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lunedì 31 luglio 2023

QUADERNI ON LINE Indici Giugno 2023

 

SOMMARIO

ANNO LXXXIV, Supplemento on line, VIII, n. 89

Giugno 2023

www.valoremilitare.blogspot.com

 

Massimo Coltrinari, Editoriale, Giugno 2023

                            su www.valoremilitare.blogspot.com con post in data        29.06.2023

Massimo Coltrinari, Copertina, Giugno 2023

                            su www.valoremilitare.blogspot.com con post in data        28.06.2023

 

 

DIBATTITI

 

Redazionale, Radio Londra. E' al microfono il Colonello Stevans.  23 giugno 2023

                     su www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 5.06.2023

Redazionale, La Grande Guerra e l’attività diplomatica dell’Italia

su www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 6.06.2023

Redazionale, 10 giugno 1918 - azione di Premuda

su www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 10.06.2023

 Sergio Benedetto Sabetta, Il deposito e la ricostruzione della memoria

su www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 21.06.2023

Redazionale, Parresia, ovvero "Dire il Vero"

su www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 23.06.2023

Redazionale, Strumenti per comprendere uno dei periodi più controversi della storia recente

su www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 25.06.2023

 

ARCHIVIO

 

Redazionale, Il Valore MIlitare Riconosciuto

                     su www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 1.06.2023

Redazionale, Fanteria Italiana  Ex Brigata Regina  9° Reggimento Fanteria

                     su www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 4.06.2023

Redazionale, La Carta d'Italia al momento della proclamazione del Regno d'Italia 1861

                     su www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 7.06.2023

Redazionale, Documenti. La Beffa di Buccari

                     su www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 8.06.2023

Redazionale,  Fanteria Italiana  Ex Brigata Regina 10° Reggimento Fanteria

                     su www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 12.06.2023

Redazionale, II Fronte della Guerra di Liberazione Partigiani Cristina

                     su www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 14.06.2023

Monica  ApostoliMateriali per la Storia del Genio Telegrafisti

                     su www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 18.06.2023

Redazionale, Il dramma dell'Olocausto. Le idee che lo generarono sono ancora presenti nella nostra società

                     su www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 22.06.2023

 

 

UNA FINESTRA SUL MONDO

 

Redazionale, Siria: un conflitto dimenticato

su www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 9.09.2023

Redazionale,  Le alture del Golan Carta

su www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 11.06.2023

Redazionale,  Bellum Justum

su www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 16.06.2023

Antonio Trogu, Antonio Trogu - Libano, paese senza pace

su www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 19.06.2023

 

 

SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Redazionale, Maria Luisa Suprani Querzoli: La verità sul generale Capello

                     su www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 24.06.2023

 

 

 CESVAM NOTIZIE

CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

 

Redazionale, 2 giugno 2023  Festa della Repubblica

su www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 2.06.2023

Redazionale,   Rivista QUADERNI. Condizione di cessione per il 2023

su www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 3.06.2023

Redazionale, Albo d'Oro. Situazione

su www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 13.06.2023

Redazionale,  Rivistra QUADERNI, Anno LXXXIV, Supplemento XXIX, 2023, n. 2 28° della Rivista,

Aprile - Giugno 2023, Nota Redazione

su www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 15.06.2023

Redazionale, Lorenzo Brunetti

su www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 17.06.2023

Redazionale, Giovanni Riccardo Baldelli  assume la Presidenza del Lions Club di Perugia

su www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 20.06.2023

Redazionale, La diffusione di QUADERNI ON LINE

su www.valoremilitare.blogspot.com con post in data 26.06.2023

 

 

AUTORI

 

Pecce Alessio, ricercatore

Bottoni Roberta, Istituto del Nastro Azzurro

Coltrinari, Massimo direttore CESVAM

Francesco Attanasio, Presidente della federazione di Siracusa

Mario Pereira, Vice presidente Federazione di Pistoia

Carandente  Chiara, Istituto del Nastro Azzurro

Baldoni, Massimo, pseudonimo

Giorgio Lavorini, Presidente Federazione di Prato

Federico Levy, collaboratore

Elsa Bonacini, collaboratrice CESVAM

Osvaldo Biribicchi, Associato CESVAM

Alessia Biasiolo, collaboratrice CESVAM

Luigi Marsibilio, membro del Collegio dei redattori della Rivista

Giancarlo Ramaccia, vice direttore CESVAM

Giovanni Cecini membro del Collegio dei redattori della Rivista

 

 

Numero chiuso in data 30.06.2023

sabato 1 luglio 2023

INFOCESVAM MAGGIO GIUGNO 2023

 

INFOCESVAM

BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

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ANNO X, 41/42 N. 3, Maggio – Giugno 2023, 1 luglio 2023

X/3/701 La decodificazione di questi numeri è la seguente: IX anno di edizione, il mese di edizione di INFOCESVAM, 701 il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro Azzurro. Inoltre dal gennaio 2023 ha assunto anche la funzione di aggiornamento delle attività di implementazione dell’Archivio Digitale Albo d’Oro Nazionale Dei Decorati al Valor Militare. L’ultima indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento. Questo numero è principalmente dedicato all’aggiornamento dei progetti in corso e alla situazione dei master.

X/3/702 – Il dott. M.B., Master in Terrorismo ed Antiterrorismo Internazionale. Obiettivi, Piani e Mezzi, la prossima sessione estiva di laurea discuterà la tesi “Dalla legge 801/1977 alla legge 124/2007. L’evoluzione dell’Intelligence e dell’Antiterrorismo”.

X/3/703 Progetto 2015/1 Dizionario minimo della Grande Guerra. Il progetto è stato realizzato. È nella fase di divulgazione. Sono disponibili a chi ne fa richiesta 15 serie di 12 Volumi. Le Federazioni possono chiedere l’invio gratuito previo rimborso spese postali

X/3/704 Il dott. R.G., Master in Storia Militare Contemporanea dal 1792 - 1960, la prossima sessione estiva di laurea discuterà la tesi “Le prime fasi della battaglia di Francia. L’Attacco al forte di Eben Email 10-11 maggio 1940”

X/3/705 Progetto 2016/1. Dizionario mino della Guerra di Liberazione 1943-1945. Il progetto ha realizzato 7 volumi su 8. I volumi editi possono essere richiesti per l’invio gratuito dalle Federazioni, previo rimborso spese postali. Il Volume n. 1 sarà edito in occasione dell’80° anniversario il prossimo settembre

X/3/706– Il dott. DP. A.., Master in Terrorismo ed Antiterrorismo Internazionale. Obiettivi, Piani e Mezzi, la prossima sessione estiva di laurea discuterà la tesi “Il Ricorso alle nuove tecnologie e l’uso di Internet nella lotta al Terrorismo”.

X/3/707. Progetto 2017/1 La prigionia e l’Internamento. Pubblicati 4 volumi che sono a disposizione anche singolarmente. Il Vol. IV dedicato alla memoria è nella sua fase di manoscritto 5. Prevista pubblicazione per il mese di luglio 2023.

X/3/708. Progetto 2017/2 “I Soldati Italiani sulla Testa di Ponte di Anzio”. Pubblicato il volume I. Il Volume due è nella fase finale di manoscritto 5. Prevista pubblicazione a luglio 2023 o settembre ottobre 2023.

X/3/709. Con il mese di luglio iniziano le pubblicazioni della Collana I Libri del Nastro Azzurro – Serie Università con la pubblicazione di opere predisposte dai frequentatori di Master. I Volume sarà quello di Monica Apostoli “Il Genio Telegrafisti. Il 3° ed il 7° Reggimento Genio Telegrafisti

X/3/710. Il Dott. Roberto Olevano, già frequentatore di Master, ha predisposto la ricerca su “La prima Ritirata di Russia. 1812. (Titolo provvisorio) con la finalità mdi pubblicare un volume nella serie della Collana I Libri del Nastro Azzurro Serie Università.

 X/3/711 – Il dott. A.S.., Master in Terrorismo ed Antiterrorismo Internazionale. Obiettivi, Piani e Mezzi, la prossima sessione estiva di laurea discuterà la tesi “Il Terrorismo. Un fenomeno che non riesce a fermarsi”.

X/3/712 – Marco Montagnani, Presidente della Federazione di Asti, Consigliere Nazionale, ha predisposto come manoscritto 4 la ricerca “L’affondamento del Pirografo requisiti Conte Rosso24 MAGGIO 1941. La pubblicazione del volume è prevista per il prossimo ottobre 2023

X/3/713. Progetto 2017/2 Capire la Grande Guerra. Concluso. Sono stati pubblicati tre volumi (,13, n.14, n.15) La serie di tre volumi è disponibile alle Federazioni che ne fanno richiesta, salvo rimborso spese postali.

X/3/714 – La Dott.ssa G.M., ., Master in “Politica militare comparata dal 1945 ad oggi. Dottrina, Strategia, armamenti”, la prossima sessione estiva di laurea discuterà la tesi “La Legione romana attraverso “L’arte della Guerra” di N. Macchiavelli”.

X/3/715 – Progetto 2018/1. Le Leggi Raziali ed il Valore Militare. Progetto concluso. Sono stati prodotti tre volumi La serie è disponibile alle Federazioni che ne fanno richiesta, salvo rimborso spese postali

X/3/716 – Progetto 2019/1 “Il Corpo Italiano di Liberazione ed il Valore Militare. La ricerca è conclusa. Il volume è nella fase di predisposizione di Bozza 2. Sarà edito nel mese di luglio 2023. Le Federazioni possono chiederne 5 Copie ciascuna, salvo il rimborso delle spese postali. Sarà data comunicazione tramite la email “ricerca.cesva@istitutonastroazzurro.org

3/717 – Il dott. PP.S., Coeso di Aggiornamento e perfezionamento in  Terrorismo ed Antiterrorismo Internazionale. Obiettivi, Piani e Mezzi, la prossima sessione estiva di laurea discuterà la tesi “HUMIT. Tecniche di interrogatorio negli Stati Democratici. Una riflessione etica alla luce del diritto umanitario internazionale”

X/3/718 - Progetto 2019/2 Le Vicende dei Militari Italian in Russia 1941-1953. È stato pubblicato il primo volume dalla serie. Il Volume 2 ed il Volume 3 sono terminati come manoscritto n. 5. Si attende la disponibilità della Tipografia al fine di procedere alla loro stampa e pubblicazione

X/3/719 il Dott L.A., Master in “Politica militare comparata dal 1945 ad oggi. Dottrina, Strategia, armamenti”, la prossima sessione estiva di laurea discuterà la tesi “Il Sistema Nike Hercules in Italia nel periodo della guerra fredda”.

X/3/720 – Progetto 2020/1 “La prigionai Italiana in mano britannica Kenya. Il Volume è nella fase di manoscritto 4.  Si prevede che per settembre p.v. si completa il manoscritto 5 e si avvii la fase di editing

X/3/721 – Progetto 2020/2 Le Riforme Militari tra il 1919 ed il 1919. Sono stati pubblicati Tre volumi che sono disponibili a richiesta, e come prassi, saranno inviati gratuitamente, salvo rimborso delle spese postali. Il Volume dedicato agli ordinamenti dal 1940 al 1946 è approdato alla fase del manoscritto 3

X/3/722 – Progetto 2021/2 Centenario della Traslazione del Milite Ignoto. Il progetto è concluso. Sono disponibili la medaglia coniata nell’occasione che si può richiedere a segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org

X/3/723 – Progetto 2022/1 Implementazione Archivio Digitale. Vds Annesso a questo bollettino

X/3/724 – È in corso la definizione delle proposte per i titoli dei progetti 2024 al fine di aderire alla prevedibile richiesta del Ministero della Difesa – Gabinetto del Ministro.

X/3/725 – Prossimo INFOCESVAM sarà pubblicato il 1 settembre 2023. I precedenti numeri di Infocesvam (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM.

martedì 20 giugno 2023

Dizionario minimo della Guerra di Liberazione L'Internamento: Il Terzo Fronte

 



Dizionario Minimo della Guerra di Liberazione

Osvaldo Biribicchi

 

Il Dizionario minimo della Guerra di Liberazione, progetto sostenuto dal Ministro della Difesa, fortemente voluto dal Presidente dell’Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti decorati al Valor Militare del 1927, Generale Carlo Maria Magnani, si inserisce nel quadro delle molteplici attività culturali ed editoriali portate avanti dal direttore del Centro Studi sul Valor Militare Generale Massimo Coltrinari, è rivolto agli studenti delle Scuole Superiori di Secondo Grado, al fine di fornire agli studenti spunti di riflessione e documenti per approfondire gli avvenimenti che vanno dalla crisi armistiziale del 1943 alla Liberazione, il 25 aprile 1945, e quindi alla conclusone della guerra. Preso atto che non è possibile parlare di Guerra di Liberazione senza una conoscenza essenziale degli eventi principali che hanno preceduto e seguito l’annuncio dell’Armistizio dell’8 settembre, nel porre mano a questo lavoro ci siamo riproposti, almeno nelle intenzioni, di non fare solo una raccolta asettica di dati ma stimolare riflessioni critiche.                                                                                      La struttura editoriale dell’opera è costituita, per ogni anno preso in esame, da un  compendio e da un glossario; infine è stato inserito un volume dedicato ai Percorsi di ricerca. Lo studio è stato articolato in sei Fronti: del Sud; del Nord; dell’Internamento; della Resistenza all’Estero; della Prigionia ed, infine, del Fronte nemico al fine di fornire un quadro sommario di ciò che avvenne all’indomani dell’Armistizio. A partire dall’8 settembre 1943 l’Italia si divide in due: quella del Sud, liberata dagli Alleati con gli sbarchi in Sicilia, a Salerno  ed Anzio, e quella del Nord in cui si insediò la Repubblica Sociale Italiana decisa a continuare la guerra, ormai persa, al fianco dei tedeschi. In realtà, tra l’Italia e gli Alleati furono firmati due armistizi: il primo, detto armistizio corto, contenente solo clausole militari, fu firmato segretamente a Cassibile in provincia di Siracusa il 3 settembre 1943 ed annunciato cinque giorni dopo prima dal Generale Eisenhower e, poche ore dopo, da Badoglio. Il secondo, detto armistizio lungo o anche armistizio di Malta, fu firmato il 29 settembre e precisava gli obblighi della resa senza condizioni già contenuti genericamente nell’armistizio corto. La semplice conoscenza di questi elementi stimola riflessioni profonde su quei cinque giorni tra il 3 e l’8 settembre in cui i soldati italiani continuarono a combattere e morire al fianco dei tedeschi contro gli angloamericani e la mattina del 9 settembre si ritrovarono all’improvviso alleati con coloro che sino al giorno prima erano stati nemici. Il problema nasce dal fatto che il governo militare Badoglio, in sostanza, aveva siglato l’armistizio con gli Alleati senza aver prima ricusato il Patto d’Acciaio siglato il 22 maggio 1939 tra Italia e Germania. Le forze armate tedesche presenti sul territorio italiano divennero pertanto automaticamente forze di occupazione. Dopo l’8 settembre tutta la popolazione italiana senza distinzione di credo politico e condizione sociale pagò un prezzo altissimo. Nei territori della Repubblica Sociale, in particolare, iniziò una durissima guerra partigiana contro i nazi-fascisti che a loro volta reagirono con feroci rappresaglie nei confronti dei civili i quali, come se non bastasse, subivano anche i violenti bombardamenti terroristici aerei diurni e notturni degli Alleati che avanzando verso Nord colpivano sia obiettivi militari che inevitabilmente città e paesi. Nel Dizionario si prende in esame anche l’arco di tempo (quarantacinque giorni) compreso tra la seduta del Gran Consiglio del Fascismo tenutasi tra il 24 ed il 25 luglio 1943, nel corso della quale Mussolini fu esautorato, e la proclamazione dell’armistizio. Un periodo confuso: Vittorio Emanuele III nel pomeriggio del 25 luglio fece arrestare Mussolini, assunse il comando delle Forze Armate ed affidò il governo al Maresciallo Badoglio. In quel momento, con 31 divisioni dell’Esercito fuori dal territorio nazionale, il governo avviò con fare incerto contatti segreti con gli Alleati per uscire dalla guerra pur continuando formalmente a professare la propria lealtà all’alleato germanico. L’8 settembre fu dunque una data spartiacque tra un periodo ormai concluso ed un dopo, ovvero l’inizio della Guerra di Liberazione chiamata dagli Alleati Campagna d’Italia. Una guerra combattuta da tutto il popolo italiano su cinque Fronti (e qui mi ricollego alla struttura del dizionario):                                                                                                    Primo Fronte, dell’Italia libera, a Sud, liberata dagli Alleati i quali consentirono al Governo del Re d’Italia, riconosciuto sia dagli Alleati che dall’Unione Sovietica, di esercitare seppure con pesanti limitazioni le proprie prerogative. Nell’Italia libera furono gettate le basi delle nuove Forze Armate. L’Esercito contribuì alla Guerra di Liberazione inizialmente con il I Raggruppamento Motorizzato che combatté a Monte Lungo (8 dicembre 1943) successivamente con il Corpo Italiano di Liberazione  (C.I.L.) che si distinse a Filottrano, nelle Marche (8 luglio 1944) ed infine con i Gruppi di Combattimento che parteciparono all’offensiva finale contribuendo a liberare gran parte delle città del nord Italia.                                                                                      La Regia Aeronautica riordinò le proprie unità, ricostruì le basi nei territori liberi e recuperò il materiale abbandonato in Africa settentrionale. Dopo la dichiarazione di guerra alla Germania costituì l’Unità Aerea, alle dipendenze del Comando delle Forze Aeree Alleate, responsabile dell’impiego, dell’addestramento, della disciplina e del funzionamento dei servizi amministrativi e tecnici di tre Raggruppamenti di specialità: Caccia, Bombardamento – Trasporti e Idrovolanti. Il comando Alleato la impiegò nei Balcani, inserendola negli organici della Balkan Air Force. L’Unità Aerea operò, senza soluzione di continuità, fino al mese di maggio del 1945.                                                                                                                                                                 La Marina, da parte sua, affrontò e gestì una situazione difficilissima. Solo in Puglia, ove intanto aveva insediato il proprio Comando, poche unità all’ancora nei porti di Taranto e Brindisi rimasero sotto il controllo italiano. Il 14 settembre 1943 mentre due torpediniere salpavano da Brindisi per portare aiuti a Corfù arrivavano provenienti da Venezia e dall’Istria gli allievi della Regia Accademia Navale. Pochi giorni dopo, il 23 settembre 1943, fu siglato l’Accordo di Cooperazione Navale tra il Comandante in Capo delle flotte alleate nel Mediterraneo, Ammiraglio Cunningham, ed il Capo di Stato Maggiore della Marina. Il documento siglato prevedeva, tra l’altro, che tutte le unità navali potessero rientrare nelle basi nazionali, ad eccezione delle corazzate.                                                                                                                                                   Il contributo alla Guerra di Liberazione da parte delle Forze Armate dell’Italia libera fu dato anche dagli oltre 200 mila uomini impiegati nelle Divisioni Ausiliarie per attività di carattere logistico, spesso a ridosso della prima linea, non meno importanti ed indispensabili di quelle combattenti;                                                  Secondo Fronte, dell’Italia occupata dai tedeschi. Qui il fronte fu clandestino e la lotta politica condotta dal Corpo Volontari della Libertà, composto dai rappresentanti di tutti i partiti antifascisti, riuniti nel Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) costituito a Roma il 9 settembre 1943. Successivamente furono formati CLN  locali nelle varie città del nord Italia per dare impulso e direzione politica alla Resistenza. Fu il grande movimento partigiano del nord Italia all’interno della Repubblica Sociale Italiana;                                          Terzo Fronte, della Resistenza dei militari italiani all’estero, un fronte questo non conosciuto, dimenticato. È la lotta contro i tedeschi dei soldati italiani inseritesi nelle formazioni partigiane locali in Jugoslavia, Grecia ed Albania;                                                                                                                                                                   Quarto Fronte, della Resistenza degli Internati Militari Italiani, oltre 600 mila uomini che pur andando incontro consapevolmente a privazioni ed umiliazioni si rifiutarono decisamente di aderire alla Repubblica Sociale Italiana;                                                                                                                                                         Quinto Fronte, della Prigionia Militare Italiana. I prigionieri italiani in mano alleata all’annuncio dell’armistizio dovettero, come tutti, fare delle scelte. La stragrande maggioranza decise di cooperare con gli ex-nemici; quelli in mano agli angloamericani furono organizzati in Italian Service Units (ISU), compagnie di 150 uomini addetti a particolari lavori di carattere logistico. Negli Stati Uniti ed in Gran Bretagna furono impiegati negli arsenali o nelle basi militari; in Australia, invece, furono impiegati per costruire strade, linee ferroviarie oppure in grandi fattorie, comunque in lavori non strettamente legati ad attività belliche.           Nel Dizionario, inoltre, non si dimentica di evidenziare il ruolo particolare avuto dalla Puglia, Regione d’Italia che per sei mesi, dal 10 settembre 1943 data di arrivo del Re all’11 febbraio 1944 data in cui la corte si trasferì a Salerno in attesa della liberazione di Roma avvenuta il 4 giugno 1944 (ben 134 giorni dopo lo sbarco di Anzio), costituì il fulcro del Regno del Sud con Brindisi come capitale. È da Brindisi infatti, che il governo Badoglio, il 13 ottobre 1943, trentacinque giorni dopo l’annuncio dell’Armistizio dichiara guerra alla Germania. A partire da questa data, l’Italia assume la posizione di “cobelligerante” ovvero non è più considerata nemica degli angloamericani ma neanche alleata nel senso stretto del termine.                                Uno spazio non secondario, infine, viene riservato al ruolo delle donne negli avvenimenti bellici dal settembre 1943 all’aprile 1945, a quelle donne che hanno partecipato attivamente alla Guerra di Liberazione ricoprendo vari ruoli sia logistici che combattenti ed alle donne della Repubblica Sociale Italiana impiegate nel Servizio Ausiliario Femminile con compiti logistici.                                                                                             Possiamo affermare, quindi, che ognuno partecipò alla Guerra di Liberazione nei modi e nelle forme più disparati. Se non si comprendesse questo  sarebbe difficile parlare di un argomento così complesso e delicato. Per questo motivo ci siamo avviati alla stesura del Dizionario con l’intento di dare un supporto didattico allo studio ed alla conoscenza di un periodo storico complesso ma fondamentale per comprendere l’origine delle nostre odierne Istituzioni ed in ultima analisi della nostra Democrazia. 

sabato 10 giugno 2023

Il Deposito e la ricostruzione della memoria

 


 Sergio Benedetto Sabetta

 

            La memoria elettronica se rappresenta una vera e propria rivoluzione, dove si affiancano spettacolarizzazione e precisione illimitata nel registrare i fatti, non è che un elemento della costruzione di una memoria storica, alla durata “illimitata” e facilmente evocativa della prima si contrappone la particolare instabilità e malleabilità della memoria umana, ma la memoria sociale è qualcosa di più di una semplice registrazione, è la capacità di una condivisione identitaria costruita nel tempo attraverso la lettura di particolari fatti che diventano eventi fondanti (J. Le Goff).

            Bergson parla di “immagine” come memoria profonda che viene a staccarsi dalla memoria superficiale propria della semplice abitudine, parole, gesti e rituali trasformano i singoli eventi nei tempi lunghi propri di una memoria collettiva, in cui si inseriscono i “mercanti della memoria” che ulteriormente la trasformano in un oggetto di consumo consolatorio, nella “bella epoque” del proprio vissuto, così che la memoria collettiva venga ad opporsi alla memoria storica, come la memoria affettiva alla memoria intellettuale (Pierre Nora).

            Le grandi mitologie collettive, già formatesi nell’Ottocento, nella modernità della comunicazione di massa si evolvono verso la creazione di una serie di memorie collettive sotto pressione di una storia immediata e simultanea, vi è quindi la necessità di collegare queste memorie collettive alla storia scientifica, storie individuali che rifluiscono nel collettivo e quindi nel sociale, superando la manipolazione che sempre il valore economico e politico della memoria ha comportato.

            Leroi-Gourhan sottolinea l’importanza che ha la tradizione per la specie umana nel condizionarne la condotta, la sopravvivenza etnica avviene attraverso la routine ed il progresso deve agire in equilibrio con essa  se si vuole che l’innovazione non sia etnicamente disgregante, in quanto nell’identità individuale o collettiva la memoria ne è elemento essenziale tanto che la formazione di una memoria sociale diventa l’elemento dominante dell’evoluzione umana, essa pertanto diventa strumento di potenza, quindi di lotta e manipolazione per la legittimazione del potere attraverso la memoria stessa.

            Con il cessare della memoria si ha la perdita della coscienza del proprio passato, la comunità smarrisce se stessa, l’eterno presente non ha più un progetto sostenibile nella comunità, essa diventa una creta malleabile secondo interessi costruiti, la perdita delle tradizioni conduce pertanto alla cessazione della coscienza di una autonoma esistenza (Mansuelli), tanto che per tutta la storia romana nonostante i numerosi mutamenti istituzionali, economici e sociali, dalla repubblica al principato, fino al dominato, la “res pubblica” rimase concettualmente tale contrapposta alla “res privata” e l’imperatore doveva mantenere coscienza di tale distinzione se voleva legittimare il proprio potere.

            La forza del persistere di una memoria collettiva è al centro della riflessione di Pallottino , il quale rileva che le radici di quel forte regionalismo che si è manifestato in tutte le vicende storiche del territorio italiano, affondano nelle unità etnico-storiche preesistenti all’unificazione romana della penisola, tanto che le stesse regioni e città richiamano nella denominazione le varie vicissitudini storiche della penisola italiana.

L’informazione decade secondo un fenomeno “entropico” (Wiener) ma viene continuamente rigenerata, ricostruita, riadattata alle esigenze, incertezze del momento e in questa ricostruzione l’informazione contenuta nella memoria sociale diventa strumento di lotta, manipolazione e legittimazione del potere.

            La teoria degli scarti conoscitivi (Knowledge gaps), propria dei moderni mezzi di comunicazione di massa, influisce anche nella moderna ricostruzione della memoria, dove mitologie si formano e si affermano più velocemente che nel passato rielaborando la memoria collettiva o addirittura sostituendola, il potere della memoria si è allargato dal rapporto Stato/élite ad organizzazioni private attraverso l’uso sempre più esteso dell’elettronica.

Nasce sempre più prepotente la necessità di una ricostruzione storica scientifica della memoria collettiva, anche attraverso la catalogazione della singola memoria orale, sovrastata dalle immagini, nella necessità di una veridicità, in questo lo stesso diritto è elemento e specchio di una ricostruzione della memoria sociale, esso nel normare è frutto della memoria e nei comportamenti sociali  che provoca diventa elemento costitutivo di una futura memoria sociale, ma in esso vengono ad influire le ricostruzioni che la comunicazione crea, ecco l’importanza dei depositi della memoria, ma anche della necessità di una loro corretta diffusione garantita dall’autorevolezza della fonte.

Bibliografia

 

·       Bergson H., Materia e memoria, Laterza 1996;

·       Leroi – Gourban A., Ambiente e tecnica, Jaca – Book 1994;

·       Le Goff J., Il tempo continuo della Storia, Laterza 2014;

·       Wiener N., Introduzione alla cibernetica – L’uso umano degli esseri umani, Bollati – Beringhieri 2008.

sabato 20 maggio 2023

MUseo dell'Olocausto Nota

 Anne Frank would have been 94 today. Her diary has helped countless readers connect to the experiences of a hidden child during the Holocaust, providing a glimpse into what it was like to be persecuted—living in constant fear and danger, not knowing if she would have enough to eat, and trying to maintain some sense of normalcy while putting her life on hold. Though Anne is the most well-known, she was only one of the tens of thousands of Jewish children forced into hiding. Nazi Germany and its collaborators killed as many as 1.5 million Jewish children. Below are stories of some who managed to survive.

mercoledì 10 maggio 2023

Internamento in Germania. Il Versante femminile

 

 

Massimo Coltrinari

 

L’internamento in Germania, dopo l’8 settembre 1943 nel nostro Paese è una vicenda che ancora incide nella nostra coscienza  nazionale, anche se la percezione di questa tragedia ha una peculiarità: essa è vista prettamente solo sotto l’ottica maschile. Questo si verifica sia riguardo agli oppressori ( stato hitleriano , singoli nazisti) sia riguardo alle azioni ed alle reazioni delle vittime dell’internamento.

Queste dinamiche sono state sempre presentate e studiate come se l’Internamento interessasse solo gli uomini, relegando l’internamento a cui furono soggette le donne a profili marginali, quasi insignificanti, in una visione subalterna, nel substrato, forse anche inconscio, che la guerra e le sue conseguenze sono “cose da uomini”. E’ una costante che si perpetua dal momento della liberazione, al momento del ritorno in Patria, agli anni del dopoguerra, e per tutti i sessanta anni che ci separano da questa tragedia.

Analizzando nel dettaglio il versante femminile dell’Internamento non possiamo non partire da un cenno a chi erano gli oppressori e come consideravano la donna.  Nello stato nazista la concezione ideologia era stata approntata primariamente e forse esclusivamente da uomini, facendo appello alla durezza, alla spietatezza, alla mortificazione e negazione di   tutto quello che poteva anche apparire dolce, tenero e comprensivo. L’ideologia nazista quindi portava una profonda avversione per il sesso femminile, dividendo le donne in due parti: quelle appartenente ad una categoria superiore, e perciò in chiave di purezza della razza, di “alto valore riproduttivo” e quelle di categoria inferiore, a cui assegnavano in quanto tali, un “valore riproduttivo nullo”, ricorrendo in modo sistematico alla sterilizzazione, all’aborto, e poi anche alla loro soppressione. 

Appartenenti alla seconda categoria, coloro che erano internate, per motivi politici, religiosi, etnici ecc.,  in un lager avevano già contro tutto un apparato ideologico, a prescindere se ebrea, resistente, oppositrice, o ogni altra categoria, che infieriva contro la sua identità femminile

Appena entrata nel lager si attacca il suo aspetto esteriore, levandogli i vestiti, ogni oggetto personale, dandogli indumenti standardizzati ( i camicioni a righe), rasando le parti intime, tagliando a zero i capelli, eliminando la possibilità di pulizia e cura di se; si calpestano costumi radicati, come i denudamenti e le attese, nude, al chiuso e all’aperto, spesso sotto gli occhi di tutti.

Il trattamento che le donne ricevano nel lager e quindi più pesante di quello inflitto all’uomo. L’atmosfera è  impegnata perennemente di paura, di umiliazioni, di privazioni, di fatiche che in breve incidono  nella sfera prima psichica poi biologica.Prima manifestazione di questo è la scomparsa del ciclo mestruale. Nel prosieguo si straziano i valori della maternità e del materno: i figli vengono separati dalle madri oppure le madri li vedono morire nelle camere a gasa; le donne incinte al loro arrivo abortiscono o vengo fatte abortire oppure i neonati appena  nati non hanno alcuna possibilità di sopravvivenza o addirittura uccisi. I bambini vagano per il campo ma è noto a tutti che hanno pochissime possibilità di sopravvivenza.

A questa esperienza la donna in quanto tale vi arriva impreparata, non come i loro coetanei maschili che gli obblighi militari di leva e l’addestramento alla guerra hanno in parte preparato. Per le resistenti, per coloro che salgono in montagna o entrano nei nuclei cittadini, pur nella consapevolezza di correre un rischio anche serio, non si arriva mai a prevenire quella che poi potrebbe essere l’esperienza di un lager tedesco. Le stesse donne ebree, che la storia e la tradizione e la luna sequenza di persecuzioni, arrivano impreparate alla esperienza del lager.

Le forme di resistenza e le strategie di sopravvivenza opposte al trattamento nel Lager, sono varie, la più diffusa è la speranza ed il sogno del ritorno, ovvero ad immaginare un immediato futuro in cui la liberazione rappresenta un momento culminate, fondamentale. Proprio questa strategia che per molte significò la volontà e la voglia di sopravvivere all’orrore del presente, si rilevo poi un terribile dramma.

La liberazione fa si che il popolo delle internate e delle deportate almeno visivamente scompare, ma rimangono le profonde ferite.

Nel momento in cui le Internate provano a raccontare a relazionarsi emergono tutte le difficoltà e tutte le incomprensioni di chi non ha passato l’esperienza del lager.  Le donne, per lo più giovani, perché le più anziane non potevano sopravvivere e quindi non sono tornate, erano state catturate da uomini ed internate da uomini: il corto circuito tra internamento femminile e stupro è quasi inevitabile; non si vuole nemmeno approfondire se vi furono cedimenti ti o complicità nella violenza, e tutto rimane a livello di sospetti, sottintesi e tutta la vicenda sprofonda in forme di disconoscimento. Quando poi usciranno libri come “la case delle bambole”  e film anche di un ceto valore, come il “portiere di notte” l’eterno dolore femminile del lager sarà esposto ad una nuova esacerbazione. Mentre per l’uomo uscito dal lager incide il pensiero “perché proprio io sono sopravissuto” e non l’amico, il conoscente o la persona sconosciuta, alimentando sensi di colpa infinti, nella donna oltre a questo, impalpabile aleggia la mai detta accusa “ tu sei sopravissuta perché sei andata a letto con un tedesco”, alimentando ancora più devastanti sensi di colpa e sposso impossibilitando una ricostruzione psichica e morale.

A questa incomprensione generalizzate volta all’Internamento[1] si deve le particolari resistenze che le Internate hanno affrontato per relazionarsi con chi è rimasto. Prime fra tutte le Internate per motivi politici. Le accuse nei loro confronti sono pesanti e contraddittorie: da una parte, anche se velatamente, si rimprovera loro di essersi andate a cercare i guai, interessandosi di guerra e politica, cose che da sempre sono di stretta pertinenza degli uomini. Se la scelta di andare a combattere e di opporsi è fatta al seguito di un uomo,sia esso padre, fratello, marito, amante, amico si rimprovera loro di non essere state autonome nella scelta; se invece si è scelto autonomamente di opporsi ai tedeschi, subendo il lager, allora si rimprovera di aver lasciato ed abbandonato i compiti femminili.  

Il reinserimento nella vita lasciata, al ritorno, il momento tanto sognato, è spesso fonte diu ulteriori traumi: chi è stato deportato, internato al ritorno non riconosce i luoghi lasciati, le persone, sia materialmente che psicologicamente; chi vede ritornare il suo caro non lo riconosce per come si presenta nel fisico e nella mente, troppo devastante è stata l’esperienza. Da qui quel lento avvicinarsi l’un l’altro che solo a prezzo di ulteriori sacrifici darà risultati.

Come se tutto questo non bastasse, ci si è messo il nostro Stato a rendere difficile la comprensione del dramma delle Internate. La nostra esterofilia, unanimemente riconosciuta, si ferma solo alla coca cola, a vezzi di mode, canzonette ed altre sciocchezze simili, mentre non si estende a iniziative serie come quelle messe in atto dalla maggioranza degli Stati civili per  l’accoglimento ed il sostegno a chi subì il trauma non solo della prigionia ma dell’internamento in Germania. Il nostro Stato non ha disposto nessun tipo di assistenza medica per chi è ritornato, ne centri di cura e di osservazione riservati a chi ha subito l’esperienza del Lager, soprattutto se donna. Un vitalizia tardivo è stato accordato negli anni ottanta, grazie alla attività della ANED, ma dopo battaglie. Ma ancor più è da sottolineare che per le Internate Politiche vi fu anche la triste esperienza della corresponsione della  Pensione di Guerra. Che per ottenere la quale si doveva passare la visita presso gli Ospedali Militari, attraverso le cosiddette C.M.O. Commissioni Mediche Ospedaliere. Esperienze allucinanti“.. e ti spogliavano con gli uomini, fra militari che entravano ed uscivano. Mi dissero che ero idonea a tutti i servizi e mi risero dietro…[1]  E di queste esperienze se ne possono citare una lunga lista, tanto che molte rinunciarono a passare attraverso queste nuove gogne per ottenere una pensione di guerra. E vi rinunciarono per ritirarsi di fronte ad una pratica per cui il Lager, nella propria terra ed ad opera, trova prosecuzione.

Molte altre le paure e le incomprensioni del ritorno, da quella di sapere se si potevano meno avere figli e se si, se questi erano sani, nella riserva mentale di essere state inconsapevolmente soggette attraverso la nutrizione a sistemi di sterilizzazione, a quella che l’impronta di queste piaghe si trasmette alle nuove generazioni, soprattutto per via inconscia ed ad altre ancora.

Questa esperienza non può rimanere, come tutta l’esperienza del lager in Germania, confinata alla generazione che l’ha subita. Anche l’esperienza dell’Internamento al femminile deve essere posta alla attenzione delle generazioni presenti. E posta oltre che come memoria e di rispetto per chi ha subito tanto male, come elemento per guidare ed affrontare il presente, per prevenire e per correggere i mali che la nostra società genera a piè sospinto. L’esperienza del lager al femminile in Germana deve essere più approfondita nel filone di comprendere come un essere “debole” inteso non come “essere donna”, o “femminile” o debolezza morale, ma debolezza di chi, come scrive Anna Maria Buzzone, è debole di fronte alla brutalità dei perdenti è da sempre perdente e proprio per questo, nel fallimento umano di tutti i programmi che poggiano sulla potenza, ha in sé risorse non ancora utilizzate di liberazione e di salvezza.



[1] Testimonianza di Lina Barboncini in L. Beccarla Rolfi e A.M. Buzzone  Le Donne di Ravensbruck, ……pag. 280.



[1] Sulla complessa questione della realtà dei bordelli in molti lager, della possibilità che molte internate abbiamo avuto traumi sessuali, e della conseguente voglia di rappresentazioni per lo più falsanti di questi fenomeni, e soprattutto delle fantasia che il tema scatena anche in certe componenti della cinematografia e della comunicazione in genere, vds: Anna Maria Buzzone, I Ritorni delle donne, in  Il Ritorno dal lager, ( a cura di Pietro Vaenti, Società Editrice Il Ponte Vecchi, Cesena, 1995. Nella nota 32 vi è un ampia bibliografia riferita a questo specifico argomento.

domenica 30 aprile 2023

Rose-Helene , sopravissuta allìOlocausto

 

Sincerely,
Rose-Helene Spreiregen
Holocaust Survivor and Museum Volunteer

venerdì 31 marzo 2023

Onore alle Vittime ed ai Sopravissuti all'Olocausto

 

Sincerely,
Dana Weinstein
Director of Membership