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domenica 27 gennaio 2013

Giornata della Memoria. Ipotesi di pubblicazione

L'ipotesi di una pianificazione per l'anno successivo può essere utile per una preparazione della Giornata della Memoria ha tutto tondo. Il messaggio che si deve preparare deve essere calibrato sui destinatari, ovvero i ragazzi delle scuole superiori. I concetti devono essere chiari e concisi in base a dei "capstone", che che possono essere individuati nei seguenti:

. L'Ideologia
. La legislazione razziale
. Le discriminazioni
. I Ghetti
. La Soluzione Finale
. I Campi
. I processi
. La Memoria

Per ogni "capstone" si deve dare la definizione del medesimo, la descrizione, alcuni esempi, e il commento finale.
Per evitare che il lavoro possa superare la soglia della sintesi ed essere appesantito, si rinvia per eventuali approfondimenti o ulteriore documentazione ai siti di riferimento o a questo blog.

Eventuale documento di pubblicazione, può avere questa struttura: Copertina, Titolo, Presentazione, Prefazione, Testo, Postfazione, Bibliografia di riferimento, Corredo Iconografico.



martedì 22 gennaio 2013

Materiali per la Giornata della Memoria


Nel quadro del progetto Storia in Laboratorio, che interessa varie scuole, in occasione della Giornata della Memoria, è stato distribuito agli insegnati vario materiale utile per una presentazione ampia di questo evento. Tra i libri è stato anche dato o segnalato  il volume a cura di Walter Laquer, edizione italiana a cura di Alberto Cavaglion, Dizionario dell'Olocausto, Torino, Einaudi, 201, pag, 879.
 Si riporta  di seguito il Breve Glossario Minimo dell'Olocausto, inserito in questi materiali

Breve Glossario Minimo
Aktionen: i rastrellamenti di ebrei per le strade del ghetto per poi deportarli nei campi di concentramento e nei campi di sterminio
Auschluss: l’annessione della Austra alla germania operata da Hitler nel marzo del 1938
Arbeit macht frei: letteralmente “Il lavoro rende liberi” . Iscrizione sul cancello d’ingresso di moltissimi campi di concentramento e di sterminio. La più nota è quella di Auschwitz. Parata a dimostrazione della perfidia nazista
Aussweis: Passaporto, lasciapassare. Senza, significava perdere la propria identità
Bibelforscher: Letteralmente “Studiosi della Bibbia”. Antico nome che veniva dato ai testimoni di Geova in Germania
Einsatzgruppen: Unità indipendenti mobili create alla vigilia dell’invasione della Unione Sovietica nel 1941 aventi il compito di sterminare i popoli inferiori (ebrei, gitani, rom,) ed al tre categorie ritenute inferiori o pericolose (omosessuali)  e i Commissari Politici del Partito Comunista della URSS.
Hitlerjugend. Letteralmente “Gioventù Hitleriana” .Organizzazione del Partito Nazionalsocialista Tedesco. Vi era inquadrata tutta la gioventù tedesca sotto il regime nazista.
Judenrat. (plurale Judenrate). Consiglio ebraico nei Ghetti, nominato e tollerato dai Nazisti
Notte dei Cristalli: Nome nazista ( in tedesco Kristallnacht) pe ri pogrom del 9 e 10 novembre 1938. Disordini violenti antiebraici provocati dalle SA, che si attuarono, nella ricorennza della cerimonia del colpo di stato del 9 novembre 1923 a Monaco non riuscito, che si verificò come rappresaglia dopo che un giovane ebreo tedesco assassinò a Parigi un diplomatico tedesco. Il progromsi attuò in tutta la Germania nello spazio di una sola notte.
 Kapò: Deportato alla guida di un Commandos (vds) operante nei campi. Il nome ha assunto un significato quanto mai negativo per la crudeltà e l’efferatezza con cui questi deportati inferivano sui loro compagni
 Kommandos: Squadre di lavoro forzato nei campi di concentramento
 NSDAP: National-Sozialistiche Deutsche Arbeiter Partei, Partito NazionaSocialista dei lavoratori tedeschi
Shtadlanut: atto delle comunità ebraiche quando, prive di rappresentanza politica, scelgono un portavoce, lo shtadlan, capace di farsi sentire o negoziare con le autorità Naziste
 Mischling: termine usato per definire chiunque fosse per metà ebreo.
 Shtetl: quartieri ebraici nei villaggi dell’Europa del nord est
 Yishuv o Yishouv: comunità ebraica che vive in Palestina

mercoledì 16 gennaio 2013

Siti in cui si possono trarre documentazione sullo sterminio nazista contro i cosiddetti popoli inferiori



Titolo del sito “Gli Einsatzgruppen”
Le “unita di sterminio” furono istituite prima della invasione della URSS da parte della germania, allo scopo di sterminare gli ebrei, i rom e i gitani in genere ed i commissari politici del Partito Comunista Sovietico
In Inglese con fotografie

Titolo del sito “The Ernest and Elisabeth Cassato memorial pages: Survivors of the Holocaustus”
Sopravissuti. In Inglese con fotografie

Titolo del sito “Esposizioni delle immagini dell’Olocausto”
Sito Belga in lingua francese. Attenzione: fotografie terrificanti

Titolo del sito “L’altra faccia del genocidio”
Il destino di centinaia di migliaia di vittime del genocidio commesso dalle forze di occupazione naziste in Unione Sovietica. Articolo di Philippe Burrin autore di Hitler et les Juifs: genèse d’un genocide, pubblicato in Le Monde Diplomatique

Titolo del sito “Holocaust & Genocidi Studies”
Sito sui tanti genocidi (armeni,ebrei, ruandesi ecc.) In Inglese. Numerosi links

Titolo del sito “Marzo-aprile 1943: la deprtazione degli ebrei di Salonicco”

Titolo del sito “L’innegabile Olocausto”
Una vastissima raccolta di documenti, fotografie, lettere ecc. Le operazioni dei Einsatzgruppen in Russia, lo sterminio di massa, gli esperimenti medici. Un sito estremamente ricco di informazioni

per contatti: prigionia@libero.it


martedì 8 gennaio 2013

Racconto di guerra di Domenico Ferraro



Nel giugno del 1942, all’età di 20 anni, sono partito per il servizio militare; ho preso il treno alla stazione di Sibari, in provincia di Cosenza, e sono arrivato alla caserma di Lecce.  
Per via della guerra, (seconda guerra mondiale), sono stato mandato, insieme al mio reggimento, in missione a Patrasso, in Grecia. Da combattente ho attraversato il vasto territorio di questo paese a piedi, dal 1942 al 1943, fino quando, raggiunto l’Armistizio il 6 o 7 di settembre del 1943, sono stato fatto prigioniero dai tedeschi e condotto in Germania, con altri 4000 soldati circa di varie nazioni. Viaggiammo su un treno di bestiame talmente sovraccarico da avere bisogno di due locomotive per essere trainato. Il treno non attuò nessuna fermata durante il lungo e infernale viaggio, ricordo che non riuscivamo nemmeno a muoverci e l’odore all’interno del vagone era nauseabondo. Ci avevano detto che ci avrebbero riportati in Italia, ma non fu così.
Quando giungemmo ai confini dell’Italia un Sergente Maggiore della Sicilia si rese conto che il treno si stava allontanando dal nostro Paese per dirigersi verso la Germania.
 Arrivati in Germania, ad una stazione, il treno si fermò, non so per quale motivo, forse per fare rifornimento, ricordo soltanto che qualcuno ha cercato di fuggire e furono fucilati davanti ai nostri occhi dalle sentinelle tedesche. Poi siamo ripartiti per arrivare infine a destinazione:  non ricordo il nome della città dove siamo stati condotti, ma ho nitida l’immagine del campo che ci attendeva, si chiamava il campo B.
La notte dormivamo nelle baracche di legno, in lunghe camerate freddissime con una coperta sottile che doveva servire a ripararci dal ghiaccio notturno: in molti si ammalarono di bronchite perdendo la vita. La mattina venivamo svegliati dalle urla dei soldati tedeschi e a stomaco vuoto venivamo portati nei campi di lavoro, dove restavamo per ore sotto l’acqua e la minaccia dei fucili tedeschi. Questo per sei mesi circa. Eravamo più di 4000 detenuti. Dopo 6 mesi fui trasferito insieme ad altri detenuti, 10 italiani ed un’olandese, a Triebes, perché ritenuti più esperti nel lavoro. Uno dei detenuti con cui sono stato trasferito si chiamava Ciardi Ciardini, un toscano che abitava, in Italia, in via pistoiese nr.11, a Prato vicino  Firenze.  A Triebes dormivamo a lineden strass nr. 6, vicino all’ abitazione di una vedova: Irmergard Martin.  A Triebes  ci hanno fatto scavare un tunnel di 50-60 Km di lunghezza,  5 mt di profondità e 3 di larghezza, che andava da una fabbrica all’altra (la Brabbak); lavoravamo di notte, in condizioni animalesche con pioggia, fango, freddo e fucili puntati sempre addosso. La mia prigionia a Triebes è durata per due lunghissimi anni, dove mi hanno fatto fare qualsiasi tipo di lavoro: dalla riparazione delle strade, al rifacimento dei ponti distrutti dai bombardamenti, dalle recinzioni dei campi di concentramento, alle pulizie dei bagni, fino ai lavori privati dei militare tedeschi.
Nel 1945 fui salvato per miracolo dagli Americani, i quali mi hanno sfamato per 40 giorni, in quanto alla mia liberazione (come la maggior parte dei prigionieri) versavo in condizioni fisiche precarie, pesavo infatti solo 33 kg.
 Il 15 Giugno del 1945 sono rientrato in Italia, e dopo solo un mese di permanenza a casa, sono stato richiamato dallo Stato italiano e mandato a Sannicandro, Bari, per un altro anno di vita militare.

Chi avesse ulteriori informazioni su questi avvenimenti è pregato di inviarle a ricerca23@libero.it