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domenica 19 febbraio 2023

La legislazione criminale nazista. Il Paragrafo 47 del Codice Militare Penale Tedesco

 

Un'altra norma che incise fortemente nel comportamento dei militari tedeschi è il paragrafo 47 del Codice Militare Penale tedesco. Un paragrafo che nel dopoguerra offrì a tutti gli accusati di crimini di guerra una comoda via d’uscita per liberarsi delle responsabilità personali dei crimini commessi.

 

Scrive ancora Gerard Schreiber.

“se nell'esecuzione di un ordine di servizio viene violata una legge penale il solo responsabile e il superiore che ha impartito quell'ordine”. In un ambiente dove vigeva il principio di ordine e obbedienza il disposto del paragrafo serviva probabilmente nei casi dubbi a togliersi qualche peso dalla coscienza. Il dipendente poteva essere tuttavia accusato di concorso nel reato qualora avesse ecceduto nell'eseguire l'ordine o fosse stato a conoscenza che l'ordine del superiore riguardava un'azione finalizzata ad un reato di carattere civile o militare.

Il paragrafo 47, quindi, mentre stabiliva che gli appartamenti e le Forze Armate tedesche non avevano né la facoltà né il dovere di eseguire ordini criminali, sottraeva nel contempo da ogni procedimento giudiziario tutti coloro i quali, avendone o meno il diritto, si fossero difesi in modo convincente appellandosi alla clausola della consapevolezza. E’ lecito supporre che quel paragrafo 47 non facesse che cresce l'ignoranza ed attenuasse gli scrupoli morali specie in tempo di guerra quanto erano in gioco delle vite umane, ossia il bene più prezioso in uno stato di diritto.”[1]

 



[1] Schreiber G., Gli Italiani internati nei campi di concentramento del III Reich. 1943 -1945. Cit. pag. 746 e segg.

lunedì 30 gennaio 2023

La legislazione criminale nazista: Il Decreto in caso di catastrofi"

 

il “Katastrophenerlass”, ovvero il “Decreto in caso di catastrofi”.

 

Scrive Gerhard Scriber:

Detto decreto trae origine dall’estate 1943. Nel corso dei violenti bombardamenti subiti dalla città di Amburgo il “Hohere SS- un Polizeifuhrer, la più alta autorità delle SS e della polizia, aveva ordinato di propria iniziativa di fucilare  “senza sottoporli ad un qualsiasi giudizio, dei saccheggiatori stranieri colti sul fatto”. Himmler approvò questa procedura a posteriori dandone comunicazione a quanto pare con una circolare a tutti gli Hohere ss-un Polizizeifuhrer. E nell’autunno del 1943 lo stesso Himmler decise di sostituire detta circolare con un decreto speciale per attribuire un “sicuro fondamento giuridico” a quelle condizioni che si sarebbero dovute d’ora in avanti applicare a casi simili. Non si deve infatti ignorare che nel corso e in seguito ai succitati bombardamenti, detenuti evasi dal carcere ed elementi stranieri avevano saccheggiato la città anseatica commettendo gravissimi crimini. Come “Geheime Reichssache (documento segretissimo di interesse del Reich) questo decreto doveva essere “portato a conoscenza di tutti gli uffici esecutivi interessati.” Le autorità del Reich non pubblicarono mai in forma ufficiale detto Katastrophenerlass, ma anche dopo il 1945 alcuni giuristi hanno sostenuto che malgrado ciò il decreto fu giuridicamente vincolante.”[1]

Il decreto in questione permise a qualsiasi tedesco in divisa e non, o che esercitasse una qualsiasi funzione pubblica di compiere i più efferati atti criminali con la convinzione di essere nel giusto e di fare il bene della Germania. Come in ogni loro cosa i Nazisti erano maestri in questa loro intossicazione di ogni comportamento verso i propri simili.

Un altro aspetto che va ascritto al popolo tedesco in senso negativo che rappresenta una forma larvata di vigliaccheria e di arbitrio è una norma che per tutto il secondo dopoguerra è stata ampiamente evocata durante i processi a militari tedeschi accusati di crimini contro l’umanità.

 



[1] Schreiber G., Gli Italiani internati nei campi di concentramento del III Reich. 1943 -1945.Roma, Ministero della Difesa, Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio Storico, 1992. Pag. 744 e segg.

giovedì 19 gennaio 2023

27 gennaio 1945. La Liberazione di Auschwitz. Il significato.


La data del 27 gennaio 1945, giorno in cui l’Armata Rossa, penetrando in territorio della Ex Polonia liberò il campo di sterminio di Auschwitz e dei relativi sottocampi di Birkenau I e II, è stata assunta a simbolo dell’internamento in Germania. Quelle che erano voci in merito alla esistenza di campi di concentramento e di sterminio in Germania, via via stavano avendo conferma. La liberazione di questo campo pose davanti a tutto il mondo l’evidenza di quanto era stato proclamato dal Nazismo: gli avversari dovevano essere eliminati. E così fu. Nonostante tutta la propaganda, i nodi stavano vendendo al pettine. Chi era contro il nazismo non aveva diritto di sopravvivere. Pertanto questo sistema di stato, alimentato dalla ideologia nazista, aveva fin dalla sua presa di potere, aperto luoghi ove prima rinchiudere e poi eliminare i propri avversari. Tutti coloro che furono internati combatterono la loro battaglia disarmati, testimoniando l’assurdità di tale assunto e portando i nazisti a rispondere dei loro atti, atti che determinarono nel Diritto Internazionale e nel diritto delle genti il concetto di “crimine di guerra”, e di “crimine contro l’umanità, nel momento in cui si violano le leggi del diritto umanitario e le leggi dei diritti dell’uomo. Tutti gli internati in Germania combatterono la loro guerra per la liberazione da questa ideologia, da questa continua violazione dei diritti dell’uomo, da questa violenza perpetuata senza limiti e condizioni che si dimostrò il nazismo nella sua totalità. Internati combattenti dietro il filo spinato, che dimostrarono che l’uomo oltre certi limiti non può andare e deve sempre rispettare le leggi della umana convivenza. Si crea, come ampiamente abbiamo detto, il Terzo fronte della Guerra di Liberazione, in Italia, parte integrante di quella lotta alla ideologia nazifascista, che tutta l’Europa libera combatte nella seconda guerra mondiale. Non è, la liberazione di Auschwitz il 27 gennaio 1945 una data che si può relegare all’Olocausto, allo sterminio di un popolo, quello ebreo, è anche questo nel grande rispetto del popolo israelita e dei suoi enormi sacrifici che dovette sopportare. E’ la lotta dell’uomo libero contro l’uomo-belva, che non rispetta alcuna legge ed alcuna norma condivisa, ma solo quelle che lui ha deciso di darsi e rispettare a tutto suo vantaggio.


 (massimo coltrinari)

 


lunedì 9 gennaio 2023

INFOCESVAM - BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

 

INFOCESVAM

BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

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ANNO IX, 35/36, N. 6, Novembre – Dicembre 2022, 1 gennaio 2023

IX/6/626 La decodificazione di questi numeri è la seguente: IX anno di edizione, il mese di edizione di INFOCESVAM, 626 il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro Azzurro. L’ultima indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento. Questo numero è principalmente  dedicato alla indicazione dei blog attivati come complemento della piattaforma www.cesvam.org

IX/6/627 – Il volume “Il Quadro di Battaglia del Regio Esercito Italiano – 10 giugno 1940 a cura di Massimo Coltrinari e Luigi Marsibilio è stato pubblicato. Progetto “Ordinamenti”. Il volume è disponibile presso la segreteria dell’Istituto.                                                  

IX/6/628 Il Volume dedicato alla storia delle compagnie telegrafiste nella Prima Guerra Mondiale di Monica Apostoli è giunto alla fase del manoscritto 4. Avuto il visto del Collegio dei redattori è stato proposto alla Presidenza della Associazione Nazionale Trasmettitori per una pubblicazione congiunta. A metà gennaio 2023 riunione per le decisioni operative.

IX/6/629 Il blog www.atlantestrategico.blogspot.com riporta il quadro di insieme dei maggiori fatti geopolitici del momento attraverso carte esplicative. Utile per l’aggiornamento dei dati di situazione riguardante i maggiori problemi. Attivi i limk di riferimento per l’approfondimento dei temi proposti.

IX/6/630. Dal 15 gennaio 2023 l’Università “N Cusano” riprende appieno in presenza le sue attività sospese per via della esigenza sanitaria. Il ricevimento studenti sarà quindi anche in presenza per coloro che gravitano su Roma, fermo restanti le modalità seguite fino ad ora. Info  www.unicusano.it/master

IX/6/631 Albo d’Oro Nazionale dei Decorati al Valor Militare. Il Dott. Roberto Orioli ha predisposto il programma base per la alimetazione con l’iscrizione dei decorati; attivato il collegamento con l’Archivio Digitale in essere.

IX/6/632 Il blog www.guerradiliberazionelastoria.blogspot.com riporta dati ed indicazioni riguardante elementi di aggiornamento del Dizionario minimo della Guerra di Liberazione 1943-1945. Indicazioni in merito sono riportati in merito al Volume dedicato agli Indici ed ai Percorsi di Ricerca

IX/6/633 Il volume dedicato alla Prigionia in Africa Orientale nel secondo conflitto mondiale  a raggiunto la realizzazione del manoscritto n. 2 Una sessione di ricerca è stata svolta il 13 e il 14 dicembre sia presso l’Archivio di Stato di Roma sia presso l’Ufficio Storico dell’Esercito a Via Lepanto dal Direttore, e dal  Dott. Giovanni Riccardo Baldelli.

IX/6/634. Albo d’Oro Nazionale dei Decorati al Valor Militare. Indetta una riunione il 10 gennaio 2023 per l’attivazione delle modalità di alimetazione. Saranno Presenti il Direttore del CESVAM, il Dott. Orioli e la dott. Chiara Mastrantonio per la prima azione di tutoraggio.

IX/6/635 E’ uscito il n. 4 del 2022 Anno LXXXIII, Supplemento XXVII, Ottobre – Dicembre 2022, 27° della Rivista, di “QUADERNI” . Eventuali copie possono essere richieste alla segreteria (segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org)

IX/6/636 Il blog www.prigioniadiguerra.blogspot.com riporta gli aggiornamenti del Dizionario minimo della Grande Guerra. Inoltre indicazioni sui volumi dedicati alle “Riflessioni sulla Grande Guerra” N. 13, n.14, n.15 della Collana I Libri del Nastro Azzurro

IX/6/637 Il blog www.uniformologia.blogspot.com riporta indicazioni sul costume  militare recente; in particolare riporta le uniformi della ex URSS  e dei Paesi del Patti di Varsavia. Inoltre tavole sinottiche dei gradi e distintivi e decorazioni degli eserciti dei paesi citati. Base per eventuali tesi di laurea riguardanti la Unione Sovietica e  il suo potere militare.

IX/6/638 Glossario 1945 per il Dizionario minimo della Guerra di Liberazione 1943 -1945. Alla data del 31 ha raggiunto e oltrepassato i 1000 previsti. Attualmente è alla revisione degli Autori. Contattata la Casa Editrice per la edizione a Stampa prevista per la metà del mese di Gennaio 2023.

IX/6/639 Il blog www.internamentoereticolati.blogspot.com riporta gli aggiornamenti sulla ricerca dedicata l’Internamento in Germania dal 1943 al 1945. Documenti per sostenere la tesi del III Fronte della Guerra di Liberazione. Sono state lette indicazioni che gli internati in Germania non fecero parte della Guerra di Liberazione. La prima domanda da porre a questa tesi è: alloca chi sono?.

IX/6/640 Target di Piattaforma Cesvam per Gennaio 2023. Aggiornamento Comparto “QUADERNI2 con l’inserimento di tutte le copertine della Rivista uscite fino al dicembre 2022

IX/6/641 La Rivista “QUADERNI ON LINE” ha avuto nel 2022 26036 lettori/accessi con una media di circa  2200 lettori/accessi con punto di oltre 3000 nei mesi più attivi.

IX/6/642  Il blog www.storiamilitare.blogspot.com riporta le tracce di tesi per il Master in Storia Militare Contemporanea  per la IV Edizione, Anno Accademico 2021

IX/6/643– Compendio 1945 del Dizionario minimo della Guerra di Liberazione è arrivato al manoscritto n. 5 E’ predisposta la stampa presso la Casa editrice per la fine del gennaio 2023

IX/6/644. Nel n. 6 del 2022 del Periodo dell’Istituto nella IV di Copertina sono state pubblicate le Copertine dei Volumi 13, 14,15 su “Riflessioni sulla Grande Guerra” che completano il Dizionario Minimo della Grande Guerra

IX/6/645 -  Ricerca materiali ed iconografia del Nastro Azzurro. Approntato un piano di ricerca delle Medaglie e delle Produzioni dell’Istituto al fine di acquisire documentazione per i Libri del Centenario in fase di approntamento.

IX/6/646  Il blog www.studentiecultori.blogspot.com riporta indicazioni sulle modalità didattiche della frequenta dei master. In particolare indicazioni  sullo stato di apprendimento dei testi preposti tramite test facoltativi.

IX/6/647. Il blog “Atlanteitalia.blogspot.com raccoglie le note sulla situazione italiana attraverso le carte. Attualmente dei blog geografici è il meno frequentato, forse per via del mancato aggancio ai motori di ricerca.

IX/6/648 Target di Piattaforma Cesvam per Gennaio 2023. Aggiornamento Comparto “QUADERNI ON LINE con l’inserimento di tutti Indici fino al Dicembre 2022. Attualmente sono riportati gli indici fino al n. 55 riferito al Luglio 2020.

IX/6/649.  Il blog www.atlanteuropa.blogspot.com raccoglie le note di aggiornamento delle sinossi del Master di Politica Militare Comparata in relazione agli eventi sul confine orientale europeo e le sue conseguenze, soprattutto sul piano energetico e sull’equilibrio delle forze

IX/6/650 Prossimo INFOCESVAM sarà pubblicato il 1 marzo 2023. I precedenti numeri di Infocesvam (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM.

sabato 31 dicembre 2022

Auguri di Buone Feste

 L'AUGURIO PIU SINCERO 

CHE SI POSSA FARE IN QUESTI GIORNI DI FESTA 

E' CHE QUANTO ACCADUTO  NEL SECOLO SCORSO 

NON ABBIA PIU AD AVVADERE NEI SECOLI FUTURI


BUON ANNO




Cartello apposto all'ingresso  del campo di concentramento di Brennendock in Belgio nel 1941

venerdì 9 dicembre 2022

Compendio 1945. III Fronte Internamento. L''inferno nell'Inferno

 

 

Vari furono gli eccidi che si commisero a danno degli internati italiani in Germania. Nel 1944 si diffusa la voce ripetuta da varie fonti che a Leopoli, oggi in Ucraina, furono uccisi 2000 soldati italiani. Nel 1988 si sparse la voce, soprattutto ad opera di giornalisti polacche che a Leopoli i tedeschi avevano ucciso 10.000 soldati italiani, per lo più internati a Leopoli. Inoltre altre fonti attestano che dai 1000 ai 2000 soldati italiani siano stati uccisi a Siedice e a Chelmo. Una commissione di militari e di storici di alto livello nominata dall’allora Ministro della Difesa, Giovanni Spadolini, dopo un anno di indagine, accertò con prove inconfutabili che tutte le fonti erano infondate e che, alla prova dei fatti. Il numero dei soldati presenti nel  1944 e 1945 nell’area di Leopoli non ammontava alle cinfre indicate. Inoltre incideva molto il fatto che in questa area erano stati allestiti diversi magazzini militari italiani di vestiario ed equipaggiamento e con la crisi del settembre 1943 furono abbandonati, e successivamente saccheggiati dalla popolazione; pertanto molti indossarono divise italiane, ma non erano soldati italiani.[1]

 

Una costellazione di eccidi in quel marzo aprile 1945, spesso senza significato apparente, che colpiva non solo gli italiani ma tutti gli internati in Germania, che a buon ragione permette di dire che gli ultimi due mesi di guerra in Germania sia veramente stato “l’inferno nell’inferno”, ulteriore caratterizzazione di questo fronte, che per lo più è anche di difficile documentazione.



[1] Ministero della Difesa, Commissione Ministeriale d’indagine sul presento eccidio di Leopoli avvenuto nell’anno 1943, Relazione conclusiva, Roma, 1988. Inoltre vd. Schreiber G., Gli Italiani internati nei campi di concentramento del III Reich. 1943 -1945. pag. 752 e segg.

sabato 19 novembre 2022

Compendio 1945. Internamento III Fronte L' articolo 47 del Codice Penale Militare Tedesco

 

Un altro aspetto che va ascritto al popolo tedesco in senso negativo che rappresenta una forma larvata di vigliaccheria e di arbitrio è una norma che per tutto il secondo dopoguerra è stata ampiamente evocata durante i processi a militari tedeschi accusati di crimini contro l’umanità.

 

Questa norma permetteva nel 1945, ed anche negli anni precedenti, ad ogni tedesco armato di compiere i più efferati delitti e crimini contro i suoi simili, senza che ne fosse chiamato a rispondere; in pratica lo trasformava da uomo pensante in un animale feroce senza freni. Quello che abbiamo definito per i nostri militari Internati in Germania l’”inferno nell’inferno” origina da questa norma giuridica che di legale e civile a poco e nulla e a riportato un paese che si definiva civile alla più pura barbaria.

 

Un'altra norma che incise fortemente nel comportamento dei militari tedeschi è il paragrafo 47 del Codice Militare Penale tedesco. Un paragrafo che nel dopoguerra offrì a tutti gli accusati di crimini di guerra una comoda via d’uscita per liberarsi delle responsabilità personali dei crimini commessi.

 

Scrive ancora Gerard Schreiber.

“se nell'esecuzione di un ordine di servizio viene violata una legge penale il solo responsabile e il superiore che ha impartito quell'ordine”. In un ambiente dove vigeva il principio di ordine e obbedienza il disposto del paragrafo serviva probabilmente nei casi dubbi a togliersi qualche peso dalla coscienza. Il dipendente poteva essere tuttavia accusato di concorso nel reato qualora avesse ecceduto nell'eseguire l'ordine o fosse stato a conoscenza che l'ordine del superiore riguardava un'azione finalizzata ad un reato di carattere civile o militare.

Il paragrafo 47, quindi, mentre stabiliva che gli appartamenti e le Forze Armate tedesche non avevano né la facoltà né il dovere di eseguire ordini criminali, sottraeva nel contempo da ogni procedimento giudiziario tutti coloro i quali, avendone o meno il diritto, si fossero difesi in modo convincente appellandosi alla clausola della consapevolezza. E’ lecito supporre che quel paragrafo 47 non facesse che cresce l'ignoranza ed attenuasse gli scrupoli morali specie in tempo di guerra quanto erano in gioco delle vite umane, ossia il bene più prezioso in uno stato di diritto.”[1]



[1] Schreiber G., Gli Italiani internati nei campi di concentramento del III Reich. 1943 -1945. Cit. pag. 746 e segg.

giovedì 10 novembre 2022

Campo di Concentramento di Chelmo

 


Ebrei del Distretto di Lodz. in procinto di essere deportati al campo di sterminio di Chelmo nel 1941

domenica 30 ottobre 2022

Compendio 1945. Il fronte dell'Internamento. Il terzo anno. III parte Il Katastrophenerlass.

 Il decreto per le uccisioni senza colpa.

I tedeschi nel 1944, su input dell’infaticabile ministero della propaganda, Goebbels, avevano aderito in massa a portare la guerra al limite estremo. Fu la scelta della guerra totale, quella che per molti storici è stata definita “l’ora dell’idiozia”, che va ascritta ad un popolo che non ha la forza e la capacità di fermarsi e cambiare nel momento in cui appare quanto mai evidente che ogni sforzo ed ogni sacrificio non solo è vano, ma anche inutile. Sulla scia di questa scelta tra i tanti decreti e disposizioni occorre citare il “Katastrophenerlass”, ovvero il “Decreto in caso di catastrofi”.

 

Scrive Gerhard Scriber:

Detto decreto trae origine dall’estate 1943. Nel corso dei violenti bombardamenti subiti dalla città di Amburgo il “Hohere SS- un Polizeifuhrer, la più alta autorità delle SS e della polizia, aveva ordinato di propria iniziativa di fucilare  “senza sottoporli ad un qualsiasi giudizio, dei saccheggiatori stranieri colti sul fatto”. Himmler approvò questa procedura a posteriori dandone comunicazione a quanto pare con una circolare a tutti gli Hohere ss-un Polizizeifuhrer. E nell’autunno del 1943 lo stesso Himmler decise di sostituire detta circolare con un decreto speciale per attribuire un “sicuro fondamento giuridico” a quelle condizioni che si sarebbero dovute d’ora in avanti applicare a casi simili. Non si deve infatti ignorare che nel corso e in seguito ai succitati bombardamenti, detenuti evasi dal carcere ed elementi stranieri avevano saccheggiato la città anseatica commettendo gravissimi crimini. Come “Geheime Reichssache (documento segretissimo di interesse del Reich) questo decreto doveva essere “portato a conoscenza di tutti gli uffici esecutivi interessati.” Le autorità del Reich non pubblicarono mai in forma ufficiale detto Katastrophenerlass, ma anche dopo il 1945 alcuni giuristi hanno sostenuto che malgrado ciò il decreto fu giuridicamente vincolante.”[1]

Il decreto in questione permise a qualsiasi tedesco in divisa e non, o che esercitasse una qualsiasi funzione pubblica di compiere i più efferati atti criminali con la convinzione di essere nel giusto e di fare il bene della Germania. Come in ogni loro cosa i Nazisti erano maestri in questa loro intossicazione di ogni comportamento verso i propri simili.



[1] Schreiber G., Gli Italiani internati nei campi di concentramento del III Reich. 1943 -1945.Roma, Ministeero della Difesa, Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio Storico, 1992. Pag. 744 e segg.

domenica 9 ottobre 2022

Compendio 1945. Il fronte dell'Internamento. Il terzo anno. II parte

 Progetto

Dizionario minimo della Guerra di Liberazione

Con l’inizio dell’anno nuovo si ebbe in Germania la conferma, dopo il fallimento della offensiva delle Ardenne, sul fronte occidentale, che la guerra era perduta. Mentre ad oriente l’Armata Rossa avanzava con progressione sistematica verso i confini orientali del Reich, ed il 27 gennaio 1945 libero il campo di Auswitch, situato in territorio dell’ex-Polonia, la speranza dei nazisti non era di vincere la guerra, ma di avere la possibilità di sopravvivere con una pace separata con il mondo occidentale, era ormai ridotta al lumicino. A Berlino si sperava in questa soluzione diplomatica perché non ci si capacitava che Waschington ma soprattutto Londra permettessero alla Unione Sovietica di penetrare così in profondità nel centro dell’Europa. Che vittoria sarebbe stata, per gli Alleati, avere una Germania distrutta e i sovietici padroni di quasi tutta l’Europa? Una speranza che ogni giorno che passava si rilevava sempre più inconsistente, ma che alimentava le forme di resistenza estreme. Questa speranza di un rivolgimento delle alleanze, con gli Alleati che si univano ai nazisti per far indietreggiare i Sovietici spingeva ogni nazista a combattere fino all’estremo, anche se si combatteva senza speranza alcuna. Mentre al fronte, sia quello orientale che quello occidentale, i soldati combattevano solo per sopravvivere, il fronte interno si vitalizzava e compattava ulteriormente. Le autorità centrali emanarono direttive sempre più drastiche e draconiane, dando un potere illimitato alle autorità regionali e locali, che tra l’altro, le interpretavano in modo sommario ed arbitrario. Nei volumi precedenti abbiamo accennato che gli Italiani, nella considerazione dei tedeschi in genere, e quindi anche delle Autorità di qualsiasi livello, nella scala del disprezzo, dell’odio, della considerazione e del rispetto verso gli “stranieri” erano al di sotto di tutti, si potrebbe dire quasi  anche al di sotto delle persone di razza slava in genere, e dei russi in particolare.    

 

Questo aspetto, sommando tutti i fattori, contribuì nei mesi di marzo ed aprile 1945, per gli Italiani in Germania, ma non solo per loro, a creare quello che abbiamo indicato come “l’inferno nell’inferno”.  Furono mesi terribili, aggravati ancor più del fatto che si aveva la percezione che la guerra, e con essa tutte le sofferenze, stesse per terminare.

lunedì 19 settembre 2022

Compendio 1945. Il fronte dell'Internamento. Il terzo anno. I parte

 

Il terzo anno della Guerra di Liberazione sul fronte dell’Internamento fu ancora più devastante e terribile dei precedenti tanto che si può parlare, per essere aderenti alla realtà, di “inferno nell’inferno”. Nei quattro mesi e qualche giorno di guerra, da gennaio a maggio 1945 emersero, con tinte ancora più fosche, i caratteri negativi le caratteristiche di questo fronte. Le terribili sofferenze dovute ai maltrattamenti alle pessime condizioni igienico-sanitarie, alla fame, al freddo, allo scarso vestiario, e alle pessime condizioni dei luoghi di lavoro, che si sommavano ad una situazione generale dovuta alla guerra, che già di per se stessa, era insopportabile, si accentuarono ulteriormente. Questo non solo in Germania e nei territori che ancora occupava, ma anche in tutti i paesi ove vi erano italiani internati, compreso l’Estremo Oriente, che ormai subivano il peso di sei anni di guerra.

Andando con ordine, e collegandoci alla situazione dell’anno precedente, si può dire che, sul versante degli aiuti provenienti dalla madre patria, la situazione continuava ad essere insufficiente.

La Repubblica Sociale Italiana, nel quadro della assistenza agli italiani in Germania, siano essi civili volontari per lavoro, deportati o internati militari, o prigionieri a qualsiasi titolo, era quasi impotente. Tutti gli italiani erano in balia della volontà delle autorità locali e regionali, in particolare del personale preposto ai campi di concentramento, del singolo tedesco armato. Tutti gli italiani erano considerati “forza lavoro” e come tale dovevano essere trattati, come degli “inferiori” al servizio del tedesco e dello sforzo bellico nazionale.

venerdì 19 agosto 2022

Compendio 1945. III Fronte. Internamento. Il Rimpatrio VI Parte L'accoglienza triste ed amara

 

Il ritorno in Italia, quindi, fu amaro:

“.. I prigionieri che rientravano dalla Germania incarnavano … la disfatta dell’8 settembre che dagli Italiani non era stata del tutto superata. Il tanto agognato ritorno in patria degli ex-internati fu dunque percepito a volte come l’arrivo in un paese straniero. Le privazioni sofferte durante la detenzione sembrarono agli ex IMI ancora più insensate alla luce del degrado sociale che erano costretti ora a sperimentare. Ciò che i reduci trovarono particolarmente offensivo erano lo scetticismo che spesso, benché sottaciuto, serpeggiava in ambito privato.”[1]

 

La loro vittoria sui carcerieri tedeschi, la loro resistenza che passò come la “resistenza del filo spinato”, che di fatto delegittimò la Repubblica Sociale Italiana, una gloria della Guerra di Liberazione, privandola della sua migliore gioventù[2], non fu riconosciuta, Anche qui una vittoria amara, foriera di ogni tristezza.

 



[1] Ministero degli Affari Esteri di Italia e Germania, Rapporto della Commissione storica italo-tedesca, Luglio 2009.

[2] Una adesione in massa dei oltre 650.000 Internati in Germania, ammesso che i tedeschi li avrebbero liberati e ceduti ai repubblichini, sarebbe stata la più grande vittoria che la Repubblica Sociale potesse sperare in termini di adesione e consenso.

domenica 31 luglio 2022

Compendio 1945 III Fronte Internamento. Il Rimpatrio Il Totale dei Caduti.

 

 

Su questo fronte si deve registrare un numero che varia da 43000 a 50000 a seconda delle fonti, di cui circa 25.000 per inedia, malattie e maltrattamenti, 5000 uccisi, veri e propri omicidi autorizzati, 3000, vittime dei bombardamenti alleati, 10.000 tra gli internati costretti al lavoro obbligatorio, per via di incidenti, malattie, fame, percosse ecc. 7000 morirono sul Fronte Orientale fra gli IMI inquadrati nei Battaglioni militarizzati al seguito dell’Esercito tedesco per lo sgombero delle macerie o peer la realizzazioni di fortificazioni ed altri lavori. A questi Caduti occorre aggiungere un numero altissimo, ma imprecisato, ed impossibile da precisare, di malati che dopo il rientro in Italia morirono in conseguenza o per effetto della loro permanenza nei Lager. Se agli I.M.I. non è toccata una sorte peggiore, quale quella degli Ebrei e dei Prigionieri Russi, lo si deve alla necessità del Reich nazista di avere manodopera per sostituire decine di migliaia di lavoratori tedeschi rendendoli disponibili all’arruolamento per le forze combattenti.