmente diretta alla Mamma, in data 5 ottobre, cercava di
fare il disinvolto, parlava delle sue prime impressioni sulla nuova cittadina,
di quel panorama «veramente stupendo chiuso nel fondo dai Sibillini candidi di
neve», della sua cameretta, ma si faceva scappare questa nota nostalgica :
«Ironia della sorte : ogni volta che torno al mio nuovo domicilio (Egli abitava
verso Porta Romana) non posso fare a meno di scorgere una lunga freccia, sopra
la quale il nome di Roma indica essere questa la via per arrivare alla Capitale».
E chiudeva con queste frasi : «L'altra sera a letto, (Camerino è ben fredda)
avvolto in una pesante imbottita, avevo ideato una lettera molto sentimentale,
ma il freddo che avrei provato nello scendere per scriverla non te l'ha fatta
pervenire. Del resto é inutile riassumertela : lascio alla tua fervida mente
immaginare cosa vi era scritto. Spesso canticchio, di preferenza l'inno a Roma
del Puccini. Ti bacio Renato». Tra le carte da Lui riportate da Camerino ho
trovato la risposta della Mamma malata. Essa é scritta a lapis e dice : «con la
benedizione e col pensiero della Mina (mammina) che ti ha sempre innanzi agli
occhi, come quando ti ha salutato con tutta l'anima alla stazione di
Falconara».
In altra
lettera, del 10 ottobre, chiedeva ansiosamente notizie della Mamma e la
rassicurava così : «Per me puoi stare tranquillissima. Sto bene e faccio con
passione il mio dovere». Ed infatti il Prof. Donnini mi scriveva il 13 nei suoi
riguardi : «Ormai egli sa di costruire per il suo avvenire; in grazia di
questa sua nuova coscienza per parte mia non mi spaventa se della sua prima
liceale romana non mi ha presentato che scarse rovine. Assolutamente, avanti
Natale, questa prima liceale deve essere fatta come si deve».
Il suo
carattere aperto, affettuoso e bonario rifulge anche da lontano. Egli non
scrive soltanto alla «cara mamma» o al «caro babbo», ma si rivolge talvolta «al
migliore offerente» per comprendere tutti; oppure, invece di usare la sua
solita carta di Fabriano, alla quale teneva, si serviva di lunghe strisce tipo
cartelle da giornalista, facendole precedere dalla frase : «dal nostro inviato
speciale».
Tornava,
però, a battere spesso lo stesso chiodo, quello dello studio, e mi scriveva :
«Passo quasi tutte le mattine studiando
e buona parte del pomeriggio faccio la medesima cosa». Ci si era messo proprio
di impegno. Di buzzo buono. Oltre che nel Prof. Donnini per le materie
letterarie, aveva trovato un altro ottimo insegnante per quelle scientifiche.
Egli stesso
scriveva di questi : «Alle ore 15,00 ho tutti i giorni lezione col Prof.
Mammana, giovane siciliano, assai bravo e simpatico, il quale mi dice che non
ha dubbi su e che tutto andrà benissimo. Facciamo quasi sempre un'ora e mezza,
in modo che alle 17,00 sono pronto per la lezione con Donnini».
Con tutto
ciò non aveva però perduto il suo buon umore ed il non men buono appetito,
perchè scriveva pure : «Le otto e mezza mi trovano, avido, sopra una tazza di
caffè e latte se i tempi magri mi impediscono di sgranocchiare qualcosa in
camera. Dopo questa colazione un'altra più abbondante, ma che meno sfama, di
latino o di greco, fino a mezzogiorno, ora in cui pianto tutti e me ne vado a
spasso. Subito dopo pranzo (che doveva svolgersi alle 13,00) vado per un'oretta
al Circolo di cui sono divenuto socio, a leggere giornali italiani ed esteri ed
a sentire la radio».
Quanto ai
tempi magri, che impedivano di sgranocchiare qualcosa in camera, credo che non
fossero poi tanto magri, se in altre missive alla Mamma si parla di «scatolette
di tonno che mi servono per farmi dei crostini e di tubetti di pasta
d'acciughe, che spalmo senza economia con burro su biscotti della salute».
Il 17
ottobre nasce a Roma la nipotina Donatella. Egli si affretta a rallegrarsene
con la sorella e, quasi preoccupato di non aver partecipato abbastanza al lieto
evento, scrive a noi il 23 : «A Maria sembrerà troppo fredda la cartolina che
le ho indirizzato per la nascita di Donatella, ma non é che la rigidezza di
questo clima che é penetrata in me».
Per compensarlo del suo affetto e della
passione che avevo messo nello studio, profittando di un lieve miglioramento
nelle condizioni di salute della Mamma, corsi da lui apoena mi fu possibile, il
primo ed il due novembre, ricorrenza dei Santi e dei Morti.
Io ero
stato a Camerino molti anni prima, ma sotto la sua guida ne apprezzai ancor
meglio le naturali bellezze. Vivemmo insieme intensamente in quei due giorni,
da fratello a fratello, ed il distacco fu nuovamente doloroso.
Subito dopo
egli mandava ancora una assicurazione alla Mamma nei riguardi dei suoi studi :
«In questi giorni mi accorgo di studiare con passione realizzando assai più che
per il passato».
Quanto
devono aver fatto bene queste sue parole al povero cuore della Mamma, che, da
tempo sempre più sofferente ed infine scompensato, doveva improvvisamente
cessare di battere la mattina del 22 novembre!
Renato fu
chiamato per telefono appena si notò il di lei aggravamento, ma Egli non potè
giungere che la sera e trovò che la Mamma era già morta. Nelle lacrime che
confondemmo in famiglia non ebbi più dubbio che la promessa che aveva fatto
l'avrebbe mantenuta sino alla fine. Con
me e con lo zio Innocenzo, Egli divise la pena dell'accompagnamento della cara
salma ad Osimo e della sua inumazione provvisoria in quel Cimitero. Tornò a
Roma con noi per rivedere ancora le sorelle ed il fratello, ma il 30 novembre
partiva di nuovo per Camerino. Lo attendeva colà un dovere assai sacro e vi
andava mortificato dal dolore. Ne avevo conferma da una sua : «Spero che voi
tutti stiate bene e vi siate sollevati di spirito. Io mi sono subito
riambientato : data la rapidità dello spostamento mi sembra quasi impossibile
di aver lasciato Roma».
Intanto il
20 dicembre, poco prima che Egli facesse una breve scappata per passare in
famiglia il Natale ed il Capodanno, ricevevo questa lettera del Prof. Donnini :
«Con le prossime feste possiamo dire ultimata la tappa della nostra fatica.
Posso sicuramente riferirle che si progredisce discretamente in tutte le
materie, compreso il latino. Anche Mammana si dichiara molto soddisfatto.
Renato disporrà in parte di una preparazione maggiore di quella dei cosiddetti interni.
Specie nella cultura generale, su cui insisto ed ho modo di insistere, tanto
che il giovane di questo comincia ad avere coscienza e legge molto».
Salute e
buonumore non risentivano affatto dello sforzo per lo studio alla quale si
applicava, e mentre da lontano si divertiva a prendere in giro il fratello per
la passione di questi per il gioco del calcio
- a bella posta Egli si dichiarava fautore di squadre
diverse - scriveva ad
Anna : «Nevica abbondantemente, ma io ti scrivo pizzicando con la mano
libera una opulenta pizza con i grasselli inviatami da Sestilia (una nostra
vecchia domestica). Veramente più che pizzicarla, la sto voracemente divorando
: é solo da poche ore in mio possesso e ne ho già ingoiata più della metà. Dì
al babbo che subito dopo il mio arrivo ho ripreso a studiare con molta lena.
Adesso (la lettera é del 21 gennaio) é andato in vigore un progetto di legge
per cui la sera non ho più libera uscita».
Sotto
questa frase scherzosa, si celava una ferma risoluzione adottata tra i due
bravi insegnanti e lui, quella di non puntare più ormai sull'esame di
ammissione alla terza liceale, ma di tentare addirittura la prova finale della
licenza liceale.
Un bel
colpo certamente quello di fare tutto il Liceo in un anno, sul quale però io
nutrivo qualche dubbio, nonostante queste assicurazioni ricevute in febbraio
dal Prof. Donnini : «Posso dirle con assoluta certezza di buoni ed efficaci
progressi compiuti in gennaio. Suo figlio, in generale, si é applicato
abbastanza in quest'ultimo periodo tanto da far sperare che il compito grave
che ci siamo assunti verrà ultimato con successo. Io, per mia parte, insisto a
forzare l'andatura, disposto anche a raddioppiare le ore di insegnamento. Il
Prof. Mammana mi riferisce che anche la preparazione per le altre materie
prosegue abbastanza bene. Dei giovani liceali
con cui ho un certo contatto, suo figlio é già tutt'altro che ultimo; e
intendo di giovani che hanno studiato regolarmente. Lui questo lo sa, e deve
quindi averne motivo di stimolo se non di orgoglio».
«Procedendo
con il tempo aumentano i giri del motore, cioè lo studio si va sempre più intensificando», é Egli stesso che lo
scrive, tanto che per non distrarlo con un viaggio a Roma per la Pasqua, tra il
25 e il 29 marzo, andammo noi ad Osimo, ove più facilmente fummo da Lui raggiunti.
D'allora
non lo rividi che il 7 giugno, in occasione di una mia visita a Macerata e
Civitanova ed Egli si unì alla comitiva, accompagnandomi la sera in auto fino
alla stazione di Foligno. Eravamo ormai vicini alla grande prova e dal 10 al 18
luglio Egli sostenne i suoi esami, quelli scritti a Camerino, quelli orali a
Macerata, guadagnandosi la licenza liceale, quarto in graduatoria sopra 64
giovani candidati e 26 promossi in tutta la provincia.
Grande
merito indubbiamente fu quello degli insegnanti, ma non fu piccolo anche il suo,
dimostrando di tenere fede all'impegno e non smentendo la forza del proprio
carattere.
Per me, la
maggiore soddisfazione che ne ebbi fu di portare la lieta notizia al buon
Nonno, che un tempo lo aveva fatto oggetto dei suoi versi pungenti. Questi, che
si trovava purtroppo agli ultimi giorni della propria vita, si limitò a
rispondere semplicemente : «Non ne dubitavo». E morì l'indomani 20 luglio.
Dopo
essersi un po' rinfrancato al mare e in campagna, in affettuosa compagnia dei
nipotini, ai quali si sentiva tanto portato, e di quella degli zii e delle zie,
da cui era riamato, il 22 ottobre 1937Renato si iscrisse all'Università di
Roma. Egli scelse la facoltà di Giurisprudenza, al che io nulla trovai da
obiettare, in considerazione che brutti tempi si avvicinavano per i giovani e
che anche Egli, chissà a quali altri compiti chiamato, non avrebbe potuto
frequentare i corsi con la dovuta costanza. Ma il 1938 filò ancora liscio, ed
Egli potè seguire le lezioni e sostenere i suoi esami. Durante il secondoanno
fece ancoara di più : poiché lo studio universitario non assorbiva che parte
delle sue giornate, Egli pensò che si sarebbe potuto acquistare una buona
preparazione giuridico-economica, frequentando la ben attrezzata Confederazione
dell'Industria. Vi fu ammesso e venne collocato alle dipendenze di bravi e
provetti dirigenti, per occuparsi dell'importante settore tessile. Con il
modesto assegno che ne riceveva, da quel momento fu fiero di poter direttamente
soddisfare i suoi minuti piaceri ed in particolare di poter provvedere al suo
abbigliamento.
Ma intanto
il mostro della guerra si avvicinava a grandi passi. Il 17 luglio 1939,
inquadrato nella Milizia Universitaria, anch'Egli dovette partire per il campo
di addestramento in Formia, dal quale non ritornò che ai primi di settembre. Io
ero andato a trovarlo colà per poche ore la domenica 30 luglio, ma lo trovai
tutt'altro che soddisfatto di quel che faceva, perchè la vita del campo -
così come si svolgeva - non era che una perdita di tempo.
(segue post in data 20 agosto 2026)
lunedì 20 luglio 2026
giovedì 9 luglio 2026
Renato Mariani. Deportato in Germania L'Età della Ragione e la Vita scolastica
L'ETA' DELLA
RAGIONE E LA VITA SCOLASTICA
Aveva così superato il suo primo
decennio in una oasi di pace e di fanciullesca serenità. Non altrettanto felice
sarebbe stato purtroppo il secondo, con l'incubo della guerra sempre in atto
per la gioventù, e tanto meno il terzo, violentemente troncato a metà, proprio
a 25 anni.
Ma torniamo a noi. Con l'inizio
del secondo decennio, il 5 settembre 1928, a Falconara, gli capitò un
infortunio. Mentre, giocando con la sorella, si rincorrevano sulla spiaggia
ancora bagnata dalla pioggia, egli scivolò e cadde, frantumandosi in malo modo
il braccio destro. Seppi subito che era stato curato all'Ospedale di Ancona
e che gli era stato riscontrato lo
schiacciamento delle ossa del gomito. Anche a Roma si ritenne di escludere più
tardi un atto operativo, facendo affidamento sul miglioramento progressivo ed
insistendo sulla ginnastica e sul massaggio. Ma, nonostante gli esercizi della
scherma e del violino, intrapresi per la circostanza, il movimento di
supinazione del braccio non tornò più alla normalità, tanto che in conseguenza
del difetto fisico rimasto, nell'atto di lavarsi o di mangiare, si poteva
notare che la sua mano destra non riusciva a contenere la stessa quantità di
acqua della sinistra e che egli faceva uso della forchetta non in modo normale.
Di tale difetto, che era piuttosto
evidente, per lo stesso consiglio dei medici, chissà come avrebbe potuto a suo
tempo avvalersi, per evitare il servizio militare. Egli non volle mai sentir
parlare di ciò, e, più tardi, il giorno della visita di leva, tornò a casa
soddisfatto di essere stato dichiarato abile. Naturalmente, si era ben guardato
dall'accennare alla sua minorazione.
Intanto i suoi studi si facevano
più seri, frequentando come Ginnasio, l'Istituto Massimo prima e il Giulio
Cesare poi. Le stesse doti di mitezza e di dolcezza di animo e l'innato buon
senso, che aveva rivelato in famiglia, in modo particolare verso la Mamma, come
cuore d'oro, le trasportò nella scuola, fra i compagni, dei quali
rimase amico fedele e inseparabile, e tra gli insegnanti, che più seppero
apprezzarlo. Alla scuola vera e propria, alternava, come ho detto, oltre che la
scherma, lo studio del violino e del pianoforte. Non che vi si mettesse di
grande impegno, ma tanto per soddisfare il suo orecchio musicale assai
sviluppato e la passione per le canzoni che così spesso fiorivano sul tuo
labbro.
Sapeva tanto vivere all'aria
aperta tra i fratelli e gli amici, specialmente al mare, nuotando e remando, o
inforcando la bicicletta, quanto facendo vita casalinga, rimanendo cioè
nell'ambito domestico.
Gli bastava allora leggere un
libro, o canticchiare qualche canzonetta, o smontare e rimontare qualche
congegno, o collezionare francobolli, o (dicevo io) intrecciare magari qualche
filo, per vederlo felice e beato.
L'appetito, la salute e il buon
umore non gli mancavano. Cosicché a 15 anni era quel che si dice un bel
ragazzo, allegro, solido e ben piantato, tanto sano e vigoroso di corpo, quanto
buono e dolce di carattere.
Dalla scuola avrebbe potuto
strappare i migliori risultati sol che lo avesse voluto un po' di più, ma egli
era pago di riportare la promozione a
fine anno, alieno dal corteggiare insegnanti o dal compiere atti di
virtuosismo.
All'innata fierezza d'animo,
un'altra qualità, che doveva accompagnarlo per tutto il resto della breve vita,
cominciava intanto a spiccare in lui: la dirittura, starei per dire,
l'impeccabilità del giudizio.
martedì 30 giugno 2026
sabato 20 giugno 2026
Renato Mariani. Deportato in Germania. L'Infanzia
Egli venne alla luce il 12 febbraio 1918, nella casa di Via Tevere 31,
che allora abitavamo. Pochi bimbi credo che fossero attesi come lui. Casa
nostra era già stata allietata dal sorriso di due figliole. Naturalmente era
aspettato il maschietto.
Non sapevamo che nome dare al caro piccolo. La combinazione dei nomi del
nostro casato, come Mario, Marino, Mariano, Manlio era stata già troppo
sfruttata nel parentado. D'altra parte i quattro fratelli, più anziani di me,
avevano già provveduto a rinnovare i nomi tradizionali di famiglia.
Il suo battesimo fu procrastinato al 14 marzo, affinché la Mamma stesse già bene e potesse festeggiare
l'avvenimento. Lo chiamammo Renato.
Era un bel piccino, ma più che tutto quieto e buono e che lasciava
dormire la notte chi aveva lavorato tutto il giorno, Allevato al seno materno,
cresceva normalmente in piena sanità, e a 18-20 mesi era già un folletto.
Una prima preoccupazione circa la sua salute, l'avemmo sul finire
dell'anno 1919. Eravamo andati a passare il Natale da mia sorella, in provincia
di Salerno, e là, tra il sorriso degli aranci e dei limoni, egli si buscò la
prima malattia. Di ritorno a Roma, anch'io e la Mamma fummo subito colpiti da
quella brutta influenza che prese il nome di “spagnola”, e in particolare la
Mamma fu salva per miracolo. Ma tornò presto il sereno in famiglia, e alla
scuola delle sorelline, già decenne la prima e quattrenne la seconda, Egli
diventava il birichino di casa.
Le stagioni estive del 1920 e del 1921 le passò a Numana ove cominciò a
prendere contatto e passione col mare, dal quale non si sarebbe poi distaccato
durante le lunghe vacanze scolastiche, e che tanto influì a darli in seguito
vigoria e benessere fisico.
Si fece eccezione solo nel 1922, l'anno in cui nacque Aldo. Quella estate
Egli la passò a Veroli, tra le apriche colline olivate della Ciociaria, mentre,
dal 1923 in poi, fu sempre a Falconara e ad Osimo, tra il più bel mare e la più
bella campagna delle nostre Marche originarie.
Là, in piena aria e in pieno sole, Egli visse i suoi giorni più felici,
circondato dall'affetto della famiglia e dei parenti, e senza conoscere ancora
i doveri della scuola e della vita.
Io non potevo essere colà che molto raramente e sempre per visite assai
fugaci, ma con quanta serenità ritornavo al mio lavoro, dopo essermi sincerato
che stavano tutti bene.
Col crescere degli anni, notavamo in Lui sempre più spiccati i segni
della sua indole; la docilità e la bontà, a cui più tardi si aggiunsero la
fermezza del carattere ed una invidiabile acutezza di giudizio sopra uomini e
cose, Ma più che altro la bontà era la nota che lo distingueva. E' rimasto
tradizionale in famiglia un suo stato d'animo, manifestato in occasione che il
fratellino, il quale andava appena solo, gli ruppe un giocattolo tra i più
cari, mentre era sul momento assente.
Noi eravamo nell'imbarazzo per dirglielo e immaginavamo già i suoi
strepiti e i suoi pianti. Egli invece
non fiatò e alle nostre domande se la cosa gli avesse dispiaciuto, testualmente
rispose: “quasi quasi gli dicio bravo”.
Credo che in questa frase si possa scolpire tutta la bontà e la dolcezza
dell'animo suo e non soltanto di quello infantile.
Con la sorella Anna di età a lui più vicina, mentre considerava Maria
come una seconda mammina, egli fece il sacramento della Cresima il 24 maggio
1924 e quello della Prima Comunione il 15 gennaio 1928.
Con questa data entrava già nel suo secondo decennio. Anche per lui erano
da tempo cominciati i doveri della scuola, ai quali si era accinto se non con
entusiasmo con sufficiente volontà.
Per il suo ottavo compleanno, il nonno materno, vecchio professore di
Scuola Media, ingegnere-architetto, poeta dialettale, ma soprattutto fine
umorista, gli aveva dedicato, perché li sentisse in tutto il suo frizzo, questi
versi di sapore un po' pepato:
Sì, la festa al nipotino
Va pur fatta, e un regaluccio;
Ma prometta Renatino
D'esser buono e garbatuccio.
Presto impari a far di conto
Senza aiuto delle mani;
A' suoi compiti sia pronto,
Ubbidisca, e un Mariani
Potrà dirsi in verità.
E ancora:
Fior d'agerato.
E' ver ch'è un ragazzetto un po' stordito
Un Mariani di nome Renato?
Ma il ceppo ne promette ch'educato
Diverrà egli presto ed istruito.
E allora il nonno suo vedrà felice,
Fargli il buon nipotin bella cornice.
Nonno affettuoso e caro, il quale,
nonostante gli acciacchi dell'età, veniva espressamente da Osimo per assistere
ad ogni cerimonia familiare e che, da buon precettore, col verso voleva
prenderlo per il verso.
(segue post in data 10 luglio 2026)
mercoledì 10 giugno 2026
domenica 31 maggio 2026
Renato Mariani Internato in Germania. la Testimonianza I parte
Tra pochi giorni ricorre il primo anniversario della morte
del mio Renato e mai come in questo momento -
mentre l'immane guerra perdura e si prolunga il distacco con gli altri
cari di famiglia - sento il bisogno di
restargli spiritualmente vicino e confidarmi con Lui, come se lo avessi ancora
accanto.
Quel che scriverò non mi interessa saperlo, perché desidero
soltanto che questo soliloquio -
mantenuto nella forma più semplice, come semplice fu tutta la Sua vita -
possa sfiorare quella dolcissima Anima e possa rendermene più
degno.
Se la sua morte è già lontana nel tempo,
la sua memoria rimane in benedizione ed è viva in quanti lo conobbero ed
amarono, non solo attraverso il caro ricordo che ha lasciato, ma in modo
speciale per la fine che gli è toccata,
La più grande delle guerre, la più radicale delle
crisi ha spezzato come festuche, turbinato in aria
come pula di frumento sull'aia anime e cose, memorie e vite. Il
vento del turbine ha travolto tanti innocenti, e tra questi anche il figliolo
mio.
Sembra che un fatale destino abbia segnato i limiti
della sua esistenza: Egli nacque con l’altra guerra e con questa è sparito.
Chissà che un qualche
presentimento non vi sia stato in noi, divenuti negli ultimi tempi,
reciprocamente, tanto più riservati. I suoi occhi avevano
tante cose da dire le rare volte che ci rivedemmo nell’ultimo triennio, ma la
bocca preferiva aprirsi a poche e misurate parole.
Parco di esse era anche nello
scrivere, ma in compenso lo faceva
più spesso e diventava
sempre più affettuoso, più sollecito della
famiglia, dei conoscenti, di quanto
aveva a caro.
Da parte mia, mi ero abituato a pregare tanto per lui mentre era
lontano, mentre era in pericolo; a pregare per la sua
salvezza e per quella dei suoi compagni e
della nostra Patria. Ma quale impressione, quale differenza pregare ora per Lui
morto, e morto così tragicamente, lontano da tutti, in terra straniera,
senza una parola, senza una carezza di persona cara.
Lo scrupolo
di avere fatto così poco e di non potere fare più nulla per lui, distaccatosi da noi così in silenzio, privo di alcuna
prestazione da parte
nostra, senza averci
tolto neppure un'ora
di sonno o averci strappato una
lacrima preventiva, accresce oggi la
mia amarezza e
mi pare di dovergli tanto da non essere
più sufficiente il
poco di forze e di vita che ancora mi
resta.
Nelle poche pagine che seguono, dirò - il più possibile con
le sue stesse parole - qualcosa che ricordi la Sua breve esistenza.
Parlerò della sua infanzia, della sua età della ragione, dei suoi sentimenti, e delle sue
passioni, del suo equilibrato buon senso, dei suoi rapporti con parenti ed
amici, dei suoi studi, della sua vita militare, della tormentosa sua
deportazione, della Sua fine.
Nel dolce suo ricordo, intendo dedicare tutto ciò a coloro
che gli vollero e
gli vorranno bene, soprattutto ai suoi nipotini, che, fatti grandi, dovranno
essere orgogliosi di Lui. E benché con
le lacrime agli occhi,
sento di poter parlare serenamente, sia perché credo che la più bella opera di fede è
quella della sopportazione del dolore, sia perché, pur sotto il peso di una immane ingiustizia,
ricordo che il
vero cristiano deve
essere un umile,
non già un
ribel1e, e anche in espiazione delle proprie colpe deve porre una
sincera confidenza nella infinita
misericordia di Dio.
Renato, figlio caro, le vie del Signore
sono imperscrutabili e noi dobbiamo accettarne la volontà per il bene dell'anima nostra, per la pace d'Italia e dell’umanità, per
la purificazione che ci guida al Cielo.
Cristo
muore sulla Croce,
vittima dell'ignoranza. E ai suoi carnefici, dice:
« Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno ».
(segure post in data 20 giugno 2026)
mercoledì 20 maggio 2026
domenica 10 maggio 2026
Costruire la memoria delle Missioni di Pace
PROGETTO 2026/2
Partecipazione e Testimonianze alle missioni di pace
Valore Militare e
Contributo alla Memoria
Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle
Missioni internazionali per la pace
L’Istituto
del Nastro Azzurro (tramite il CESVAM - Centro Studi sul Valore Militare
(contriostudicesvam@istitutonastroazzurro.org), intende raccogliere
testimonianze di appartenenti alle Forze
Armate Italiane e ai Corpi di Polizia
che hanno partecipato a Missioni “Fuori Area” Umanitarie o di altro tipo. La
Testimonianza consiste in un contributo di due facciate (6000) caratteri (vds scheda) da pubblicare
in volumi che si prevede possa ognuno
raccogliere circa un centinaio di testimonianze suddivise per Forza Armata,
Corpi di Polizia ed entità civili . L’obiettivo è quello di fare memoria per un
tratto di storia recente che sta passando dalla cronaca alla storia. La
partecipazione a questa iniziativa è a titolo gratuito, secondo le consuetudini
del CESVAM – Centro Studi sul valore Militare..
Tutte
le testimonianze ricevute saranno pubblicate integralmente in rete, al momento
del ricevimento, su:
WWW.ISTITUTODELNASTROAZZURRO.ORG
Comparto CESVAM
WWW.CESVAM.ORG
Comparto Ricerca esterna
Attraverso
il blog www.valoremilitare.blogspot.com e sul www.associazionismomilitare.blogspot.com si daranno costanti informazioni
dello sviluppo del progetto PROGETTO 2026/2
Partecipazione e Testimonianze alle missioni di pace Valore Militare e Contributo alla Memoria
Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle Missioni internazionali
per la pace
La
email di contatto è la presente ricerrca.cesvam@istitutonastroazzurro.org
giovedì 30 aprile 2026
INFOCESVAM N. 2 del 2026 Marzo Aprile 2026
INFOCESVAM
BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE
centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
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ANNO XIII, 75/76/, N. 2, Marzo - Aprile 2026, 1 Maggio 2026
XIII/2/1126- La decodificazione di questi numeri è la seguente: XIII anno di edizione, 2 il Bimestre di edizione di INFOCESVAM, 1126 il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro Azzurro, in funzione del supporto scientifico alla offerta formativa dei Master. Inoltre dal gennaio 2023 ha assunto anche la funzione di aggiornamento delle attività di implementazione dell’Archivio Digitale Albo d’Oro Nazionale Dei Decorati al Valor Militare Italiani e Stranieri dal 1793 ad oggi, con la pubblicazione di un ANNESSO. L’ultima indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento
XIII/2/1127 – L’ultimo numero dedicato allo stato di avanzamento progetti, Questo numero allo stato di visibilità dei blog geografici e storici a sostegno dell’offerta formativa ed alle Chat di divulgazione alla data del 30 aprile 2026. Sono stati adottati i seguenti criteri di assegnazione visibilità Blog. Bassa, da 1 a 500; Mediocre, da 501 a 1000, Media, da 1001, a 2000, Medio Alta, da 2001, a 4000, Alta, da 4001 a 6000, Altissima oltre 6000 accessi al mese.
XIII/2/1128 – www.valoremilitare.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 8708, mese di aprile 56911 per un totale di 356900 dalla apertura del Blog. Visibilità: anomala. fuori dai criteri adottati. Oltre il 98% dei contatti proviene dagli Stati Uniti.
XIII/2/1129 -– www.studentiecultori.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 1572, mese di aprile 1624 per un totale di 91600 dalla apertura del Blog. Visibilità: Alta
XIII/2/1130 -– www.storiamilitare.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 2048, mese di aprile 2125 per un totale di 152082 dalla apertura del Blog. Visibilità: Medio alta.
XIII/2/1130 -– www.uniformologia.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 1736, mese di aprile 2142 per un totale di 140145 dalla apertura del Blog. Visibilità: Medio Medio Alta.
XIII/2/1131 -– www.seniores.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 1592, mese di aprile 1396 per un totale di 80143 dalla apertura del Blog. Visibilità: Media
XIII/2/1132 -– www.atlantegeostrategico.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 1019, mese di aprile 1049 per un totale di 61877 dalla apertura del Blog. Visibilità: Media
XIII/2/1133 -– www.atlanteeuropa.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 2022, mese di aprile 1305 per un totale di 54530 dalla apertura del Blog. Visibilità: Media, Medio Bassa
XIII/2/1134 - – www.atlanteitalia.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 4, mese di aprile 504 per un totale di 5701 dalla apertura del Blog. Visibilità: Bassa
XIII/2/1135 -– www.atlanteasia.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 1867, mese di aprile 1487 per un totale di 63303 dalla apertura del Blog. Visibilità: Media
XIII/2/1136 -– www.atlantemeedioriente.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 964, mese di aprile 1350 per un totale 34661 dalla apertura del Blog. . Visibilità: Media
XIII/2/1137 -– www.atlanteafrica.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 1079, mese di aprile 1452 per un totale di 48214 dalla apertura del Blog. . Visibilità: Media
XIII/2/1138 –– www.atlanteamerica.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 1002, mese di aprile 745 per un totale di 54469 dalla apertura del Blog. Visibilità: Mediocre
XIII/2/1139 –– www.atlanteoceania.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 580, mese di aprile 898 per un totale di 29001 dalla apertura del Blog. . Visibilità: Mediocre
XIII/2/1140 -– www.atlanteterrepolari.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 246, mese di aprile 248 per un totale di 13379 dalla apertura del Blog. . Visibilità: Bassa
XIII/2/1141 –– www.regnodelsud.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 306, mese di aprile 521 per un totale di 74398 dalla apertura del Blog. Visibilità: Bassa
XIII/2/1142 –– www.marche1944.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 525, mese di aprile 1002 per un totale di 55112 dalla apertura del Blog. . Visibilità: Mediocre
XIII/2/1143 –– www. Guerra di liberazione. La storia.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 1787, mese di aprile 791 per un totale di 38223 dalla apertura del Blog. Visibilità: Media.
XIII/2/1144 – – www.informazionieintelligence.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 406, mese di aprile 723 per un totale di 30573 dalla apertura del Blog. Visibilità: Mediocre
XIII/2/1145 – www.internamentoereticolati.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 1549, mese di aprile 1213 per un totale di 58007 dalla apertura del Blog. Visibilità: Media
XIII/2/1146 – www.prigioniadiguerra.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 1257, mese di aprile 1347 per un totale di 84662 dalla apertura del Blog. Visibilità: Media
XIII/2/1147 –– www.storiainlaboratorio.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 1542, mese di aprile 1503 per un totale di 76024 dalla apertura del Blog. Visibilità: Media
XIII/2/1148 – www.biblioteche.blospot.com. Aggiornato al 30 giugno 2026. Accessi mese di marzo 1082, mese di aprile 398, per un totale di 33740 dalla apertura del Blog. Visibilità: Mediocre
XIII/2/1149 – www.associazionismomilitare.blospot.com. Aggiornato al 30 giugno 2026. Accessi mese di marzo 559, mese di aprile 460, per un totale di 79964 dalla apertura del Blog. Visibilità: Mediocre
XIII/2/1150 - Prossimo INFOCESVAM (maggio - giugno 2026) sarà pubblicato il 1 luglio 2026. I precedenti numeri di INFOCESVAM (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM. e sui vari blog sia storici e che geografici.
(a cura di Massimo Coltrinari) info: centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
lunedì 20 aprile 2026
venerdì 10 aprile 2026
martedì 31 marzo 2026
venerdì 20 marzo 2026
martedì 10 marzo 2026
sabato 28 febbraio 2026
INFOCESVAM N. 1 DEL 2026 Gennaio Febbraio 2026, 1 marzo 2026
INFOCESVAM
BOLLETTINO
NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE
centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
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ANNO XIII, 73/74/, N. 1, Gennaio -
Febbraio 2026, 1 Marzo 2026
XIII/1/1101- La decodificazione di questi numeri è la
seguente: XIII anno di edizione, 1 il Bimestre di edizione di INFOCESVAM, 1101
il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino
svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e
realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro Azzurro, in funzione del
supporto scientifico alla offerta formativa dei Master. Inoltre dal gennaio
2023 ha assunto anche la funzione di aggiornamento delle attività di
implementazione dell’Archivio Digitale Albo d’Oro Nazionale Dei Decorati al
Valor Militare Italiani e Stranieri dal 1793 ad oggi, con la pubblicazione di
un ANNESSO. L’ultima indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante
lo stesso argomento
XIII/1/1102 – Il 23
febbraio u.s. si è tenuta la sessione invernale per i Master di Storia Militare
Contemporanea, Politica Militare Comparata, Terrorismo ed Anti Terrorismo Internazionale.
Anno Accademico 2024/2025. Si sono brillantemente laureati 21 Frequentatori.
XIII/1/1103 – Progetto 2026/1.
Gli Ordinamenti dell’Esercito Italiano nel Secondo dopoguerra 1946 -1977 – 165°
Anniversario dell’Esercito Italiano. Giovanni Riccardo Baldelli. Predisposto
manoscritto 1 per Volume I, II, III, IV, V. Tutti i volumi editi di questo
progetto, come degli altri progetti, sono finalizzati alla offerta formativa
dei Master come incremento delle “Letture Consigliate” e “Materiali per Tesi”.
XIII/1/1104- Utilizzo dei
Social per la Comunicazione. Attivata dal 2025 una CHAT intitolata PROGETTI
NASTRO AZZURRO. Finalità: aggiornamento a cadenza quasi giornaliera sullo stato
avanzamento Progetti. Possibilità di interloquire. Iscritti alla data odierna
18 Destinatari, inclusi tutti i partecipati alla realizzazione dei progetti.
XIII/1/1105 - Progetto 2024/1 – I Martiri di Fiesole del 12
agosto 1944. La Resistenza, gli Eccidi in Toscana e la Memoria. (80°
anniversario 1944 – 2024). Massimo Coltrinari. Manuel Vignola. . Predisposto il
Manoscritto 4. Per il Volume I.
XIII/1/1106 - Progetto
2026/2. Partecipazione e testimonianze nelle Missioni di Pace Valore Militare e
contributo alla memoria Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle
missioni internazionali per la Pace. Massimo Coltrinari Luigi Marsibilio Paola
Bosio. Continua la raccolta delle testimonianze. Le testimonianze raccolte sono
pubblicate sulle filiere del CESVAM.
XIII/1/1107 – Progetto 2025/1.
La Fabbrica. Predisposta la Bozza 1 del Volumi I e del Volume II,. Inserimento
della Iconografia. Predisposizione delle Copertine. E’ prevista la edizione a
stampa per il mese di Marzo 2025
XIII/1/1108 – Progetto 2026/7.
I Padri fondatori dell’Esercito Italiano. Il Valore Militare nel Risorgimento.
165° Anniversario della Costituzione dell’Esercito. Manuel Vignola. Predisposto
schema per la edizione CESVAM PAPERS
XIII/1/1109 - Utilizzo
dei Social per la Comunicazione. Attivata dal 2025 una CHAT intitolata “ALUMNI
MASTER CUSANO”. Finalità: aggiornamento a cadenza quasi giornaliera su le
materie attinenti i Master. Possibilità di interloquire. Iscritti alla data
odierna 80 Destinatari. Questa CHAT si affianca ai Blog sia storici che
geografici attivati per l’aggiornamento e l’approfondimento delle materie del
Master.
XIII/1/1110 – Progetto 2026/3.
Il Ruolo delle Nazioni Unite nel mantenimento della Pace. Dalla teoria alla
pratica. L’Esperienza UNMIK (United Nation Interim Administration Mission in
Kosovo. Antonio Vittiglio. Predisposto schema per edizione CESVAM PAPERS.
XIII/1/1111 - Progetto
2024/1 – I Martiri di Fiesole del 12 agosto 1944. La Resistenza, gli Eccidi in
Toscana e la Memoria. (80° anniversario 1944 – 2024). Massimo Coltrinari. Stefano
Mangiavacchi. . Predisposto il Manoscritto 3. Per il Volume II. Elenco delle
Vittime con 1; da 2 a 9 ); da 10 a 49; da 50 a 99; oltre le 100 vittime. Individuazione
di luogo e data.
XIII/1/1112- Progetto
2026/8. Tecnologia Aeronautica. La Formula Trimotore . Storia della Aeronautica
Italiana. I Bombardieri strategici. Antonio Daniele. Predisposto lo schema per
CESVAM PAOERS
XIII/1/1113- Progetto
2024/ Monte Marrone. Il Significato strategico presso gli Alleati. Massimo
Coltrinari. Consegnato alla Casa Editrice manoscritto 5 per la predisposizione
della 1a Bozza
XIII/1/1114 – Progetto 2026/5
– Cimitero Militare dell’Asinara. Storia e Memoria 1916 -2026. Studio
funzionale finalizzato al recupero della memoria storica e fruizione del
cimitero militare italiano dell’Asinara realizzato nel 2016. Giorgio Madeddu.
Predisposto schema per edizione CESVAM PAPERS
XIII/1/1115 – Progetto
2019/2 La prigionia italiana in mano britannica. Africa. Africa Orientale
Italiana. L’Organizzazione militare e la difesa dell’Impero. Memoria e
Testimonianze. Giovanni Riccardo Baldelli Massimo Coltrinari. Predisposto il
manoscritto 3. Iconografia.
XIII/1/1116 – Progetto 2026/9.
Sahel 3.0. Terrorismo digitale materie prime strategiche e nuove sfide per l’Europa
e L’Italia. Massimo Dionisi. Predisposto schema per edizione CESVAM PAPERS
XIII/1/1117 - Utilizzo
dei Social per la Comunicazione. Attivata dal 2025 una CHAT intitolata “RIVISTA
QUADERNI CESVAM”. Finalità: aggiornamento a cadenza quasi giornaliera sulla
edizione prossima della Rivista “QUADERNI”, che avendo cadenza trimestrale ha
tempi di pubblicazione molto ampi. Possibilità di interloquire. Iscritti alla
data odierna 27 Destinatari, Questa CHAT si affianca ai Blog sia storici che
geografici attivati per l’aggiornamento e l’approfondimento delle materie trattate
nella Rivista edizione a stampa
XIII/1/1118 – Progetto 2026/6
– Mariano Buratti. Medaglia d’Oro al Valore Militare. La Resistenza nel
Viterbese. 1943 -1944. Osvaldo Biribicchi. Predisposto schema per edizione
CESVAM PAOERS
XIII/1/1119 - Progetto 2016/2. I Militari Italiani sulla
testa di ponte di Anzio. Luigi Marsibilio Massimo Coltrinari Volume II. Predisposto
Il Manoscritto 3
XIII/1/1120 – La Edizione
dell’ANNESSO questo INFOCESVAM da questo numero riprende la edizione Bimestrale
in quanto quella mensile si è rilevata nel 2025 ridondante e sovra esposta,
anche in virtù della apertura di una apposita CHAT dedicata al progetto Albo d’Oro
XIII/1/1121 – Progetto 2026/12.
Liberi e Valorosi. Breve storia della Bundeswehr. Luigi Di Santo. Predisposto
lo schema per la Edizione CESVAM PAPERS.
XIII/1/1122 - Utilizzo
dei Social per la Comunicazione. Attivata dal 2025 una CHAT intitolata “ALBO D’ORO
DECORATI”. Finalità: aggiornamento a cadenza quasi giornaliera su le materie
attinenti la creazione dell’albo d’Oro fra Decorati al Valore Militare. Possibilità
di interloquire. Iscritti alla data odierna 15 Destinatari,
XIII/1/1123 - –“Progetto
2026/5”. Un Bosco per resistere. “La brigata partigiana “Ciro Menotti” tra le
Provincie di Treviso Pordenone e Belluno. Dott.ssa Monica Apostoli. Prevista la
predisposizione Cesvam Papers per la fine di marzo 2026
XIII/1/1124 – Progetto 2024/4.
Dal Corpo Italiano di Liberazione ai Gruppi di Combattimento. Settembre –
Dicembre 1944. 80° Anniversario della Guerra di Liberazione. Massimo
Coltrinari. Articolazione in Volume 1°. Manoscritto n. 1. Volume 2°. Materiali
sulla figura del generale Giorgio Morici, comandante della “Nembo” a
Filottrano.
XIII/1/1125 - Prossimo
INFOCESVAM (marzo-aprile 2026 ) sarà pubblicato il 1 maggio 2026. I precedenti
numeri di INFOCESVAM (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org e sul
sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM. e sui vari blog sia
storici e che geografici.
(a cura di Massimo
Coltrinari) info: centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org








