Proposta progettuale per la realizzazione del:
“PARCO DELLA MEMORIA E DELLA FRATERNITA’
”
A ricordo dei minatori caduti sul lavoro nelle miniere della Sardegna A.MI.ME, Associazione Minatori e Memoria odv – Tel.: +39 348 9014006, +39 338 5782759
Premessa
Le vicende minerarie che a partire dal 1720 hanno caratterizzato questo lem
bo di Sardegna, hanno lasciato segni così tangibili ed appariscenti a tale territo
rio, che nessun osservatore, anche volendo, potrebbe fare a meno di incrociare
con lo sguardo.
Non solo, ma altrettanti segni, immediatamente meno visibili ma ancor più
macroscopici, hanno violato il sottosuolo, ed i solchi praticati alla terra sono stati,
ben più, incisioni delle menti, dei cuori, delle membra.
È stata questa la storia di uomini e di donne di diversa estrazione e prove
nienza; è storia di affermazioni e di rinunce; è storia di esaltante ingegno e in
domita tenacia ma anche di disumana, lacerante, fatica e drammatica miseria; è
storia di famiglie e piccole comunità, alle volte remote, che dalle vicende mine
rarie hanno tratto riscatto di sopravvivenza.
È storia di sangue e di sudore, di maledizione e di ringraziamento, di delusio
ne e di forza d’animo, di rassegnazione e d’eroismo, di pianto e di coraggio, di
morte e di vita.
È anche storia di solidarietà, fuori e dentro la miniera, e di piccole storie e pic
coli uomini che nell’insieme furono però grandi.
È la storia di circa 1600, tra uomini, donne e bambini, che persero la vita diret
tamente o collateralmente alle attività di escavazione e trattamento dei minera
li che per oltre duecento anni vennero portate avanti alacremente in Sardegna;
ma ben più cospicuo è il numero di coloro che ne vennero irrimediabilmente
menomati nel corpo o che perirono a seguito delle patologie contratte durante
l’esercizio di tale attività: pneumoconiosi, saturnismo, idrargirismo, artrite reu
matoide!
La “voce sommessa”, alle volte elevata in “grido”, che ancora oggi si innalza
da tutti loro a domandare non ricchezza, non agiatezza, non prestigio, ma sem
plicemente umanità, è ciò che ci ha indotti a formulare la presente proposta.
Quello che dalla seconda metà dell’Ottocento si è consumato nel crocevia
del San Severino – Ceramica, tra i borghi minerari di San Giovanni, Bindua, Mon
te Agruxau e Monteponi, è storia di afflizioni, di speranze, di fede.
In questo contesto, il 4 Agosto del 1957, si inserì un piccolo gruppo di uomini,
religiosi della Congregazione del Padre Charles de Foucauld, che si stabilì ini
zialmente presso la sacrestia della Chiesa di San Severino in Bindua a condivide
re radicalmente la sorte dei più: del gruppo iniziale farà poi parte il ventiquat
trenne Piccolo Fratello Gerard Fabert.
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1 – Il Parco Memoriale
Il Parco Memoriale è un progetto partecipato che intende raccogliere ed
esprimere il proposito comunitario di contribuire al recupero dell’identità degli
operatori impegnati nei luoghi di miniera, pur auspicando rispettosamente an
che la riqualificazione dei siti estrattivi e dei territori circondariali sebbene com
piti, questi, spettanti ad autorità e competenze superiori; ciò attraverso un umile
apporto di gruppo indirizzato alla ricerca, presentazione e dolorosa testimo
nianza dei 1591 operai morti nel lavoro negli ultimi centocinquant’anni di storia
mineraria, onde onorare e trasmettere la memoria in funzione riflessiva e co
struttiva.
Il Parco Memoriale, promosso dall’Associazione Minatori e Memoria O.d.V.,
nasce dall’idea di Fratel Gerardo Fabert, fondatore della stessa Associazione;
questa si è costituita nel 2005 con lo scopo di documentare, salvaguardare e
tramandare il patrimonio storico e culturale delle miniere e dei minatori della
Sardegna.
Gerard Fabert (Metz 1933, Iglesias 2010) si distacca ventenne e per sempre
dalla regione di nascita, la Lorena francese, attratto per vocazione dal malessere
di genti e luoghi lontani, che si trovano in condizioni estreme di disagio e ab
bandono: così da poter vivere fedelmente “la vita nascosta dell’umile e povero
operaio di Nazareth”.
Condivide per un decennio il disagio come sacerdote e come minatore, con
mansione di perforatore in galleria, nella fraternità di Bindua (CI).
Dopo ventitré anni di missione nel Nord Est del Brasile torna in Sardegna;
nonostante l’elevato e molto avanzato carico patologico affrontato con la tena
cia di uno spirito puro capace di spostare un po' più in là lo stato terminale, con
tinua a lottare da protagonista per resistere ad ogni tentazione di rassegnazione
o scoraggiamento delle comunità o dei singoli uomini e donne.
Promotore e animatore di cooperative di lavoro e associazioni assistenziali,
l’ideazione del Parco Memoriale ha voluto essere l’ultimo atto di rispetto verso
le disgrazie operaie ed i lutti delle famiglie, prima di esalare serenamente
l’ultimo respiro circondato dagli amici della sua comunità.
Possedeva il senno e il sorriso limpido dei santi: mai troppo giovane per esse
re immaturo, mai troppo vecchio per essere finito.
Ha testimoniato con la sua vita che solo stando insieme i deboli possono di
ventare un po' più forti e così poter rendere l’esistenza più sopportabile.
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Nell’obbedienza alla propria coscienza si è martirizzato totalmente per ri
spondere alle attese della povera gente, cercando di cambiare in meglio alme
no qualcosa di un mondo troppo ingiusto.
1.1 - La Fattibilità
Gli indirizzi d’Ambito sono incentrati sulla realizzazione del Parco Geominera
rio, di cui il bacino metallifero rappresenta una delle aree più importanti, inteso
come strumento per la gestione e conservazione della memoria storica e
l’innovazione delle attività turistiche sostenibili, attraverso una visione unitaria
del complesso sistema territoriale dell’insediamento minerario […].
Il progetto d’Ambito assume la conservazione e il riequilibrio delle relazioni
fra le componenti ambientali e le matrici dell’insediamento storico minerario,
come guida per la riorganizzazione dell’intero paesaggio.
Il progetto identifica il fulcro del sistema nel centro di fondazione medioeva
le di Iglesias.
(Progetto d’Ambito del Piano Paesaggistico Regionale)
1.2 – Gli Obiettivi funzionali
• Memoria storica;
• Ricreazione e fruizione;
• Attività culturali;
• Attività didattiche;
• Educazione ambientale;
1.3 – Gli Interventi
✓ Creazione di nuovi collegamenti;
✓ Realizzazione di una rete di percorsi ciclopedonali;
✓ Riqualificazione percettiva del fronte strada;
✓ Sistemazione delle aree di accesso al Parco;
✓ Sistemazione scavalcafosso esistente;
✓ Sistemazione sentiero panoramico;
✓ Valorizzazione della percezione;
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✓ Realizzazione area parcheggio;
✓ Sistemazione del verde;
✓ Valorizzazione dei punti panoramici;
2 – L’Inquadramento Generale
2.1 – La Memoria Storica
Il punto focale dell’idea progettuale è quello della memoria storica.
Il Parco nasce quale elemento “fisico e spirituale” con cui ed in cui poter ono
rare e ricordare gli operai morti nel lavoro in miniera e nel perseguimento dei
propri diritti: affinché il patrimonio storico e culturale di questi luoghi e di que
ste genti non venga perso ma tramandato alle generazioni future.
Siano di guida le parole di Fratel Gerardo, ex minatore e ideatore del proget
to Parco Memoriale: “il sacrificio di questi uomini, donne e bambini deve essere
ancora oggi seme di vita e lezione per tutti”
2.2 – L’Identità dei luoghi
Profondo è ancora oggi il senso di identità degli abitanti delle frazioni mine
rarie incastonate come sono nei territori e nel paesaggio tipicamente marcato
dalle attività estrattive dismesse.
Queste persone amano definirsi ancora oggi “gente di miniera”; si sentono
parte integrante della storia che ha alterato questi territori.
La chiesa di “San Severino”, sorta alla fine dell’Ottocento, sconsacrata e ab
bandonata da più di trent’anni, ubicata in posizione centrale entro l’area ogget
to del presente progetto, è un simbolo di identità molto forte: prima
dell’abbandono essa fu luogo di culto, ritrovo e festa per tutti i minatori della
zona.
2.3 – La Partecipazione
La popolazione, gli ex minatori associati nella scrivente Associazione, condi
vide e sostiene l’idea del Parco quale luogo di pace e riflessione dove poter ono
rare e ricordare i propri cari.
In accordo con la popolazione sono state concertate le scelte del luogo, delle
funzioni, della gestione del Parco.
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Un Parco Memoriale in nome dei minatori caduti nelle miniere di Sardegna:
non un cimitero ma un luogo aperto alla vita sociale; un luogo di rispetto ma
anche di studio, svago, riposo.
2.4 – La Fraternità
All’interno della storia di questi luoghi e di queste comunità, il Parco della
Memoria esprime anche la ricerca di una nuova fraternità, simbolo della solida
rietà tra lavoratori delle miniere; espressione di comprensione e sensibilità nel
far proprie anche le ragioni dell’altro; capacità di condividere ciò che si è e si ha
con tutti e soprattutto con i paesi più poveri; attenzione per lo sviluppo di una
economia solidale e sostenibile.
2.5 – I Valori
I valori intrinseci del sito sono molteplici a partire dalla posizione baricentrica
rispetto al bacino minerario sud occidentale della Sardegna.
La specificità del deposito dei “Fanghi Rossi”, residui delle lavorazioni idrome
tallurgiche, conferisce al contesto un valore estetico, paesaggistico e identitario
da salvaguardare.
Diverse strutture di archeologia mineraria distribuite nel territorio rappresen
tano un patrimonio architettonico, storico e culturale inespresso.
Il tessuto insediativo dei villaggi dei minatori, abitati dalla “gente di miniera”,
salvaguarda la memoria dei luoghi.
Il ripristino delle relazioni interrotte tra questi elementi garantisce il recupero
dei luoghi e di un paesaggio fortemente caratteristico e caratterizzante.
2.6 – Il Risanamento
La presenza delle discariche minerarie costituisce un elemento di elevato ri
schio ambientale; l’intero comparto necessita di interventi di bonifica prelimina
ri a qualunque riutilizzo del territorio.
L’interruzione dell’attività mineraria e il conseguente mutamento
dell’economia locale ha comportato, e comporta, un elevato spopolamento dei
nuclei insediativi esistenti; nuclei nati come villaggi per minatori, per i quali
l’interruzione del legame con la miniera ha significato la perdita del senso di
appartenenza e dei connotati di origine, con il conseguente rischio di cancella
zione totale della memoria dei luoghi.
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2.7 – Gli Elementi Strutturali
➢ Itinerario panoramico e didattico;
➢ Nuovi attraversamenti;
➢ Percorsi panoramici;
➢ Valenze di archeologia mineraria;
➢ Scavi di Cungiaus;
➢ Deposito “Fanghi Rossi”;
➢ Chiesa di San Severino;
➢ Laveria G. Galletti;
➢ Pineta attrezzata di Bindua;
➢ Punti di accesso all’area;
3 - Le Fasi Preliminari
L’area oggetto del presente progetto è storicamente appartenuta alle fami
glie iglesienti Salazar, Gravellu, con una estensione iniziale intorno ai settanta
ettari; la proprietà Gravellu passò quindi agli eredi De Villa, Melis, Aresu
Ballocco, che dopo avervi edificato cascine ed una chiesa campestre (San Seve
rino), a partire dal 1852 frazionarono e cedettero gran parte della proprietà ini
ziale alla Società Monteponi, oggi IGEA S.p.A.
Le superfici individuate quale destinazione a Parco Memoriale e quelle im
mediatamente contermini, sono tutte inscritte al Foglio 213 del NCT del Comu
ne di Iglesias, e trovasi ubicate all’intersezione della S.S. 126 con la S.P. 84, tra gli
abitati di Monteponi, Bindua, Monte Agruxau.
I mappali 44, 45, 46, 47, 49, 559 e 564 sono quelli interessati dal Parco Memo
riale, mentre il 168, 242, 557, 560 e 596 sono quelli ad esso contermini; trattasi di
mappali tutti attualmente in capo alla società IGEA S.p.A., mentre solo la parti
cella siglata “A”, relativa alla chiesa San Severino, è parte del patrimonio immo
biliare del Comune di Iglesias: nel complesso tali aree sono vegetate a macchia
mediterranea ed in parte boscate a piante d’alto fusto (pini, ulivi, querce).
Sulla scorta della disponibilità e collaborazione della società IGEA, del Comu
ne di Iglesias e del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, i
volontari dell’Associazione scrivente si sono adoperati per la pulizia, la manuten
zione e la cura del verde presente nell’area, ripristinando e sistemando anche
parte della viabilità interna e della sentieristica.
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Nel 2010-2011, in virtù del consenso e sostegno della società titolare, si è dato
corpo al Parco Memoriale realizzando un primo cippo monumentale, ed appo
nendo sugli alberi ad alto fusto una prima serie di targhe a memoria dei mina
tori deceduti nelle miniere di Sardegna: operazione, quest’ultima, che si inten
deva portare a completamento con la sistemazione delle targhe personali di
tutti i 1591 deceduti censiti.
Nell’Aprile 2011, in occasione del primo anniversario della morte del Piccolo
Fratello minatore Gerard Fabert, si è rappresentato ai cittadini e alle autorità
quanto realizzato e quanto ancora da mettere in essere: si trattava infatti del
primo passo per il pieno compimento del tanto auspicato Parco Memoriale.