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domenica 9 novembre 2025

Relazione Parco della Memoria e della Fraternita

 Proposta progettuale per la realizzazione del: “PARCO DELLA MEMORIA E DELLA FRATERNITA’ 

” A ricordo dei minatori caduti sul lavoro nelle miniere della Sardegna A.MI.ME, Associazione Minatori e Memoria odv – Tel.: +39 348 9014006, +39 338 5782759

 Premessa 

 Le vicende minerarie che a partire dal 1720 hanno caratterizzato questo lem bo di Sardegna, hanno lasciato segni così tangibili ed appariscenti a tale territo rio, che nessun osservatore, anche volendo, potrebbe fare a meno di incrociare con lo sguardo. Non solo, ma altrettanti segni, immediatamente meno visibili ma ancor più macroscopici, hanno violato il sottosuolo, ed i solchi praticati alla terra sono stati, ben più, incisioni delle menti, dei cuori, delle membra. È stata questa la storia di uomini e di donne di diversa estrazione e prove nienza; è storia di affermazioni e di rinunce; è storia di esaltante ingegno e in domita tenacia ma anche di disumana, lacerante, fatica e drammatica miseria; è storia di famiglie e piccole comunità, alle volte remote, che dalle vicende mine rarie hanno tratto riscatto di sopravvivenza. È storia di sangue e di sudore, di maledizione e di ringraziamento, di delusio ne e di forza d’animo, di rassegnazione e d’eroismo, di pianto e di coraggio, di morte e di vita. È anche storia di solidarietà, fuori e dentro la miniera, e di piccole storie e pic coli uomini che nell’insieme furono però grandi. È la storia di circa 1600, tra uomini, donne e bambini, che persero la vita diret tamente o collateralmente alle attività di escavazione e trattamento dei minera li che per oltre duecento anni vennero portate avanti alacremente in Sardegna; ma ben più cospicuo è il numero di coloro che ne vennero irrimediabilmente menomati nel corpo o che perirono a seguito delle patologie contratte durante l’esercizio di tale attività: pneumoconiosi, saturnismo, idrargirismo, artrite reu matoide! La “voce sommessa”, alle volte elevata in “grido”, che ancora oggi si innalza da tutti loro a domandare non ricchezza, non agiatezza, non prestigio, ma sem plicemente umanità, è ciò che ci ha indotti a formulare la presente proposta. Quello che dalla seconda metà dell’Ottocento si è consumato nel crocevia del San Severino – Ceramica, tra i borghi minerari di San Giovanni, Bindua, Mon te Agruxau e Monteponi, è storia di afflizioni, di speranze, di fede. In questo contesto, il 4 Agosto del 1957, si inserì un piccolo gruppo di uomini, religiosi della Congregazione del Padre Charles de Foucauld, che si stabilì ini zialmente presso la sacrestia della Chiesa di San Severino in Bindua a condivide re radicalmente la sorte dei più: del gruppo iniziale farà poi parte il ventiquat trenne Piccolo Fratello Gerard Fabert. pag. 3 A.MI.ME, Associazione Minatori e Memoria odv – Tel.: +39 348 9014006, +39 338 5782759 1 – Il Parco Memoriale Il Parco Memoriale è un progetto partecipato che intende raccogliere ed esprimere il proposito comunitario di contribuire al recupero dell’identità degli operatori impegnati nei luoghi di miniera, pur auspicando rispettosamente an che la riqualificazione dei siti estrattivi e dei territori circondariali sebbene com piti, questi, spettanti ad autorità e competenze superiori; ciò attraverso un umile apporto di gruppo indirizzato alla ricerca, presentazione e dolorosa testimo nianza dei 1591 operai morti nel lavoro negli ultimi centocinquant’anni di storia mineraria, onde onorare e trasmettere la memoria in funzione riflessiva e co struttiva. Il Parco Memoriale, promosso dall’Associazione Minatori e Memoria O.d.V., nasce dall’idea di Fratel Gerardo Fabert, fondatore della stessa Associazione; questa si è costituita nel 2005 con lo scopo di documentare, salvaguardare e tramandare il patrimonio storico e culturale delle miniere e dei minatori della Sardegna. Gerard Fabert (Metz 1933, Iglesias 2010) si distacca ventenne e per sempre dalla regione di nascita, la Lorena francese, attratto per vocazione dal malessere di genti e luoghi lontani, che si trovano in condizioni estreme di disagio e ab bandono: così da poter vivere fedelmente “la vita nascosta dell’umile e povero operaio di Nazareth”. Condivide per un decennio il disagio come sacerdote e come minatore, con mansione di perforatore in galleria, nella fraternità di Bindua (CI). Dopo ventitré anni di missione nel Nord Est del Brasile torna in Sardegna; nonostante l’elevato e molto avanzato carico patologico affrontato con la tena cia di uno spirito puro capace di spostare un po' più in là lo stato terminale, con tinua a lottare da protagonista per resistere ad ogni tentazione di rassegnazione o scoraggiamento delle comunità o dei singoli uomini e donne. Promotore e animatore di cooperative di lavoro e associazioni assistenziali, l’ideazione del Parco Memoriale ha voluto essere l’ultimo atto di rispetto verso le disgrazie operaie ed i lutti delle famiglie, prima di esalare serenamente l’ultimo respiro circondato dagli amici della sua comunità. Possedeva il senno e il sorriso limpido dei santi: mai troppo giovane per esse re immaturo, mai troppo vecchio per essere finito. Ha testimoniato con la sua vita che solo stando insieme i deboli possono di ventare un po' più forti e così poter rendere l’esistenza più sopportabile. pag. 4 A.MI.ME, Associazione Minatori e Memoria odv – Tel.: +39 348 9014006, +39 338 5782759 Nell’obbedienza alla propria coscienza si è martirizzato totalmente per ri spondere alle attese della povera gente, cercando di cambiare in meglio alme no qualcosa di un mondo troppo ingiusto. 1.1 - La Fattibilità Gli indirizzi d’Ambito sono incentrati sulla realizzazione del Parco Geominera rio, di cui il bacino metallifero rappresenta una delle aree più importanti, inteso come strumento per la gestione e conservazione della memoria storica e l’innovazione delle attività turistiche sostenibili, attraverso una visione unitaria del complesso sistema territoriale dell’insediamento minerario […]. Il progetto d’Ambito assume la conservazione e il riequilibrio delle relazioni fra le componenti ambientali e le matrici dell’insediamento storico minerario, come guida per la riorganizzazione dell’intero paesaggio. Il progetto identifica il fulcro del sistema nel centro di fondazione medioeva le di Iglesias. (Progetto d’Ambito del Piano Paesaggistico Regionale) 


 1.2 – Gli Obiettivi funzionali • Memoria storica; • Ricreazione e fruizione; • Attività culturali; • Attività didattiche; • Educazione ambientale; 1.3 – Gli Interventi ✓ Creazione di nuovi collegamenti; ✓ Realizzazione di una rete di percorsi ciclopedonali; ✓ Riqualificazione percettiva del fronte strada; ✓ Sistemazione delle aree di accesso al Parco; ✓ Sistemazione scavalcafosso esistente; ✓ Sistemazione sentiero panoramico; ✓ Valorizzazione della percezione; pag. 5 A.MI.ME, Associazione Minatori e Memoria odv – Tel.: +39 348 9014006, +39 338 5782759 ✓ Realizzazione area parcheggio; ✓ Sistemazione del verde; ✓ Valorizzazione dei punti panoramici; 

 2 – L’Inquadramento Generale 

 2.1 – La Memoria Storica Il punto focale dell’idea progettuale è quello della memoria storica. Il Parco nasce quale elemento “fisico e spirituale” con cui ed in cui poter ono rare e ricordare gli operai morti nel lavoro in miniera e nel perseguimento dei propri diritti: affinché il patrimonio storico e culturale di questi luoghi e di que ste genti non venga perso ma tramandato alle generazioni future. Siano di guida le parole di Fratel Gerardo, ex minatore e ideatore del proget to Parco Memoriale: “il sacrificio di questi uomini, donne e bambini deve essere ancora oggi seme di vita e lezione per tutti” 2.2 – L’Identità dei luoghi Profondo è ancora oggi il senso di identità degli abitanti delle frazioni mine rarie incastonate come sono nei territori e nel paesaggio tipicamente marcato dalle attività estrattive dismesse. Queste persone amano definirsi ancora oggi “gente di miniera”; si sentono parte integrante della storia che ha alterato questi territori. La chiesa di “San Severino”, sorta alla fine dell’Ottocento, sconsacrata e ab bandonata da più di trent’anni, ubicata in posizione centrale entro l’area ogget to del presente progetto, è un simbolo di identità molto forte: prima dell’abbandono essa fu luogo di culto, ritrovo e festa per tutti i minatori della zona. 2.3 – La Partecipazione La popolazione, gli ex minatori associati nella scrivente Associazione, condi vide e sostiene l’idea del Parco quale luogo di pace e riflessione dove poter ono rare e ricordare i propri cari. In accordo con la popolazione sono state concertate le scelte del luogo, delle funzioni, della gestione del Parco. pag. 6 A.MI.ME, Associazione Minatori e Memoria odv – Tel.: +39 348 9014006, +39 338 5782759 Un Parco Memoriale in nome dei minatori caduti nelle miniere di Sardegna: non un cimitero ma un luogo aperto alla vita sociale; un luogo di rispetto ma anche di studio, svago, riposo. 2.4 – La Fraternità All’interno della storia di questi luoghi e di queste comunità, il Parco della Memoria esprime anche la ricerca di una nuova fraternità, simbolo della solida rietà tra lavoratori delle miniere; espressione di comprensione e sensibilità nel far proprie anche le ragioni dell’altro; capacità di condividere ciò che si è e si ha con tutti e soprattutto con i paesi più poveri; attenzione per lo sviluppo di una economia solidale e sostenibile. 2.5 – I Valori I valori intrinseci del sito sono molteplici a partire dalla posizione baricentrica rispetto al bacino minerario sud occidentale della Sardegna. La specificità del deposito dei “Fanghi Rossi”, residui delle lavorazioni idrome tallurgiche, conferisce al contesto un valore estetico, paesaggistico e identitario da salvaguardare. Diverse strutture di archeologia mineraria distribuite nel territorio rappresen tano un patrimonio architettonico, storico e culturale inespresso. Il tessuto insediativo dei villaggi dei minatori, abitati dalla “gente di miniera”, salvaguarda la memoria dei luoghi. Il ripristino delle relazioni interrotte tra questi elementi garantisce il recupero dei luoghi e di un paesaggio fortemente caratteristico e caratterizzante. 2.6 – Il Risanamento La presenza delle discariche minerarie costituisce un elemento di elevato ri schio ambientale; l’intero comparto necessita di interventi di bonifica prelimina ri a qualunque riutilizzo del territorio. L’interruzione dell’attività mineraria e il conseguente mutamento dell’economia locale ha comportato, e comporta, un elevato spopolamento dei nuclei insediativi esistenti; nuclei nati come villaggi per minatori, per i quali l’interruzione del legame con la miniera ha significato la perdita del senso di appartenenza e dei connotati di origine, con il conseguente rischio di cancella zione totale della memoria dei luoghi. pag. 7 A.MI.ME, Associazione Minatori e Memoria odv – Tel.: +39 348 9014006, +39 338 5782759 2.7 – Gli Elementi Strutturali ➢ Itinerario panoramico e didattico; ➢ Nuovi attraversamenti; ➢ Percorsi panoramici; ➢ Valenze di archeologia mineraria; ➢ Scavi di Cungiaus; ➢ Deposito “Fanghi Rossi”; ➢ Chiesa di San Severino; ➢ Laveria G. Galletti; ➢ Pineta attrezzata di Bindua; ➢ Punti di accesso all’area;

 3 - Le Fasi Preliminari L’area oggetto del presente progetto è storicamente appartenuta alle fami glie iglesienti Salazar, Gravellu, con una estensione iniziale intorno ai settanta ettari; la proprietà Gravellu passò quindi agli eredi De Villa, Melis, Aresu Ballocco, che dopo avervi edificato cascine ed una chiesa campestre (San Seve rino), a partire dal 1852 frazionarono e cedettero gran parte della proprietà ini ziale alla Società Monteponi, oggi IGEA S.p.A. Le superfici individuate quale destinazione a Parco Memoriale e quelle im mediatamente contermini, sono tutte inscritte al Foglio 213 del NCT del Comu ne di Iglesias, e trovasi ubicate all’intersezione della S.S. 126 con la S.P. 84, tra gli abitati di Monteponi, Bindua, Monte Agruxau. I mappali 44, 45, 46, 47, 49, 559 e 564 sono quelli interessati dal Parco Memo riale, mentre il 168, 242, 557, 560 e 596 sono quelli ad esso contermini; trattasi di mappali tutti attualmente in capo alla società IGEA S.p.A., mentre solo la parti cella siglata “A”, relativa alla chiesa San Severino, è parte del patrimonio immo biliare del Comune di Iglesias: nel complesso tali aree sono vegetate a macchia mediterranea ed in parte boscate a piante d’alto fusto (pini, ulivi, querce). Sulla scorta della disponibilità e collaborazione della società IGEA, del Comu ne di Iglesias e del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, i volontari dell’Associazione scrivente si sono adoperati per la pulizia, la manuten zione e la cura del verde presente nell’area, ripristinando e sistemando anche parte della viabilità interna e della sentieristica. pag. 8 

 A.MI.ME, Associazione Minatori e Memoria odv – Tel.: +39 348 9014006, +39 338 5782759 Nel 2010-2011, in virtù del consenso e sostegno della società titolare, si è dato corpo al Parco Memoriale realizzando un primo cippo monumentale, ed appo nendo sugli alberi ad alto fusto una prima serie di targhe a memoria dei mina tori deceduti nelle miniere di Sardegna: operazione, quest’ultima, che si inten deva portare a completamento con la sistemazione delle targhe personali di tutti i 1591 deceduti censiti. Nell’Aprile 2011, in occasione del primo anniversario della morte del Piccolo Fratello minatore Gerard Fabert, si è rappresentato ai cittadini e alle autorità quanto realizzato e quanto ancora da mettere in essere: si trattava infatti del primo passo per il pieno compimento del tanto auspicato Parco Memoriale.

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