"Non più reticolati nel mondo" Lo studio dell' Internamento come strumento per contrastare la violenza e la violenza bellica, in ogni tipo di società del secolo breve e del secolo in corso.. Come base di studio per affrontare il problema delle migrazioni e dello spostamento di massa delle popolazioni. E' spazio di ricerca su questi temi del CESVAM - Istituto Nastro Azzurro ( Massimo Coltrinari) info:centrostudicescam@istitutonastroazzurro.org
Traduzione
mercoledì 30 agosto 2023
domenica 20 agosto 2023
giovedì 10 agosto 2023
lunedì 31 luglio 2023
QUADERNI ON LINE Indici Giugno 2023
SOMMARIO
ANNO LXXXIV, Supplemento on line, VIII,
n. 89
Giugno 2023
www.valoremilitare.blogspot.com
Massimo Coltrinari, Editoriale,
Giugno 2023
su
www.valoremilitare.blogspot.com con post in
data 29.06.2023
Massimo Coltrinari, Copertina, Giugno 2023
su
www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 28.06.2023
DIBATTITI
Redazionale, Radio Londra. E' al microfono il Colonello
Stevans. 23 giugno 2023
su
www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 5.06.2023
Redazionale, La
Grande Guerra e l’attività diplomatica dell’Italia
su
www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 6.06.2023
Redazionale, 10 giugno 1918 - azione di Premuda
su
www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 10.06.2023
Sergio Benedetto Sabetta, Il deposito e la ricostruzione della memoria
su
www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 21.06.2023
Redazionale, Parresia, ovvero "Dire il
Vero"
su
www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 23.06.2023
Redazionale, Strumenti per comprendere uno dei
periodi più controversi della storia recente
su www.valoremilitare.blogspot.com con
post in data 25.06.2023
ARCHIVIO
Redazionale, Il Valore MIlitare Riconosciuto
su
www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 1.06.2023
Redazionale, Fanteria Italiana Ex Brigata Regina 9° Reggimento Fanteria
su
www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 4.06.2023
Redazionale, La Carta d'Italia al momento della
proclamazione del Regno d'Italia 1861
su
www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 7.06.2023
Redazionale, Documenti.
La Beffa di Buccari
su
www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 8.06.2023
Redazionale, Fanteria Italiana Ex Brigata Regina 10° Reggimento Fanteria
su
www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 12.06.2023
Redazionale, II Fronte della Guerra di Liberazione
Partigiani Cristina
su
www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 14.06.2023
Monica Apostoli, Materiali per la Storia del Genio Telegrafisti
su
www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 18.06.2023
Redazionale, Il dramma dell'Olocausto. Le idee che lo
generarono sono ancora presenti nella nostra società
su
www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 22.06.2023
UNA FINESTRA SUL MONDO
Redazionale,
Siria: un conflitto dimenticato
su www.valoremilitare.blogspot.com con
post in data 9.09.2023
Redazionale,
Le alture del Golan Carta
su www.valoremilitare.blogspot.com con
post in data 11.06.2023
Redazionale,
Bellum Justum
su www.valoremilitare.blogspot.com con
post in data 16.06.2023
Antonio Trogu,
Antonio Trogu - Libano, paese senza pace
su www.valoremilitare.blogspot.com con
post in data 19.06.2023
SEGNALAZIONI LIBRARIE
Redazionale, Maria Luisa Suprani Querzoli: La verità
sul generale Capello
su
www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 24.06.2023
CESVAM NOTIZIE
CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE
Redazionale, 2
giugno 2023 Festa della Repubblica
su www.valoremilitare.blogspot.com con
post in data 2.06.2023
Redazionale,
Rivista QUADERNI. Condizione di cessione per il 2023
su www.valoremilitare.blogspot.com con
post in data 3.06.2023
Redazionale, Albo
d'Oro. Situazione
su www.valoremilitare.blogspot.com con
post in data 13.06.2023
Redazionale,
Rivistra QUADERNI, Anno LXXXIV, Supplemento XXIX, 2023, n. 2 28° della Rivista,
Aprile - Giugno 2023, Nota Redazione
su www.valoremilitare.blogspot.com con
post in data 15.06.2023
Redazionale, Lorenzo Brunetti
su www.valoremilitare.blogspot.com con
post in data 17.06.2023
Redazionale, Giovanni Riccardo Baldelli assume la Presidenza del Lions Club di
Perugia
su www.valoremilitare.blogspot.com con
post in data 20.06.2023
Redazionale, La
diffusione di QUADERNI ON LINE
su www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 26.06.2023
AUTORI
Pecce Alessio, ricercatore
Bottoni Roberta, Istituto del Nastro Azzurro
Coltrinari, Massimo direttore CESVAM
Francesco Attanasio, Presidente della federazione di Siracusa
Mario Pereira, Vice presidente Federazione di Pistoia
Carandente Chiara, Istituto del Nastro Azzurro
Baldoni, Massimo, pseudonimo
Giorgio Lavorini, Presidente Federazione di Prato
Federico Levy, collaboratore
Elsa Bonacini, collaboratrice CESVAM
Osvaldo Biribicchi, Associato CESVAM
Alessia Biasiolo, collaboratrice CESVAM
Luigi Marsibilio, membro del Collegio dei redattori della
Rivista
Giancarlo Ramaccia, vice direttore CESVAM
Giovanni Cecini membro del Collegio dei redattori della Rivista
Numero
chiuso in data 30.06.2023
giovedì 20 luglio 2023
sabato 8 luglio 2023
sabato 1 luglio 2023
INFOCESVAM MAGGIO GIUGNO 2023
INFOCESVAM
BOLLETTINO
NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE
centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
____________________________________________________________________
ANNO X, 41/42 N. 3, Maggio – Giugno
2023, 1 luglio 2023
X/3/701 La
decodificazione di questi numeri è la seguente: IX anno di edizione, il mese di
edizione di INFOCESVAM, 701 il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi.
Il presente Bollettino svolge anche la funzione di informazione “erga omnes”
dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro
Azzurro. Inoltre dal gennaio 2023 ha assunto anche la funzione di aggiornamento
delle attività di implementazione dell’Archivio Digitale Albo d’Oro Nazionale
Dei Decorati al Valor Militare. L’ultima indicazione aggiorna o annulla la
precedente riguardante lo stesso argomento. Questo numero è principalmente dedicato
all’aggiornamento dei progetti in corso e alla situazione dei master.
X/3/702 – Il dott. M.B.,
Master in Terrorismo ed Antiterrorismo Internazionale. Obiettivi, Piani e
Mezzi, la prossima sessione estiva di laurea discuterà la tesi “Dalla legge
801/1977 alla legge 124/2007. L’evoluzione dell’Intelligence e
dell’Antiterrorismo”.
X/3/703 Progetto 2015/1
Dizionario minimo della Grande Guerra. Il progetto è stato realizzato. È nella
fase di divulgazione. Sono disponibili a chi ne fa richiesta 15 serie di 12
Volumi. Le Federazioni possono chiedere l’invio gratuito previo rimborso spese
postali
X/3/704 Il dott. R.G.,
Master in Storia Militare Contemporanea dal 1792 - 1960, la prossima sessione
estiva di laurea discuterà la tesi “Le prime fasi della battaglia di Francia.
L’Attacco al forte di Eben Email 10-11 maggio 1940”
X/3/705 Progetto 2016/1.
Dizionario mino della Guerra di Liberazione 1943-1945. Il progetto ha
realizzato 7 volumi su 8. I volumi editi possono essere richiesti per l’invio
gratuito dalle Federazioni, previo rimborso spese postali. Il Volume n. 1 sarà
edito in occasione dell’80° anniversario il prossimo settembre
X/3/706– Il dott. DP.
A.., Master in Terrorismo ed Antiterrorismo Internazionale. Obiettivi, Piani e
Mezzi, la prossima sessione estiva di laurea discuterà la tesi “Il Ricorso alle
nuove tecnologie e l’uso di Internet nella lotta al Terrorismo”.
X/3/707. Progetto 2017/1
La prigionia e l’Internamento. Pubblicati 4 volumi che sono a disposizione
anche singolarmente. Il Vol. IV dedicato alla memoria è nella sua fase di
manoscritto 5. Prevista pubblicazione per il mese di luglio 2023.
X/3/708. Progetto 2017/2
“I Soldati Italiani sulla Testa di Ponte di Anzio”. Pubblicato il volume I. Il
Volume due è nella fase finale di manoscritto 5. Prevista pubblicazione a
luglio 2023 o settembre ottobre 2023.
X/3/709. Con il mese di
luglio iniziano le pubblicazioni della Collana I Libri del Nastro Azzurro –
Serie Università con la pubblicazione di opere predisposte dai frequentatori di
Master. I Volume sarà quello di Monica Apostoli “Il Genio Telegrafisti. Il 3°
ed il 7° Reggimento Genio Telegrafisti
X/3/710. Il Dott. Roberto
Olevano, già frequentatore di Master, ha predisposto la ricerca su “La prima
Ritirata di Russia. 1812. (Titolo provvisorio) con la finalità mdi pubblicare
un volume nella serie della Collana I Libri del Nastro Azzurro Serie
Università.
X/3/711 – Il dott. A.S.., Master in Terrorismo
ed Antiterrorismo Internazionale. Obiettivi, Piani e Mezzi, la prossima
sessione estiva di laurea discuterà la tesi “Il Terrorismo. Un fenomeno che non
riesce a fermarsi”.
X/3/712 – Marco
Montagnani, Presidente della Federazione di Asti, Consigliere Nazionale, ha
predisposto come manoscritto 4 la ricerca “L’affondamento del Pirografo
requisiti Conte Rosso24 MAGGIO 1941. La
pubblicazione del volume è prevista per il prossimo ottobre 2023
X/3/713. Progetto 2017/2
Capire la Grande Guerra. Concluso. Sono stati pubblicati tre volumi (,13, n.14,
n.15) La serie di tre volumi è disponibile alle Federazioni che ne fanno
richiesta, salvo rimborso spese postali.
X/3/714 – La Dott.ssa G.M.,
., Master in “Politica militare comparata dal 1945 ad oggi. Dottrina,
Strategia, armamenti”, la prossima sessione estiva di laurea discuterà la tesi
“La Legione romana attraverso “L’arte della Guerra” di N. Macchiavelli”.
X/3/715 – Progetto
2018/1. Le Leggi Raziali ed il Valore Militare. Progetto concluso. Sono stati
prodotti tre volumi La serie è disponibile alle Federazioni che ne fanno
richiesta, salvo rimborso spese postali
X/3/716 – Progetto 2019/1
“Il Corpo Italiano di Liberazione ed il Valore Militare. La ricerca è conclusa.
Il volume è nella fase di predisposizione di Bozza 2. Sarà edito nel mese di
luglio 2023. Le Federazioni possono chiederne 5 Copie ciascuna, salvo il
rimborso delle spese postali. Sarà data comunicazione tramite la email
“ricerca.cesva@istitutonastroazzurro.org
3/717 – Il dott. PP.S.,
Coeso di Aggiornamento e perfezionamento in Terrorismo ed Antiterrorismo Internazionale.
Obiettivi, Piani e Mezzi, la prossima sessione estiva di laurea discuterà la
tesi “HUMIT. Tecniche di interrogatorio negli Stati Democratici. Una
riflessione etica alla luce del diritto umanitario internazionale”
X/3/718 - Progetto 2019/2
Le Vicende dei Militari Italian in Russia 1941-1953. È stato pubblicato il
primo volume dalla serie. Il Volume 2 ed il Volume 3 sono terminati come
manoscritto n. 5. Si attende la disponibilità della Tipografia al fine di
procedere alla loro stampa e pubblicazione
X/3/719 il Dott L.A.,
Master in “Politica militare comparata dal 1945 ad oggi. Dottrina, Strategia,
armamenti”, la prossima sessione estiva di laurea discuterà la tesi “Il Sistema
Nike Hercules in Italia nel periodo della guerra fredda”.
X/3/720 – Progetto 2020/1
“La prigionai Italiana in mano britannica Kenya. Il Volume è nella fase di
manoscritto 4. Si prevede che per
settembre p.v. si completa il manoscritto 5 e si avvii la fase di editing
X/3/721 – Progetto 2020/2
Le Riforme Militari tra il 1919 ed il 1919. Sono stati pubblicati Tre volumi
che sono disponibili a richiesta, e come prassi, saranno inviati gratuitamente,
salvo rimborso delle spese postali. Il Volume dedicato agli ordinamenti dal
1940 al 1946 è approdato alla fase del manoscritto 3
X/3/722 – Progetto 2021/2
Centenario della Traslazione del Milite Ignoto. Il progetto è concluso. Sono
disponibili la medaglia coniata nell’occasione che si può richiedere a
segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org
X/3/723 – Progetto 2022/1
Implementazione Archivio Digitale. Vds Annesso a questo bollettino
X/3/724 – È in corso la
definizione delle proposte per i titoli dei progetti 2024 al fine di aderire
alla prevedibile richiesta del Ministero della Difesa – Gabinetto del Ministro.
X/3/725 – Prossimo INFOCESVAM
sarà pubblicato il 1 settembre 2023. I precedenti numeri di Infocesvam (dal
gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org
e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM.
martedì 20 giugno 2023
Dizionario minimo della Guerra di Liberazione L'Internamento: Il Terzo Fronte
Dizionario
Minimo della Guerra di Liberazione
Osvaldo
Biribicchi
Il Dizionario
minimo della Guerra di Liberazione, progetto sostenuto dal Ministro della
Difesa, fortemente voluto dal Presidente dell’Istituto del Nastro Azzurro
fra Combattenti decorati al Valor Militare del 1927, Generale Carlo Maria
Magnani, si inserisce nel quadro delle molteplici attività culturali ed
editoriali portate avanti dal direttore del Centro Studi sul Valor Militare Generale
Massimo Coltrinari, è rivolto agli studenti delle Scuole Superiori di Secondo
Grado, al fine di fornire agli studenti spunti di riflessione e documenti per
approfondire gli avvenimenti che vanno dalla crisi armistiziale del 1943 alla Liberazione,
il 25 aprile 1945, e quindi alla conclusone della guerra. Preso atto che non è
possibile parlare di Guerra di Liberazione senza una conoscenza essenziale
degli eventi principali che hanno preceduto e seguito l’annuncio dell’Armistizio
dell’8 settembre, nel porre mano a questo lavoro ci siamo riproposti, almeno
nelle intenzioni, di non fare solo una raccolta asettica di dati ma stimolare
riflessioni critiche. La
struttura editoriale dell’opera è costituita, per ogni anno preso in esame, da
un compendio e da un glossario; infine è
stato inserito un volume dedicato ai Percorsi di ricerca. Lo studio è stato articolato in sei Fronti: del Sud; del
Nord; dell’Internamento; della Resistenza all’Estero; della Prigionia ed,
infine, del Fronte nemico al fine di fornire un quadro sommario di ciò che
avvenne all’indomani dell’Armistizio. A partire dall’8 settembre 1943 l’Italia
si divide in due: quella del Sud, liberata dagli Alleati con gli sbarchi in
Sicilia, a Salerno ed Anzio, e quella
del Nord in cui si insediò la Repubblica Sociale Italiana decisa a continuare
la guerra, ormai persa, al fianco dei tedeschi. In realtà, tra l’Italia e gli
Alleati furono firmati due armistizi: il primo, detto armistizio corto, contenente solo clausole militari, fu firmato
segretamente a Cassibile in provincia di Siracusa il 3 settembre 1943 ed annunciato
cinque giorni dopo prima dal Generale Eisenhower e, poche ore dopo, da
Badoglio. Il secondo, detto armistizio
lungo o anche armistizio di Malta, fu firmato il 29 settembre e precisava
gli obblighi della resa senza condizioni già contenuti genericamente
nell’armistizio corto. La semplice conoscenza di questi elementi stimola
riflessioni profonde su quei cinque giorni tra il 3 e l’8 settembre in cui i
soldati italiani continuarono a combattere e morire al fianco dei tedeschi
contro gli angloamericani e la mattina del 9 settembre si ritrovarono
all’improvviso alleati con coloro che sino al giorno prima erano stati nemici. Il
problema nasce dal fatto che il governo militare Badoglio, in sostanza, aveva
siglato l’armistizio con gli Alleati senza aver prima ricusato il Patto d’Acciaio siglato il 22 maggio
1939 tra Italia e Germania. Le forze armate tedesche presenti sul territorio
italiano divennero pertanto automaticamente forze di occupazione. Dopo l’8
settembre tutta la popolazione italiana senza distinzione di credo politico e
condizione sociale pagò un prezzo altissimo. Nei territori della Repubblica
Sociale, in particolare, iniziò una durissima guerra partigiana contro i nazi-fascisti
che a loro volta reagirono con feroci rappresaglie nei confronti dei civili i
quali, come se non bastasse, subivano anche i violenti bombardamenti terroristici
aerei diurni e notturni degli Alleati che avanzando verso Nord colpivano sia obiettivi
militari che inevitabilmente città e paesi. Nel Dizionario si prende in esame
anche l’arco di tempo (quarantacinque giorni) compreso tra la seduta del Gran
Consiglio del Fascismo tenutasi tra il 24 ed il 25 luglio 1943, nel corso della
quale Mussolini fu esautorato, e la proclamazione dell’armistizio. Un periodo
confuso: Vittorio Emanuele III nel pomeriggio del 25 luglio fece arrestare
Mussolini, assunse il comando delle Forze Armate ed affidò il governo al
Maresciallo Badoglio. In quel momento, con 31 divisioni dell’Esercito fuori dal
territorio nazionale, il governo avviò con fare incerto contatti segreti con
gli Alleati per uscire dalla guerra pur continuando formalmente a professare la
propria lealtà all’alleato germanico. L’8 settembre fu dunque una data
spartiacque tra un periodo ormai concluso ed un dopo, ovvero l’inizio della
Guerra di Liberazione chiamata dagli Alleati Campagna d’Italia. Una guerra combattuta da tutto il popolo
italiano su cinque Fronti (e qui mi ricollego alla struttura del dizionario): Primo Fronte, dell’Italia
libera, a Sud, liberata dagli Alleati i quali consentirono al Governo del Re
d’Italia, riconosciuto sia dagli Alleati che dall’Unione Sovietica, di
esercitare seppure con pesanti limitazioni le proprie prerogative. Nell’Italia
libera furono gettate le basi delle nuove Forze Armate. L’Esercito contribuì
alla Guerra di Liberazione inizialmente con il I Raggruppamento Motorizzato che
combatté a Monte Lungo (8 dicembre 1943) successivamente con il Corpo Italiano
di Liberazione (C.I.L.) che si distinse
a Filottrano, nelle Marche (8 luglio 1944) ed infine con i Gruppi di
Combattimento che parteciparono all’offensiva finale contribuendo a liberare
gran parte delle città del nord Italia. La
Regia Aeronautica riordinò
le proprie unità, ricostruì le basi nei territori liberi e recuperò il
materiale abbandonato in Africa settentrionale. Dopo la dichiarazione di guerra
alla Germania costituì l’Unità Aerea, alle dipendenze del Comando delle Forze
Aeree Alleate, responsabile dell’impiego, dell’addestramento, della disciplina
e del funzionamento dei servizi amministrativi e tecnici di tre Raggruppamenti
di specialità: Caccia, Bombardamento – Trasporti e Idrovolanti. Il comando
Alleato la impiegò nei Balcani, inserendola negli organici della Balkan Air Force. L’Unità Aerea operò,
senza soluzione di continuità, fino al mese di maggio del 1945. La Marina, da
parte sua, affrontò e gestì una situazione difficilissima. Solo in Puglia, ove
intanto aveva insediato il proprio Comando, poche unità all’ancora nei porti di
Taranto e Brindisi rimasero sotto il controllo italiano. Il 14 settembre 1943
mentre due torpediniere salpavano da Brindisi per portare aiuti a Corfù
arrivavano provenienti da Venezia e dall’Istria gli allievi della Regia
Accademia Navale. Pochi giorni dopo, il 23 settembre 1943, fu siglato l’Accordo
di Cooperazione Navale tra il Comandante in Capo delle flotte alleate nel
Mediterraneo, Ammiraglio Cunningham, ed il Capo di Stato Maggiore della Marina.
Il documento siglato prevedeva, tra l’altro, che tutte le unità navali
potessero rientrare nelle basi nazionali, ad eccezione delle corazzate. Il
contributo alla Guerra di Liberazione da parte delle Forze Armate dell’Italia
libera fu dato anche dagli oltre 200 mila uomini impiegati nelle Divisioni
Ausiliarie per attività di carattere logistico, spesso a ridosso della prima
linea, non meno importanti ed indispensabili di quelle combattenti; Secondo Fronte, dell’Italia
occupata dai tedeschi. Qui il fronte fu clandestino e la lotta politica
condotta dal Corpo Volontari della Libertà, composto dai rappresentanti di
tutti i partiti antifascisti, riuniti nel Comitato di Liberazione Nazionale
(CLN) costituito a Roma il 9 settembre 1943. Successivamente furono formati CLN locali nelle varie città del nord Italia per
dare impulso e direzione politica alla Resistenza. Fu il grande movimento
partigiano del nord Italia all’interno della Repubblica Sociale Italiana; Terzo Fronte, della
Resistenza dei militari italiani all’estero, un fronte questo non conosciuto,
dimenticato. È la lotta contro i tedeschi dei soldati italiani inseritesi nelle
formazioni partigiane locali in Jugoslavia, Grecia ed Albania; Quarto Fronte, della Resistenza
degli Internati Militari Italiani, oltre 600 mila uomini che pur andando
incontro consapevolmente a privazioni ed umiliazioni si rifiutarono decisamente
di aderire alla Repubblica Sociale Italiana; Quinto Fronte, della Prigionia
Militare Italiana. I prigionieri italiani in mano alleata all’annuncio
dell’armistizio dovettero, come tutti, fare delle scelte. La stragrande
maggioranza decise di cooperare con gli ex-nemici; quelli in mano agli
angloamericani furono organizzati in Italian Service Units (ISU), compagnie di
150 uomini addetti a particolari lavori di carattere logistico. Negli Stati
Uniti ed in Gran Bretagna furono impiegati negli arsenali o nelle basi militari;
in Australia, invece, furono impiegati per costruire strade, linee ferroviarie
oppure in grandi fattorie, comunque in lavori non strettamente legati ad
attività belliche. Nel Dizionario,
inoltre, non si dimentica di evidenziare il ruolo particolare avuto dalla
Puglia, Regione d’Italia che per sei mesi, dal 10 settembre 1943 data di arrivo
del Re all’11 febbraio 1944 data in cui la corte si trasferì a Salerno in
attesa della liberazione di Roma avvenuta il 4 giugno 1944 (ben 134 giorni dopo
lo sbarco di Anzio), costituì il fulcro del Regno del Sud con Brindisi come
capitale. È da Brindisi infatti, che il governo Badoglio, il 13 ottobre 1943,
trentacinque giorni dopo l’annuncio dell’Armistizio dichiara guerra alla
Germania. A partire da questa data, l’Italia assume la posizione di “cobelligerante”
ovvero non è più considerata nemica degli angloamericani ma neanche alleata nel
senso stretto del termine. Uno spazio non secondario, infine, viene
riservato al ruolo delle donne negli avvenimenti bellici dal settembre 1943
all’aprile 1945, a quelle donne che hanno partecipato attivamente alla Guerra
di Liberazione ricoprendo vari ruoli sia logistici che combattenti ed alle
donne della Repubblica Sociale Italiana impiegate nel Servizio Ausiliario
Femminile con compiti logistici. Possiamo affermare, quindi, che ognuno
partecipò alla Guerra di Liberazione nei modi e nelle forme più disparati. Se
non si comprendesse questo sarebbe
difficile parlare di un argomento così complesso e delicato. Per questo motivo
ci siamo avviati alla stesura del Dizionario con l’intento di dare un supporto
didattico allo studio ed alla conoscenza di un periodo storico complesso ma
fondamentale per comprendere l’origine delle nostre odierne Istituzioni ed in
ultima analisi della nostra Democrazia.
sabato 10 giugno 2023
Il Deposito e la ricostruzione della memoria
Sergio Benedetto Sabetta
La memoria
elettronica se rappresenta una vera e propria rivoluzione, dove si affiancano
spettacolarizzazione e precisione illimitata nel registrare i fatti, non è che
un elemento della costruzione di una memoria storica, alla durata “illimitata”
e facilmente evocativa della prima si contrappone la particolare instabilità e
malleabilità della memoria umana, ma la memoria sociale è qualcosa di più di
una semplice registrazione, è la capacità di una condivisione identitaria
costruita nel tempo attraverso la lettura di particolari fatti che diventano
eventi fondanti (J. Le Goff).
Bergson parla di “immagine” come memoria
profonda che viene a staccarsi dalla memoria superficiale propria della
semplice abitudine, parole, gesti e rituali trasformano i singoli eventi nei
tempi lunghi propri di una memoria collettiva, in cui si inseriscono i “mercanti
della memoria” che ulteriormente la trasformano in un oggetto di consumo
consolatorio, nella “bella epoque” del proprio vissuto, così che la memoria
collettiva venga ad opporsi alla memoria storica, come la memoria affettiva
alla memoria intellettuale (Pierre Nora).
Le grandi
mitologie collettive, già formatesi nell’Ottocento, nella modernità della
comunicazione di massa si evolvono verso la creazione di una serie di memorie
collettive sotto pressione di una storia immediata e simultanea, vi è quindi la
necessità di collegare queste memorie collettive alla storia scientifica,
storie individuali che rifluiscono nel collettivo e quindi nel sociale,
superando la manipolazione che sempre il valore economico e politico della
memoria ha comportato.
Leroi-Gourhan sottolinea l’importanza
che ha la tradizione per la specie umana nel condizionarne la condotta, la
sopravvivenza etnica avviene attraverso la routine ed il progresso deve agire
in equilibrio con essa se si vuole che
l’innovazione non sia etnicamente disgregante, in quanto nell’identità
individuale o collettiva la memoria ne è elemento essenziale tanto che la
formazione di una memoria sociale diventa l’elemento dominante dell’evoluzione
umana, essa pertanto diventa strumento di potenza, quindi di lotta e
manipolazione per la legittimazione del potere attraverso la memoria stessa.
Con il
cessare della memoria si ha la perdita della coscienza del proprio passato, la
comunità smarrisce se stessa, l’eterno presente non ha più un progetto
sostenibile nella comunità, essa diventa una creta malleabile secondo interessi
costruiti, la perdita delle tradizioni conduce pertanto alla cessazione della
coscienza di una autonoma esistenza (Mansuelli),
tanto che per tutta la storia romana nonostante i numerosi mutamenti
istituzionali, economici e sociali, dalla repubblica al principato, fino al
dominato, la “res pubblica” rimase
concettualmente tale contrapposta alla “res
privata” e l’imperatore doveva mantenere coscienza di tale distinzione se
voleva legittimare il proprio potere.
La forza del
persistere di una memoria collettiva è al centro della riflessione di Pallottino , il quale rileva che le
radici di quel forte regionalismo che si è manifestato in tutte le vicende
storiche del territorio italiano, affondano nelle unità etnico-storiche
preesistenti all’unificazione romana della penisola, tanto che le stesse regioni
e città richiamano nella denominazione le varie vicissitudini storiche della
penisola italiana.
L’informazione decade secondo un
fenomeno “entropico” (Wiener) ma
viene continuamente rigenerata, ricostruita, riadattata alle esigenze,
incertezze del momento e in questa ricostruzione l’informazione contenuta nella
memoria sociale diventa strumento di lotta, manipolazione e legittimazione del
potere.
La teoria
degli scarti conoscitivi (Knowledge gaps),
propria dei moderni mezzi di comunicazione di massa, influisce anche nella
moderna ricostruzione della memoria, dove mitologie si formano e si affermano
più velocemente che nel passato rielaborando la memoria collettiva o
addirittura sostituendola, il potere della memoria si è allargato dal rapporto
Stato/élite ad organizzazioni private attraverso l’uso sempre più esteso
dell’elettronica.
Nasce sempre più prepotente la
necessità di una ricostruzione storica scientifica della memoria collettiva,
anche attraverso la catalogazione della singola memoria orale, sovrastata dalle
immagini, nella necessità di una veridicità, in questo lo stesso diritto è
elemento e specchio di una ricostruzione della memoria sociale, esso nel
normare è frutto della memoria e nei comportamenti sociali che provoca diventa elemento costitutivo di
una futura memoria sociale, ma in esso vengono ad influire le ricostruzioni che
la comunicazione crea, ecco l’importanza dei depositi della memoria, ma anche
della necessità di una loro corretta diffusione garantita dall’autorevolezza
della fonte.
Bibliografia
· Bergson H., Materia e memoria,
Laterza 1996;
· Leroi – Gourban A., Ambiente e
tecnica, Jaca – Book 1994;
· Le Goff J., Il tempo continuo della
Storia, Laterza 2014;
· Wiener N., Introduzione alla
cibernetica – L’uso umano degli esseri umani, Bollati – Beringhieri 2008.
sabato 20 maggio 2023
MUseo dell'Olocausto Nota
Anne Frank would have been 94 today. Her diary has helped countless readers connect to the experiences of a hidden child during the Holocaust, providing a glimpse into what it was like to be persecuted—living in constant fear and danger, not knowing if she would have enough to eat, and trying to maintain some sense of normalcy while putting her life on hold. Though Anne is the most well-known, she was only one of the tens of thousands of Jewish children forced into hiding. Nazi Germany and its collaborators killed as many as 1.5 million Jewish children. Below are stories of some who managed to survive.
mercoledì 10 maggio 2023
Internamento in Germania. Il Versante femminile
Massimo Coltrinari
L’internamento in Germania, dopo l’8 settembre 1943
nel nostro Paese è una vicenda che ancora incide nella nostra coscienza nazionale, anche se la percezione di questa
tragedia ha una peculiarità: essa è vista prettamente solo sotto l’ottica
maschile. Questo si verifica sia riguardo agli oppressori ( stato hitleriano ,
singoli nazisti) sia riguardo alle azioni ed alle reazioni delle vittime
dell’internamento.
Queste dinamiche sono state sempre presentate e
studiate come se l’Internamento interessasse solo gli uomini, relegando
l’internamento a cui furono soggette le donne a profili marginali, quasi
insignificanti, in una visione subalterna, nel substrato, forse anche
inconscio, che la guerra e le sue conseguenze sono “cose da uomini”. E’ una
costante che si perpetua dal momento della liberazione, al momento del ritorno
in Patria, agli anni del dopoguerra, e per tutti i sessanta anni che ci
separano da questa tragedia.
Analizzando nel dettaglio il versante femminile
dell’Internamento non possiamo non partire da un cenno a chi erano gli
oppressori e come consideravano la donna.
Nello stato nazista la concezione ideologia era stata approntata
primariamente e forse esclusivamente da uomini, facendo appello alla durezza,
alla spietatezza, alla mortificazione e negazione di tutto quello che poteva anche apparire
dolce, tenero e comprensivo. L’ideologia nazista quindi portava una profonda
avversione per il sesso femminile, dividendo le donne in due parti: quelle
appartenente ad una categoria superiore, e perciò in chiave di purezza della
razza, di “alto valore riproduttivo” e quelle di categoria inferiore, a cui
assegnavano in quanto tali, un “valore riproduttivo nullo”, ricorrendo in modo
sistematico alla sterilizzazione, all’aborto, e poi anche alla loro
soppressione.
Appartenenti alla seconda categoria, coloro che
erano internate, per motivi politici, religiosi, etnici ecc., in un lager avevano già contro tutto un
apparato ideologico, a prescindere se ebrea, resistente, oppositrice, o ogni
altra categoria, che infieriva contro la sua identità femminile
Appena entrata nel lager si attacca il suo aspetto
esteriore, levandogli i vestiti, ogni oggetto personale, dandogli indumenti
standardizzati ( i camicioni a righe), rasando le parti intime, tagliando a
zero i capelli, eliminando la possibilità di pulizia e cura di se; si
calpestano costumi radicati, come i denudamenti e le attese, nude, al chiuso e
all’aperto, spesso sotto gli occhi di tutti.
Il trattamento che le donne ricevano nel lager e
quindi più pesante di quello inflitto all’uomo. L’atmosfera è impegnata perennemente di paura, di
umiliazioni, di privazioni, di fatiche che in breve incidono nella sfera prima psichica poi biologica.Prima
manifestazione di questo è la scomparsa del ciclo mestruale. Nel prosieguo si
straziano i valori della maternità e del materno: i figli vengono separati
dalle madri oppure le madri li vedono morire nelle camere a gasa; le donne
incinte al loro arrivo abortiscono o vengo fatte abortire oppure i neonati
appena nati non hanno alcuna possibilità
di sopravvivenza o addirittura uccisi. I bambini vagano per il campo ma è noto
a tutti che hanno pochissime possibilità di sopravvivenza.
A questa esperienza la donna in quanto tale vi
arriva impreparata, non come i loro coetanei maschili che gli obblighi militari
di leva e l’addestramento alla guerra hanno in parte preparato. Per le
resistenti, per coloro che salgono in montagna o entrano nei nuclei cittadini,
pur nella consapevolezza di correre un rischio anche serio, non si arriva mai a
prevenire quella che poi potrebbe essere l’esperienza di un lager tedesco. Le
stesse donne ebree, che la storia e la tradizione e la luna sequenza di
persecuzioni, arrivano impreparate alla esperienza del lager.
Le forme di resistenza e le strategie di
sopravvivenza opposte al trattamento nel Lager, sono varie, la più diffusa è la
speranza ed il sogno del ritorno, ovvero ad immaginare un immediato futuro in
cui la liberazione rappresenta un momento culminate, fondamentale. Proprio
questa strategia che per molte significò la volontà e la voglia di sopravvivere
all’orrore del presente, si rilevo poi un terribile dramma.
La liberazione fa si che il popolo delle internate e
delle deportate almeno visivamente scompare, ma rimangono le profonde ferite.
Nel momento in cui le Internate provano a raccontare
a relazionarsi emergono tutte le difficoltà e tutte le incomprensioni di chi
non ha passato l’esperienza del lager.
Le donne, per lo più giovani, perché le più anziane non potevano
sopravvivere e quindi non sono tornate, erano state catturate da uomini ed
internate da uomini: il corto circuito tra internamento femminile e stupro è
quasi inevitabile; non si vuole nemmeno approfondire se vi furono cedimenti ti
o complicità nella violenza, e tutto rimane a livello di sospetti, sottintesi e
tutta la vicenda sprofonda in forme di disconoscimento. Quando poi usciranno
libri come “la case delle bambole” e film
anche di un ceto valore, come il “portiere di notte” l’eterno dolore femminile
del lager sarà esposto ad una nuova esacerbazione. Mentre per l’uomo uscito dal
lager incide il pensiero “perché proprio io sono sopravissuto” e non l’amico,
il conoscente o la persona sconosciuta, alimentando sensi di colpa infinti,
nella donna oltre a questo, impalpabile aleggia la mai detta accusa “ tu sei
sopravissuta perché sei andata a letto con un tedesco”, alimentando ancora più
devastanti sensi di colpa e sposso impossibilitando una ricostruzione psichica
e morale.
A questa incomprensione generalizzate volta
all’Internamento[1] si
deve le particolari resistenze che le Internate hanno affrontato per
relazionarsi con chi è rimasto. Prime fra tutte le Internate per motivi
politici. Le accuse nei loro confronti sono pesanti e contraddittorie: da una
parte, anche se velatamente, si rimprovera loro di essersi andate a cercare i
guai, interessandosi di guerra e politica, cose che da sempre sono di stretta
pertinenza degli uomini. Se la scelta di andare a combattere e di opporsi è
fatta al seguito di un uomo,sia esso padre, fratello, marito, amante, amico si
rimprovera loro di non essere state autonome nella scelta; se invece si è
scelto autonomamente di opporsi ai tedeschi, subendo il lager, allora si
rimprovera di aver lasciato ed abbandonato i compiti femminili.
Il reinserimento nella vita lasciata, al ritorno, il
momento tanto sognato, è spesso fonte diu ulteriori traumi: chi è stato
deportato, internato al ritorno non riconosce i luoghi lasciati, le persone,
sia materialmente che psicologicamente; chi vede ritornare il suo caro non lo
riconosce per come si presenta nel fisico e nella mente, troppo devastante è
stata l’esperienza. Da qui quel lento avvicinarsi l’un l’altro che solo a
prezzo di ulteriori sacrifici darà risultati.
Come se tutto questo non bastasse, ci si è messo il
nostro Stato a rendere difficile la comprensione del dramma delle Internate. La
nostra esterofilia, unanimemente riconosciuta, si ferma solo alla coca cola, a
vezzi di mode, canzonette ed altre sciocchezze simili, mentre non si estende a
iniziative serie come quelle messe in atto dalla maggioranza degli Stati civili
per l’accoglimento ed il sostegno a chi
subì il trauma non solo della prigionia ma dell’internamento in Germania. Il
nostro Stato non ha disposto nessun tipo di assistenza medica per chi è
ritornato, ne centri di cura e di osservazione riservati a chi ha subito
l’esperienza del Lager, soprattutto se donna. Un vitalizia tardivo è stato
accordato negli anni ottanta, grazie alla attività della ANED, ma dopo
battaglie. Ma ancor più è da sottolineare che per le Internate Politiche vi fu
anche la triste esperienza della corresponsione della Pensione di Guerra. Che per ottenere la quale
si doveva passare la visita presso gli Ospedali Militari, attraverso le
cosiddette C.M.O. Commissioni Mediche Ospedaliere. Esperienze allucinanti“..
e ti spogliavano con gli uomini, fra militari che entravano ed uscivano. Mi
dissero che ero idonea a tutti i servizi e mi risero dietro…[1] E di queste esperienze se ne possono citare
una lunga lista, tanto che molte rinunciarono a passare attraverso queste nuove
gogne per ottenere una pensione di guerra. E vi rinunciarono per ritirarsi di
fronte ad una pratica per cui il Lager, nella propria terra ed ad opera, trova
prosecuzione.
Molte altre le paure e le incomprensioni del
ritorno, da quella di sapere se si potevano meno avere figli e se si, se questi
erano sani, nella riserva mentale di essere state inconsapevolmente soggette
attraverso la nutrizione a sistemi di sterilizzazione, a quella che l’impronta
di queste piaghe si trasmette alle nuove generazioni, soprattutto per via
inconscia ed ad altre ancora.
Questa esperienza non può rimanere, come tutta
l’esperienza del lager in Germania, confinata alla generazione che l’ha subita.
Anche l’esperienza dell’Internamento al femminile deve essere posta alla
attenzione delle generazioni presenti. E posta oltre che come memoria e di
rispetto per chi ha subito tanto male, come elemento per guidare ed affrontare
il presente, per prevenire e per correggere i mali che la nostra società genera
a piè sospinto. L’esperienza del lager al femminile in Germana deve essere più
approfondita nel filone di comprendere come un essere “debole” inteso non come
“essere donna”, o “femminile” o debolezza morale, ma debolezza di chi, come
scrive Anna Maria Buzzone, è debole di fronte alla brutalità dei perdenti è da
sempre perdente e proprio per questo, nel fallimento umano di tutti i programmi
che poggiano sulla potenza, ha in sé risorse non ancora utilizzate di
liberazione e di salvezza.
[1] Testimonianza di Lina
Barboncini in L. Beccarla Rolfi e A.M. Buzzone
Le Donne di Ravensbruck, ……pag. 280.
[1] Sulla
complessa questione della realtà dei bordelli in molti lager, della possibilità
che molte internate abbiamo avuto traumi sessuali, e della conseguente voglia
di rappresentazioni per lo più falsanti di questi fenomeni, e soprattutto delle
fantasia che il tema scatena anche in certe componenti della cinematografia e
della comunicazione in genere, vds: Anna Maria Buzzone, I Ritorni delle donne,
in Il Ritorno dal lager, ( a cura di
Pietro Vaenti, Società Editrice Il Ponte Vecchi, Cesena, 1995. Nella nota 32 vi
è un ampia bibliografia riferita a questo specifico argomento.
domenica 30 aprile 2023
Rose-Helene , sopravissuta allìOlocausto
| ||||
| ||||
| ||||
|
.jpg)
.jpg)


%20-%20Copia.jpg)


.jpg)
.jpg)